Il Leone d’Oro di Venezia 83 va a Woman Unknown di May el-Toukhy, sorpresa dell’edizione. Per l’Italia il Premio Orizzonti a Riccardo Scamarcio. Ecco tutti i vincitori di Venezia 83

Venezia 83 tutti i vincitori. La regista May el-Toukhy e la protagonista Mathilde Arcel alzano il Leone d'Oro per Woman Unknown a Venezia 83Il Leone d’Oro di Venezia 83 va a “Woman Unknown (Kvinde Ukendt)” di May el-Toukhy. È la sorpresa più importante del palmarès della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, chiusa sabato 12 settembre con la cerimonia di premiazione presieduta dalla giuria guidata da Maggie Gyllenhaal. Per il cinema italiano arriva invece un riconoscimento importante nella sezione Orizzonti: Riccardo Scamarcio conquista il premio per la migliore interpretazione maschile per “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci. Ma il verdetto di Venezia 83 racconta molto più di una sorpresa. Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a “Possible Love” di Lee Chang-dong, mentre la regia premia Ilya Khrzhanovsky per “DAU”. La Coppa Volpi maschile finisce nelle mani di John Malkovich, quella femminile va a Mathilde Arcel, protagonista proprio di “Woman Unknown”. Scopriamo insieme tutti i vincitori di Venezia 83.

Venezia 83, il Leone d’Oro va a Woman Unknown

Fino alla vigilia della premiazione, “Woman Unknown” non sembrava necessariamente il titolo destinato a conquistare il premio più ambito. La giuria di Venezia 83 ha invece scelto il film di May el-Toukhy, produzione di Danimarca, Svezia e Lettonia, assegnandogli il Leone d’Oro per il miglior film.

Il film racconta la storia di Marie, giovane domestica e bambinaia che sta per sposare Christian, un ricco vedovo per cui lavora. Dietro la prospettiva di una nuova vita, però, si nasconde un passato che rischia di tornare a presentare il conto.

Il premio ha anche un significato particolare nel contesto di questa edizione: “Woman Unknown” era l’unico film del Concorso diretto da una regista donna. May el-Toukhy aveva affrontato pubblicamente proprio il tema della scarsa presenza femminile tra i registi in gara. E il successo non si ferma al Leone d’Oro: Mathilde Arcel conquista infatti anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.

“Possible Love” conquista il Leone d’Argento

Il film che per buona parte del festival era sembrato uno dei candidati più forti al Leone d’Oro deve invece accontentarsi del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. È “Possible Love” di Lee Chang-dong, produzione sudcoreana, a portare a casa il secondo riconoscimento più importante del Concorso. Un risultato che conferma comunque il peso del film nel palmarès di Venezia 83 e restituisce alla competizione uno dei suoi titoli più discussi.

Ilya Khrzhanovsky vince per la regia con “DAU”

Il Leone d’Argento per la migliore regia va a Ilya Khrzhanovsky per DAU, produzione tedesca, francese e svedese. Un riconoscimento che premia la natura radicale e monumentale del progetto, uno dei film più estremi e discussi della selezione ufficiale.

John Malkovich e Mathilde Arcel: le due Coppe Volpi

Sul fronte della recitazione, Venezia 83 sceglie due interpreti molto diversi per percorso e generazione. La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile va a John Malkovich per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. Quella femminile va invece a Mathilde Arcel per “Woman Unknown” di May el-Toukhy, completando così il doppio riconoscimento ottenuto dal film vincitore del Leone d’Oro.

Il Premio Speciale della Giuria va a Naza

Tra i premi che hanno maggiormente caratterizzato questa edizione c’è anche quello assegnato a “Naza”. Il film di Yuval Abraham e Rachel Szor riceve il Premio Speciale della Giuria, entrando così nel gruppo dei titoli più importanti del palmarès di Venezia 83. Il riconoscimento si inserisce in un’edizione nella quale il cinema ha continuato a confrontarsi con alcuni dei conflitti e dei temi politici più urgenti del presente.

Migliore sceneggiatura a “Un bon petit soldat”

Il premio per la migliore sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”, diretto dallo stesso Stéphane Brizé. È un premio che completa il palmarès principale di Venezia 83, accanto ai riconoscimenti per film, regia, interpretazioni e Premio Speciale della Giuria.

