Il 23 giugno al Grand Hotel Plaza di Roma debutta il Falstaff White Wine Party: 54 cantine italiane, masterclass e dj set. Programma, orari e biglietti

I banchi d'assaggio delle cantine italiane al Falstaff White Wine Party nel Salone delle Feste del Grand Hotel Plaza a RomaC’è un momento, ogni estate romana, in cui la città smette di correre e si concede al rito del bicchiere alzato controluce. Quest’anno quel momento ha una data precisa, un indirizzo da cartolina e un dress code che non lascia spazio all’improvvisazione: martedì 23 giugno 2026, il Grand Hotel Plaza — cinque stelle lusso nel cuore pulsante di Via del Corso — si trasforma nel primo avamposto italiano di un format che ha già conquistato Austria, Germania e Svizzera.

Debutta in Italia il Falstaff White Wine Party, e lo fa scegliendo Roma come palcoscenico inaugurale di un progetto che, parola della redazione internazionale del magazine wine, food & travel lifestyle, toccherà nei prossimi mesi altre città da nord a sud della Penisola.

Cosa è il Falstaff White Wine Party: l’evento che ridefinisce il wine tasting

Dimenticate la degustazione austera, il calice sorseggiato in religioso silenzio tra appunti su un taccuino. Il White Wine Party racconta il vino con un linguaggio diretto, inclusivo, quasi sensoriale — un’esperienza che fonde walk-around tasting, cultura enologica e convivialità in un’unica soluzione, senza compromessi sulla qualità.

Dalle 14:30 alle 22:00, il Salone delle Feste e gli spazi del Plaza accoglieranno operatori del settore, sommelier, stampa e pubblico di appassionati. Un pomeriggio che si allunga naturalmente nella sera, accompagnando i ritmi della Capitale verso la sua versione più luminosa e disinvolta.

54 cantine, 14 regioni: la mappa dei bianchi italiani in un solo salone

Il numero, da solo, racconta l’ambizione del progetto: 54 aziende vitivinicole provenienti da quattordici regioni italiane, dall’Alto Adige alla Sicilia, selezionate per rappresentare identità produttive e filosofie diverse. Una panoramica trasversale e dinamica dei vini bianchi italiani, pensata non per essere esaustiva, ma per essere rivelatrice.

Tra i banchi d’assaggio si alternano nomi che attraversano l’intera geografia enologica del Belpaese: dalle cantine altoatesine come Alois Lageder, Cantina Terlano e Cantina Tramin, ai grandi classici veneti come Inama, Livio Felluga e Allegrini Wines, fino alle eccellenze siciliane di Tasca d’Almerita, Firriato e Pietradolce. Completano il panorama realtà come Querciabella, Fontanafredda, Pio Cesare e Il Pollenza — un mosaico che racconta l’Italia del vino bianco in tutta la sua varietà di terroir, vitigni e sensibilità.

Le masterclass: tre racconti per capire davvero il vino bianco italiano

Il White Wine Party non è solo assaggio libero. Nella Sala Giardino d’Inverno, tre masterclass — gratuite ma su prenotazione online — offrono momenti di approfondimento autentico su territori, vitigni e grandi espressioni bianche.

  • 15:00 — Albana, l’underdog da scoprire
    Si apre con un vitigno che merita più attenzione di quanta storicamente gli sia stata concessa. Curata dal Consorzio Vini di Romagna, questa masterclass racconta l’Albana nella sua straordinaria versatilità — un vino capace di sorprendere chi si aspetta poco e trova, invece, molto.
  • 16:30 — Super-Soave, il grande bianco veneto
    Inama guida il pubblico in una verticale della propria etichetta “I Palchi“, raccontando il terroir e la filosofia produttiva dietro uno dei bianchi più identitari del Veneto. Il Soave, qui, smette i panni del classico rassicurante per mostrare la sua dimensione più ambiziosa.
  • 18:00–19:00 — La longevità del Gewürztraminer
    Il momento più atteso, forse: per la prima volta insieme sullo stesso palco, Stephan Filippi di Cantina Bozen e Willi Stürz di Cantina Tramin dialogano sull’evoluzione e sul potenziale di invecchiamento del più celebre vitigno aromatico altoatesino. Un confronto tra due interpretazioni dello stesso Gewürztraminer, e un’occasione raramente concessa al pubblico.

Dress code bianco, dj set e l’estate romana come sfondo

In coerenza con il concept dell’evento, il dress code invita a un abbigliamento dalle tonalità chiare — un dettaglio che trasforma il Salone delle Feste in una scenografia coerente, quasi cinematografica, dove il bianco dei vini dialoga con quello degli abiti. Nella parte finale della giornata, dj set e intrattenimento completano l’esperienza, accompagnando il pubblico verso un’atmosfera più rilassata e conviviale, perfetta per chiudere una giornata romana di fine giugno.

Perché non perdere il Falstaff White Wine Party (la mia opinione)

C’è qualcosa di significativo nella scelta di Roma come città inaugurale di questo progetto. Non Milano, capitale naturale degli eventi di lifestyle e design — ma Roma, con la sua capacità unica di rendere ogni rito mondano anche un’esperienza estetica e quasi teatrale. Il Falstaff White Wine Party arriva in un momento in cui il mercato degli eventi enologici italiani sta vivendo una trasformazione profonda: il pubblico chiede meno formalità e più narrazione, meno distanza accademica e più accessibilità autentica.

Il format Falstaff, già rodato in Austria, Germania e Svizzera, sembra rispondere esattamente a questa domanda: un’esperienza che non rinuncia alla qualità — 54 cantine selezionate non sono un dettaglio da poco — ma che la racconta con un linguaggio contemporaneo, quasi da editoriale di moda più che da guida enologica. È il segno di un settore che ha capito che il lusso, oggi, non è esclusività fredda, ma convivialità curata nei minimi dettagli.

Come partecipare al Falstaff White Wine Party 2026: orari e biglietti

Pubblico pagante: accesso consentito dalle ore 16:30, tramite acquisto del biglietto online con tariffa standard di €15.

Masterclass: gratuite, con prenotazione da effettuare al momento dell’acquisto del biglietto o della registrazione.

La partecipazione, per tutte le categorie di pubblico, è soggetta a disponibilità fino a esaurimento posti. Tutte le informazioni e l’acquisto dei biglietti sono disponibili sul sito ufficiale di Falstaff cliccando QUI.