Vincenzo Salemme torna dietro la macchina da presa portando sul grande schermo il suo successo teatrale Una festa esagerata, dal 22 marzo al cinema prodotto e distribuito da Medusa Film. Trama, trailer e recensione in anteprima

una festa esagerataFinalmente dopo alcuni anni di assenza, ritorna alla regia Vincenzo Salemme con Una festa esagerata, una commedia teatrale da lui scritta che prima di finire sul grande schermo ha calcato i palcoscenici di tutta Italia, riscuotendo sempre un grande successo. E proprio il grande riscontro teatrale ha fatto riflettere l’attore e regista partenopeo sulla congenialità di questo testo per un’eventuale trasposizione cinematografica.

SINOSSI

Siamo a Napoli e a casa Parascandolo fervono i preparativi per i festeggiamenti per i diciotto anni di Mirea (Mirea Stellato), figlia di  Gennaro (Vincenzo Salemme), geometra e piccolo imprenditore edile e sua moglie Teresa (Tosca D’Aquino), arrampicatrice sociale. I due vedendo nella festa la grande occasione per emergere hanno deciso di fare le cose in grande non badando a spese, dal catering agli arredi. Tanto che è stato persino scritturato un cameriere indiano e messo da parte la vecchia domestica non abbastanza esotica per una festa così importante. Gennaro, pur di accontentare le donne della sua vita, asseconda ogni loro capriccio pur ritenendo la festa “esagerata”. Il grande giorno finalmente arriva e tutto sembra perfetto: gli invitati iniziano ad arrivare, quando dal piano di sotto giunge un’inaspettata notizia che sconvolge i programmi della famiglia: l’anziano signor Scamardella, è morto proprio il giorno della festa, mettendola così a rischio.

Sembrerebbe strano a chi conosce la commedia, perché il racconto si svolge tutto in un breve tempo ed in pochi luoghi: le due ore che precedono la festa dei 18 anni della figlia del protagonista organizzata sullo splendido terrazzo della casa di famiglia e nell’ora successiva alla morte improvvisa dell’inquilino del piano di sotto, un signore molto anziano. Eppure, nonostante la semplicità del meccanismo il racconto cinematografico è scorrevole e ben ritmato anche grazie al fatto che i protagonisti del film devono correre nel vero senso della parola alla ricerca di una soluzione che permetta lo svolgimento della festa. Volutamente è stato fatto in modo che non ci fossero pause narrative che forse avrebbero nuociuto alla leggerezza della visione complessiva. Così i protagonisti si ritrovano coinvolti in una corsa forsennata e nevrotica tra grandi e piccoli colpi di scena, che accompagnano Una festa esagerata dritta verso un finale sorprendente.

Lungo tutto lo svolgersi del film troviamo disseminate situazioni esilaranti rese ancor più forti da personaggi ed attori molto credibili nei loro ruoli. Nonostante il protagonista sia Gennaro Parascandolo (Vincenzo Salemme) e ruoti tutto intorno a lui, è comunque un film corale, dove Gennaro sembra un piccolo eroe, onesto e perbene, travolto da un malcostume e dal cinismo di certi personaggi. Gli attori che accompagnano Salemme sul set pur provenendo dal mondo del teatro, non sono gli stessi che hanno interpretato la versione teatrale di Una festa esagerata.

Tirando un po’ le somme, mi sento di dire che i punti di forza di questo film sono l’umanità dei personaggi e la comicità voluta o involontaria che è davvero travolgente. Spumeggiante come sempre la brava Tosca D’Aquino e da sottolineare il personaggio di Iaia Forte che meriterebbe un film a parte con lei come protagonista. Una commedia che vi farà sorridere durante tutta la proiezione e vi getterà addosso buonumore, con un finale davvero inatteso!