Malou Khebizi vince il Premio Marcello Mastroianni

Il Premio Marcello Mastroianni, destinato a un giovane attore o attrice emergente, va a Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn. È uno dei riconoscimenti che guardano al futuro del cinema e che, ogni anno, possono trasformarsi in un primo importante segnale per una carriera ancora agli inizi.

Riccardo Scamarcio, il premio italiano arriva da Orizzonti

Riccardo Scamarcio mostra il Premio Orizzonti come miglior attore per I figli della scimmia a Venezia 83Per l’Italia, il nome da ricordare è quello di Riccardo Scamarcio. L’attore conquista il Premio Orizzonti per il miglior attore per “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci. Lo stesso film riceve anche il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura, assegnato a Landucci e Damiano Femfert.

È quindi un doppio riconoscimento per il cinema italiano nella sezione Orizzonti, mentre il Concorso principale non assegna premi ai titoli italiani.

Tutti i vincitori di Venezia 83: il palmarès completo

Ecco l’elenco completo dei principali premi assegnati dalle giurie internazionali della Mostra.

Premio Vincitore
Leone d’Oro Woman Unknown – May el-Toukhy
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria Possible Love – Lee Chang-dong
Leone d’Argento – Migliore regia Ilya Khrzhanovsky – DAU
Coppa Volpi – Migliore attrice Mathilde Arcel – Woman Unknown
Coppa Volpi – Migliore attore John Malkovich – Wild Horse Nine
Migliore sceneggiatura Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce – Un bon petit soldat
Premio Speciale della Giuria Naza – Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio Marcello Mastroianni Malou Khebizi – 15/18 (A Place to Heal)

I vincitori di Orizzonti

Anche la sezione Orizzonti ha consegnato diversi riconoscimenti:

  • Miglior film: “Un détour par Diane (Diane in the Loop)” di Ann Sirot e Raphaël Balboni
  • Migliore regia: Jacqueline Lentzou per “A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra”
  • Premio Speciale della Giuria: “La Maison du Vent (House of the Wind)” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
  • Migliore attrice: Laleh Marzban per “Moragheb (Falling House)”
  • Migliore attore: Riccardo Scamarcio per “I figli della scimmia”
  • Migliore sceneggiatura: Tommaso Landucci e Damiano Femfert per “I figli della scimmia”
  • Miglior cortometraggio: “Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness)” di Shaden Safieddine Tazi.

La sezione Orizzonti assegna quindi all’Italia non soltanto il premio a Scamarcio, ma anche quello per la sceneggiatura a “I figli della scimmia”.

Gli altri premi di Venezia 83

Il palmarès della Mostra non si ferma al Concorso e a Orizzonti.

  • Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis va a “La Maison du Vent (House of the Wind)” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.
  • Il Premio degli spettatori Armani Beauty, nella sezione Venezia Spotlight, viene assegnato a “Eu Contez (I Matter)” di Alina Șerban.
  • Per Venezia Classici, il premio al miglior film restaurato va a “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini.

Nel concorso Venice Immersive, il Gran Premio va a “The Pigeon Ring2 di Shixin Tao e Yuqi Zhang; il Premio Speciale della Giuria a “Out of the Ashes2 di Rory Mitchell e Nonny De La Peña; il Premio per la realizzazione a “Empire at Sea” di Peter Flaherty.

Cosa racconta il palmarès di Venezia 83

Al di là dei nomi e delle statuette, il palmarès di Venezia 83 restituisce l’immagine di una giuria disposta a sorprendere. Il Leone d’Oro a Woman Unknown sposta l’attenzione su un film che non sembrava necessariamente destinato a dominare i pronostici. Possible Love riceve il Gran Premio della Giuria, mentre DAU viene premiato per la regia. Sul fronte degli interpreti, Malkovich e Arcel rappresentano due scelte forti e riconoscibili.

E poi c’è l’Italia, che trova in Riccardo Scamarcio uno dei suoi protagonisti della serata finale, con un premio Orizzonti che acquista ulteriore peso grazie al riconoscimento ottenuto dallo stesso film per la sceneggiatura.

È questo, in fondo, il modo migliore per chiudere il racconto di Venezia 83: non con una classifica dei favoriti che hanno avuto ragione, ma con un festival capace ancora di cambiare idea all’ultimo momento. Il Leone d’Oro è andato a una sorpresa. E forse è proprio questa la cosa più veneziana che potesse accadere.