Universal Pictures e MRC presentano Macchine Mortali, una nuova avventura epica diretta dall’artista degli effetti visivi premio Oscar® Christian Rivers (King Kong), basato sulla premiata serie di libri di Philip Reeve, con Robert Sheehan e Hera Hilmar. Dal 13 dicembre al cinema. Trama, trailer e recensione

macchine mortali recensioneÈ arrivato proprio in questi giorni nelle sale italiane Macchine mortali, lo steampunk opera prima di Christian Rivers, fidato collaboratore di Peter Jackson fin dai tempi di Splatters. Jackson, insieme a Philippa Boyens e Fran Walsh, si è occupato della sceneggiatura, ricostituendo così il fantastico trio artefice dei copioni de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit.

Macchine mortali, tratto dall’omonimo romanzo del 2001 di Philip Reeve, primo della “quadrilogia delle Macchine Mortali”, ci trasporta in un futuro alla Mad Max, alcuni secoli dopo la “Guerra dei sessanta minuti”, un olocausto nucleare che ha annientato la civiltà sulla Terra. L’umanità si è così dovuta adattare alle nuove condizioni di vita, costruendo gigantesche città predatrici in movimento che vagano per il mondo dando la caccia alle città trazioniste più piccole per depredarle, nel mezzo di un paesaggio chiamato il Grande Terreno di Caccia, che è essenzialmente l’Europa. A farla da padrona in questa lotta per la sopravvivenza è Londra guidata da un potente londinese senza scrupoli, Thaddeus Valentine (Hugo Weaving), deciso ad espandere a dismisura la supremazia della sua città. L’unica in grado di contrastarlo sembra essere una misteriosa ragazza, Hester Shaw (Hera Hilmar), che guidata dalla sete di vendetta per la morte di sua madre ad opera di Valentine, unirà le sue forze a quelle di Tom Natsworthy, un reietto londinese, e di Anna Fang (Jihae), una pericolosa fuorilegge sulla cui testa pende una taglia, per cercare di cambiare il corso del futuro.

Macchine Mortali mantiene ciò che il trailer promette: un buon intrattenimento grazie all’idea originale delle città trazionistiche, scene adrenaliniche, una buona performance degli attori, lo stile registico di Christian Rivers, che risulta più fresco e dinamico di quello di Jackson e in grado di dare al film un ritmo più vivace, che non consente un attimo di tregua allo spettatore.

Gli elementi narrativi ed emotivi per consentire un interessante sviluppo della storia ci sono tutti, dall’amore alla vendetta fino alla compassione e alla liberazione ma, nonostante l’eccelso trio di sceneggiatori, faticano a emergere come fossero inceppati in un meccanismo dal movimento fluido ma non perfetto. Questo forse l’unico anello debole che toglie un po’ di mordente al film.

Un plauso va sicuramente a chi ha lavorato dietro le quinte di Macchine Mortali, a partire dallo scenografo Dan Hennah (Il Signore Degli Anelli, Lo Hobbit, Thor – Ragnarok) che ci ha offerto una Londra imponente e incredibilmente realistica, riuscendo così, insieme agli ottimi costumi di Bob Buck (Lo Hobbit) e Kate Hawley (Edge Of Tomorrow, Suicide Squad) a dare corpo e credibilità all’universo steampunk creato da Reeve sottolineando le diversità non solo etniche ma anche di estrazione sociale e ruolo.

Non vi aspettate un finale, degno di questo nome, perché trattandosi del primo capitolo di una saga, Macchine Mortali, ne riserva uno, ovviamente, aperto lasciandoci capire che probabilmente ritroveremo Hester e Tom alle prese con una nuova avventura, perché “l’uomo si è mobilitato, è nata una nuova era, l’era delle grandi città predatrici: chi è più veloce, sopravvive.”