chef HiroOggi ci beviamo il nostro caffè in compagnia di uno chef davvero particolare che ha scelto l’Italia come luogo in cui portare la sua esperienza nell’alta cucina giapponese e a volte fonderla con le conoscenze e l’amore per i piatti del nostro Paese. Dal Gambero Rosso con Ciao, sono Hiro! agli speciali Hiro in Japan e poi La prova del cuoco su Rai Uno, ecco che cosa ci ha raccontato con il suo inconfondibile sorriso e la semplicità e la modestia che lo contraddistinguono. Grazie Hiro per averci fatto entrare nel tuo mondo!

Come è stato per te Hiro il passaggio da una cucina giapponese in cui si ricerca la perfezione nel piatto a una più “leggera” e libera come quella italiana?

“In realtà io ho sempre lavorato nell’alta ristorazione, prima in Giappone fino a 29 anni, poi per altri 8 anni in Italia presso Le Calandre, ristorante tre stelle Michelin, quindi rigore e disciplina non sono mai mancati, un equilibrio di tecnica, esperienza e creatività. Da qualche anno ho deciso di cambiare completamente il mio stile di vita e di lavoro, dall’alta ristorazione di un famoso ristorante stellato ad un modo di comunicare diverso e più ampio, più “leggero”, a contatto con le persone, raggiungendo il pubblico attraverso la tv oppure insegnando e trasmettendo ai futuri giovani chef la mia passione e la mia esperienza.”

La tua esperienza nella cucina italiana e in trasmissioni televisive prestigiose e di successo come “Ciao, sono Hiro!” su Gambero Rosso Channel e “La prova del cuoco” su Rai Uno, quanto hanno modificato il tuo approccio alla cucina sia in termini di scelta di ingredienti sia in tema di contaminazioni Giappone-Italia e di presentazione del piatto?

“Ovviamente per uno chef che arriva dall’alta ristorazione, a contatto soltanto con i clienti del ristorante e i professionisti del settore, non è stato così facile parlare a milioni di persone che spesso non possono sapere e conoscere tanti aspetti del mondo della cucina. Ho cercato di essere me stesso, di pormi come un amico, cercando di rispettare sempre il tipo di pubblico che ho di fronte, dalla signora casalinga che cucina per la sua famiglia, fino all’appassionato più esperto. È stato per me un importante esercizio di flessibilità mentale e professionale.”

Che cosa, a tuo parere, non deve mai mancare in un buon piatto di qualunque tipo esso sia?

“Sicuramente la qualità dell’ingrediente che si utilizza, valorizzando il prodotto fresco e di stagione. E poi non dimenticare mai che il cuoco è soltanto un “tramite”, l’anello di congiunzione tra il cibo e colui che lo mangia. Non è il cuoco il protagonista, ma il piatto.”

Hiro cosa ha trovato in cucina che non c’è da nessun’altra parte?

“La libertà di creare, di sperimentare, di sbagliare, di migliorarsi.”

Il tuo modo di presentarti al pubblico, la tua simpatia e i tuoi bellissimi disegni (!) hanno avvicinato in modo semplice e immediato gli spettatori e tutti gli amanti della cucina normalmente in soggezione di fronte ai grandi chef. Insomma, hai abbattuto quel muro che pare esserci tra gli chef gourmet e i “semplici” amanti della buona cucina. Qual è il tuo ingrediente segreto?

“Forse il segreto è trasmettere semplicità anche se si sta cucinando un piatto tecnico o difficilmente riproducibile a casa, l’assenza di stress, il piacere di esaltare un ingrediente, dal più comune al più prezioso.”

Quali altre passioni coltivi nella vita? L’Italia è il posto giusto per te? Chef Hiro a me pare un cittadino del mondo.

“Amo soprattutto viaggiare e scoprire sempre posti nuovi, anche un po’ nascosti, speciali, persone uniche da cui imparare sempre qualcosa. E immergermi nella natura, negli orti, andare a trovare coloro che rendono l’Italia un paese unico, dal contadino, al casaro, al pescatore, al norcino. Credo di essere proprio nel posto giusto per vivere questo tipo di avventure!”

Vorresti per lifestylemadeintaly.it proporre un tuo menu natalizio, anche giapponese se vuoi? Proviamo ad andare un po’ controtendenza rispetto alle nostre tradizioni.

“Sicuramente un piatto a base di crostacei, ad esempio il gambero è simbolo di lunga vita in Giappone (il suo essere curvo ricorda molto la postura di una persona anziana) e si usa moltissimo nei menù di Capodanno, per augurare di vivere a lungo e raggiungere la vecchiaia in salute e serenità.”

E infine… Questa rubrica si chiama “Un caffè con…”. Tu bevi caffè? E se sì come lo preferisci?

“Io sono un super fan della tipica colazione italiana, quasi ogni giorno pubblico sui miei social la foto del “mio buongiorno” con caffè e brioche, amo il bar, così accogliente, animato, non posso farne a meno di andarci ogni giorno. Bevo il caffè macchiato la mattina e nero senza zucchero durante il giorno, invece l’estate adoro il caffè shakerato!”