Come sarà la nostra vita dopo il coronavirus il ritorno alla Il 4 Maggio is the new 3 Aprile. Siamo tutti più o meno convinti che da questa data, come doveva essere, appunto, dallo scorso 3 Aprile, tutto ripartirà. Immaginiamo di poter riprendere la nostra normalità da dove l’avevamo lasciata lo scorso 21 Febbraio. Ma in fondo a noi stessi (nemmeno troppo in fondo, forse), sappiamo bene che non sarà così. Come sarà allora la nostra vita dopo il coronavirus?

L’unica cosa certa è che nulla sarà più come prima, sotto nessun aspetto, in nessun ambito.

Qualcuno dice che tra qualche mese ci scorderemo di quello che stiamo vivendo, che ne parleremo tra amici, colleghi, parenti dicendoci “ti ricordi?”, come se fosse qualcosa che piano piano sta finendo nel dimenticatoio, che sta lentamente sfumando nella nostra mente.

Io non credo…

Penso che il periodo storico che stiamo vivendo, ci segnerà per tutto il resto della nostra esistenza. E non è pessimismo, perché il pessimismo non mi appartiene. È la mia personale presa di coscienza che, una volta superata l’emergenza sanitaria, una volta riaperte le aziende e i negozi, una volta rimessa in qualche modo in moto l’economia del nostro Paese, ci sarà un’emergenza (forse) ancora più forte e silenziosa da affrontare: quella psicologica.

Se ne parla poco, a mio avviso, troppo poco. Ma credo che questo bisogno di aiuto a livello emotivo che tutti stiamo avendo e avremo, vada di pari passo con il bisogno di sapere che il numero dei contagiati, dei malati, dei deceduti, si sta abbassando o col bisogno di sapere che la nostra sedia, la nostra scrivania in ufficio, il nostro stipendio, sono sempre lì che ci aspettano.

È una necessità intrinseca quella che abbiamo, della quale probabilmente molti di noi si vergognano. Abbiamo paura che ammettendo di aver bisogno di aiuto, qualcuno possa giudicarci egoisti, incuranti del numero delle vittime di questo maledetto virus o dei negozi e delle aziende che non riusciranno a ripartire.

Ma non è così! Non deve essere così!

Ognuno di noi fa storia a sé, ognuno di noi è un mondo a parte. Per ognuno di noi gli accadimenti di questo periodo provocano, stanno provocando e provocheranno, degli sconvolgimenti enormi. Moltissime persone si troveranno a dover elaborare la perdita di un parente o di un amico. Altri dovranno fare i conti con l’aver perso il lavoro. Mentre moltissimi altri avranno bisogno di riprendersi dopo mesi di convivenza forzata con i propri familiari. Ventiquattro ore al giorno di condivisione di spazi e orari, di lotte con figli che non vogliono fare i compiti, di problemi nel gestire la didattica on line e contemporaneamente praticare lo smart working.

Molti (soprattutto molte!) di noi stanno affrontando problemi che appaiono inezie di fronte a quello che succede là fuori, ma che ci mandano lo stesso in crisi, come l’impossibilità di fare attività fisica all’aperto, di andare dal parrucchiere. Stupidate? Forse. Ma il mondo di ognuno di noi, piccolo o grande che sia, è stato davvero messo a dura prova, e lo sarà nel tempo.

E non dobbiamo avere paura di ammetterlo.
O di chiedere aiuto.
O di accettare chi ci offre aiuto.

Perché ognuno di noi ha dentro infinite risorse, la gran parte delle quali non sappiamo nemmeno di possedere e che ci possono portare, se incanalate nel verso giusto e con il giusto supporto, a rialzarci e ad affrontare quella che sarà la nostra nuova vita. La vita dopo il coronavirus dal 4 Maggio… O da quando sarà.