Trama, trailer e recensione in anteprima di Vulnerabili, film diretto da Gilles Bourdos, con Alice Isaaz e Vincent Rottiers. Prossimamente al cinema distribuito da Movies Inspired

Vulnerabili trama, trailer e recensione in anteprimaIn Vulnerabili, il nuovo film del regista francese Gilles Bourdos, tre storie intime si intrecciano per caso in un racconto originale sui rapporti tra genitori e figli. Josephine e Tomasz, giovani sposini, sono apparentemente molto felici. Melanie è una giovane studentessa rimasta incinta e non sa come affrontare la questione col padre. La madre di Anthony viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo esser stata abbandonata dal marito.

Il film, tratto dall’opera letteraria di Richard Bausch, maestro nel raccontare storie di intricati rapporti familiari e di coppie, è costruito sullo schema dei giochi di carte: il “gioco delle famiglie”, in cui le carte vengono continuamente rimescolate. Funziona seguendo la modalità del confronto e dello shock: confronto tra padre e figlia, tra figlio e madre, tra marito e moglie. I padri sono messi alla prova dalle scelte in amore delle figlie, un figlio affronta la disastrosa vita matrimoniale dei suoi genitori e così via.

C’è sempre un evento o una situazione che riunisce i personaggi. Racconta il regista Gilles Bourdos: “Durante tutta la scrittura, il nostro impegno è stato quello di creare una tensione costante dall’inizio fino alla fine, creando connessioni tra gli eventi ma senza mai legarli troppo l’uno all’altro. Le situazioni creano continui effetti di risonanza e punti di collegamento”. “Costruire un film mosaico, vuol dire anche comporre un oggetto dalle molteplici sfaccettature che sfugge così a qualsiasi conclusione globale in termini di significato, questo era il nostro intento e crediamo di esserci riusciti”.

 

Uno dei temi centrali del film Vulnerabili, sembra essere quello della sottomissione: quella di Joséphine al suo giovane marito, quella del padre di Joséphine a sua moglie, quella di Anthony a sua madre.

Costrizioni che non potranno che esplodere, mere alienazioni, arrivando dunque al cuore di ciò che rende i legami familiari così complessi.

La famiglia costituisce la cellula più primitiva della nostra società, ed è al suo interno che alcuni trovano rifugio mentre altri invece sprofondano. Per questo motivo Gilles Bourdos ha scelto per il suo film un finale aperto a varie interpretazioni. Alcuni vi riconosceranno una ragione di speranza concreta, altri vedranno un finale cupo, ma tutti si interrogheranno su quanto un sistema così forte quale quello della famiglia, può essere proporzionalmente così tanto fragile quanto è la potenza del legame fra i suoi membri.

L’amore, il dolore, la sottomissione, la violenza, sono tutte espressioni diverse di un unico volto: la vulnerabilità. Siamo costantemente sottoposti a condizionamenti e frustrazioni che se sollecitate all’estremo si trasformano in patologie e comportamenti autolesionisti o dannosi per gli altri. L’amore è uno dei tanti modi con il quale è facile farsi e farsi fare del male. Prende forme strane, incarna esattamente tutti  nostri timori e li veste di nuovo, camuffandosi in necessità e bisogno.

Ogni amore, ogni relazione, sia familiare che di coppia fluttuano in un equilibrio molto precario. È facile che si rompa qualcosa per troppo o troppo poco amore, è facile rifugiarsi nel silenzio e nella rabbia pensando di non essere compresi, è facile rinunciare a se stessi perché sicuri di non avere una via di uscita, è facile aggredire per non essere aggrediti. È molto difficile ascoltare e ascoltarsi, mollare le armi ed ammettere di aver solo bisogno di amore.

Un film molto bello, che vi parlerà di vita, la nostra… Guardatelo!