altra donna motivi per cui non vale la penaBuongiorno care amiche mi presento velocemente: sono Ginevra Ricciardi, una quarantenne con la passione per la moda, la scrittura e le passeggiate per la mia città di adozione, Roma, durante le quali amo osservare le persone che mi offrono sempre tantissimi spunti per romanzi e articoli. E a proposito di spunti, oggi vorrei iniziare questa nuova avventura con Lifestyle made in Italy parlandovi dell’altra. Altra che, direte voi. L’altra. L’entità, decisamente poco astratta, che un giorno arriva e rovina la vostra storia d’amore. Ma chi è davvero questa altra? Chi è la mangiatrice di maschi impegnati che un giorno si alza e decide di prendersi il vostro uomo?

L’altra è la sconosciuta che incrociamo alla fermata dell’autobus, l’amica di una vita, la cugina che vediamo una volta l’anno, la collega con cui scambiamo un rapido saluto nel corridoio, la vicina di casa. Potenzialmente l’altra è chiunque. Noi potremmo essere l’altra. La donna che si insinua come un serpente in un rapporto idilliaco e consolidato.

Fa ridere vero?

A me tanto. Punto primo perché, se la storia fosse tanto idilliaca probabilmente l’altra neanche esisterebbe e, in secondo luogo, perché immagino questo pupattolo senza volontà, che si fa agganciare dalla mantide di turno per dirle, con aria rassegnata, “Prendimi e fai del mio corpo quello che vuoi”. Poverino, lui mica ne ha colpa eh. E’ stato raggirato, plagiato, soggiogato! La sgualdrina è lei. Pensiero che accomuna anche molte tradite che, invece di prendere a randellate il consorte, rivolgono i loro insulti soltanto all’amante. Atteggiamento che, se per un verso, è umano, per un altro è inaccettabile se scagiona l’uomo da ogni tipo di responsabilità, come se fosse stato costretto ad abbassarsi le braghe perché aveva una pistola puntata alla tempia. Non ne capirò mai il motivo. Vostro marito vi mette le corna e la feccia è lei. Lui è il cucciolo di Labrador, pelosetto, candido e pacioccone. L’altra è il il male, la sgualdrina, la Brooke Logan che, dopo essersi ripassata tutta la sua famiglia fino alla quarta generazione, decide che è ora di irretire anche il consorte. Eppure potrebbe capitare anche a noi. Di essere l’altra, intendo. Inutile che ci giriamo attorno o dichiariamo indignate “Io? Mai!”. Perché mai dire mai e la vita è una compagna a volte un po’ bastarda che ama farci inciampare.  Quindi, per un momento soltanto, non parliamo di morale. Parliamo dell’altra, parliamo di noi.

Come mai l’uomo decide di avere una storia parallela?

Il più delle volte perché ha bisogno di novità. Per carità, la ricerca di novità io la capisco benissimo, un po’ meno la ricerca di novità a letto. Perché, alla fin fine, non prendiamoci in giro, il tutto si riduce a questo. Momento di stanchezza con la moglie che non si traveste più da catwoman per il sesso del sabato sera e lui ha bisogno di guardare altrove. Povera stella, lo vogliamo forse condannare?

Nella grande maggioranza dei casi, il maschio vive la nuova avventura come un momento di svago che esiste fin tanto che l’altra non si metta a rompere gli zebedei con richieste assurde, tipo “Andiamo a mangiare un gelato in centro domenica pomeriggio”. La donna, invece – la cosiddetta amante – spesso e volentieri si innamora. E cade nel classico e perverso loop femminile del “con me sarà diverso” e “io lo cambierò”. Il mondo è popolato da uomini che da decenni stanno lì lì per cambiare e da donne che attendono il momento propizio per mangiare un gelato in centro la domenica pomeriggio.

Intanto, la vita va avanti e l’altra si accontenta degli scarti di tempo. Tipo il momento della passeggiata col cane. “Amore, porto Lallo a fare la cacca”, “Ma come? L’ho portato io 20 minuti fa”, “Eh ma ce lo riporto, lo vedo costipato”. Avete un quattrozampe? Io sì e non avete idea di quanti uomini veda con un guinzaglio in una mano e un telefono nell’altra mentre parlano fitto fitto e a bassa voce, come se fossero delle spie della CIA. Sono così concentrati sulla conversazione che del caro Lallo potrebbe essere rimasto solo il guinzaglio. Loro non se ne accorgerebbero.

Un altro momento dedicato all’altra è quello chiuso nel bagno. Curioso che il tema feci (di Lallo e del marito) si ripeta in entrambe le occasioni. Come a dire, “cara amante, ti dedico un bel momento di merda. Rallegrati”.

Anche qui, l’uomo quatto quatto va in bagno col telefonino “per navigare un po’ ‘ché sono stitico” e intanto parla con lei che magari ha aspettato tutta la giornata quei dieci minuti di gloria in cui si reciterà il solito  copione trito e ritrito: “Dammi un altro po’ di tempo, la sto per lasciare”, “Ma me lo stai dicendo da quindici anni”, “Non essere impaziente, per favore!”.

Ovviamente all’altra non vengono riservate le feste comandate. Perché a Natale bisogna essere buoni e puri, poi dal 27 Dicembre si può tornare a copulare selvaggiamente con l’amante come se non ci fosse un domani.

E le ferie? No, le ferie si passano in famiglia, altrimenti sai che casino?

E il tempo passa.

Dopo un periodo che può variare da alcuni mesi a tot anni, si aprono due scenari.

Scenario 1: l’altra rimane in attesa, chiudendosi in clausura e precludendosi ogni possibilità di incontrare un uomo, invecchiando nella sua bile e attendendo che lui prenda la famosa decisione. Ovviamente lui non la prenderà mai e, qualora il suo rapporto ufficiale finisca, sarà stato per volere della compagna che, dopo essersi rotta ampiamente le balle, ve lo regalerà molto volentieri.

Scenario 2: l’altra prende e lo manda a cagare. Intendiamoci, questo non sarà indolore per lei perché avrà investito tempo, sogni e speranze in qualcosa che esisteva solo nella sua testa. Qualcosa che sarà sempre, sempre e ancora sempre più affascinante della realtà, perché le storie mai davvero vissute sono le più belle.

Entrambe, avranno perso qualcosa. No, non lui. Avranno perso quella vita in cui si sarebbero potute concedere una felicità vera e concreta per elemosinare le attenzioni da qualcuno per cui erano semplicemente la seconda. E sapete una cosa? Nessuna donna dovrebbe sentirsi seconda a nessuno. Non permettetelo mai. Vi meritate molto di più. Vi meritate un gelato in centro di domenica pomeriggio.