Arriva in Italia, in occasione dei 500 anni dalla sua nascita, il docu film Tintoretto – Un ribelle a Venezia firmato Sky Arte. Sarà nelle sale del circuito Nexo Digital solo il 25, 26 e 27 febbraio

Tintoretto un ribelle a Venezia recensioneFirmato Sky Arte e distribuito da Nexo Digital, Tintoretto – Un ribelle a Venezia è ideato e scritto da Melania G. Mazzucco e vede la straordinaria partecipazione di Peter Greenaway e la voce narrante di Stefano Accorsi.

In contemporanea al documentario, Sky Arte festeggia il genio del pittore veneziano lanciando un’inedita biografia a fumetti per lettori dai 14 anni in su scritta da Alberto Bonanni su disegni di Gianmarco Veronesi. Il volume ripercorre la vita del pittore e della sua presunta rivalità con il contemporaneo Tiziano. È la prima graphic novel realizzata da Sky Arte in collaborazione con TIWI, studio creativo editore del premiato marchio di albi illustrati per la prima infanzia minibombo.

La produzione di quello che può essere a tutti gli effetti definito un film per la complessità e l’attenzione al dettaglio del narrato, delle immagini e della musica, farà il giro del mondo. Un omaggio a 360 gradi a un artista geniale pieno di contrasti, sfumature e colori cangianti. Spesso una figura scomoda per i suoi contemporanei e per se stesso per le prese di posizione forti, per il volersi imporre sulla scena artistica già densa di pittori del calibro di Tiziano. I suoi mezzi poco ortodossi hanno contribuito ad alimentare la rivalità con il suddetto Tiziano e, in seguito, con Veronese, e gli hanno valso il titolo di “furioso”.

La narrazione di Accorsi, con una partecipazione emotiva che passa per tutta la proiezione (come potrete vedere in anteprima nel video sotto), racconta di come Tintoretto affronti a viso aperto uno dei periodi più bui di Venezia, ovvero quello degli anni della peste del 1575-77 che sterminò circa la metà della popolazione lagunare lasciando un marchio indelebile. Molti artisti lasciarono la Serenissima, ma Tintoretto rimase con tutta la sua numerosa famiglia e continuò a lavorare con ritmi serratissimi sia per urgenze economiche (in questo lo favorì la velocità di esecuzione delle tele) sia per la voglia di imporsi sulla scena pittorica di quegli anni.

La Venezia che vediamo nel film è di una bellezza straordinaria, anche nella drammaticità della narrazione della peste. Gli scorci cupi, bui, i cadaveri degli appestati lungo i canali sono immagini di una potenza che raggiunge l’apice nella raffigurazione pittorica di Tintoretto. La realtà del tempo ci appare viva e lo spettatore non ha mai l’impressione di cadere nel cliché di una Venezia un po’ patinata o scontata dalle tante, troppe immagini da cui siamo bombardati ogni giorno.

Ad accompagnare lo spettatore attraverso le vicende di Tintoretto i numerosi esperti e storici dell’arte come Kate Bryan, Matteo Casini, Atrid Zenkert, Agnese Chiari Moretto Wiel, Michel Hochmann, Tom Nichols e Frederick Ilchman, le scrittrici Melania G. Mazzucco e Igiaba Scego, le restauratrici Sabina Vedovello e Irene Zuliani, impegnate nel restauro delle Due Marie di Tintoretto.

Il documentario va a osservare le analisi dettagliate che hanno permesso a una squadra italiana di restaurare le due tele “Maria in meditazione” (1582-1583) e “Maria in lettura” (1582-1583) che saranno esposte nella mostra celebrativa per i 500 anni alla National Gallery of Art di Washington che si aprirà quest’anno.