tradimentoCari lettori, oggi ho deciso di affrontare un argomento spinoso e quanto mai attuale: il Tradimento. Un vero tormentone di vita, che lo diventa soprattutto durante le festività, quando il cuore e il corpo sono costretti a dividersi tra il dovere e il piacere.

“Moglie, amante, figli… e ora come faccio”?

Secondo voi esiste un modello di “traditore”? Esistono delle caratteristiche che unite tutte insieme ci permettono di farne l’identikit? Numerosissimi sono gli studi al riguardo ma la certezza assoluta non ce la darà mai nessuno di come riconoscere un traditore, a mio avviso forse solo l’istinto. Ad ogni modo voglio condividere con voi l’infografica prodotta a seguito di un’indagine fatta in materia di tradimento.

Insomma come avete potuto vedere sembra proprio che gli Italiani siano… popolo di poeti, santi e… traditori!

La menzogna è un’arte, un dono e se usata con astuta tecnica diventa la carta vincente che trasforma la partita di calcetto, l’uscita solo donne, il viaggio di lavoro o la cena aziendale di Natale in un alibi perfetto ed inattaccabile.

Noia? Gli Italiano soffrono di noia? Forse sono stanchi di vedere la propria donna in ciabatte o è lei ad essere stanca di non ricevere più attenzioni quando le indossa?

La conquista continua ci fa sentire giovani e desiderati, ma lo sapete che anche gli amanti invecchiano? O forse è colpa del lavoro, la sensazione di essere scavalcati dal proprio partner deve essere così frustrante… La giusta reazione per aumentare la propria autostima è quella di tradire, ma che gusto c’è allora se poi non lo deve scoprire nessuno? Forse perché riuscire nel delitto perfetto è già in sé l’elevazione del proprio ego. Non trovate?

Molteplici le motivazioni ed irrisolvibile il dilemma: non c’è un antidoto all’infedeltà e nessuna accortezza è mai abbastanza purtroppo, soprattutto nei giorni di festa, che dovrebbero essere ritagli di armonia familiare e invece sono il concentrato del dinamismo e della frenesia.

Una corazza al cioccolato potrebbe essere il giusto antidepressivo naturale per le brutte sorprese. Ecco che il perfetto quadretto familiare che si accinge ai frenetici preparativi Natalizi è completo, tutti indaffarati nel fare biscottini, comprare regalini, organizzare la gita in montagna dividendosi perfettamente e sinergicamente tutti i compiti come una vera squadra. Peccato che alla fine della partita non sarà il nostro compagno a meritarsi i massaggi muscolari come ricompensa.

Ma chi è quella triste figura che aspetta il messaggino che non arriva mai, davanti alla finestra, la sera della vigilia? L’amante, cari lettori, che nella speranza che lui o lei mantenga la promessa fatta: “ti giuro se ho un attimo corro da te”, ha scelto di non organizzare le festività con nessuno pur di non perdere quell’ipotetico “attimo”, che sappiamo tutti  non arriverà se non dopo la Befana.

Ricompensa? Trenta minuti di appagatissimo sesso e un po’ di carbone.

Difficile distinguere tra vittima e carnefice, i meccanismi sociali, aggiunti a quelli psicologici e peggiorati dalla complicità delle nuove tecnologie vestono l’ambiguità di quotidiano e la nostra ingordigia scarica il senso di colpa giustificandolo come necessario per sopravvivere alle nostre insoddisfazioni.

Ma perché si tradisce? La psicoterapia suggerisce che la nostra è l’epoca delle amicizie erotiche, nessuno si vuole impegnare troppo, neppure nei rapporti amorosi e di coppia.

Sicuramente un tratto distintivo della nostra società è la costante ricerca del piacere: si vive una vita frenetica, senza fermarsi mai troppo sulle cose e forse neppure sulle persone. Tutto ha la precedenza davanti alla costruzione ed al mantenimento di un legame, probabilmente perché lo si da per scontato oppure perché il concetto di famiglia oggi rappresenta soltanto un comodo divano già caldo dove adagiare i propri glutei.

L’individualismo è l’idratante che mettiamo al  mattino, poco importa davanti a quale specchio, sicuramente quello di casa bisogna fare attenzione a non macchiarlo altrimenti di sicuro qualcuno ci “Sgriderà”…

Cari lettori dentro ognuno di noi si nasconde il traditore perfetto. Nessuno può dire cosa è giusto e cosa non lo è, come nessuno può dirvi se consegnare o meno quel pacchettino che tenete nascosto nel cassetto della scrivania dell’ufficio. Posso soltanto sperare che Babbo Natale vi regali un attimo per guardare negli occhi le persone care che avete scelto al vostro fianco e sceglierle ancora…

Una sola raccomandazione prima di salutarvi, imparate a non parlare nel sonno, per quello non c’è alibi che tenga.