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La rivoluzione sta arrivando e tu quale mondo sei? Il ritornello in pieno stile Negramaro dà il benvenuto al sesto album della band salentina.

Testi e musiche di Giuliano Sangiorgi, forse maturo come mai fino ad ora.

Ascoltiamo e lasciamoci segnare da queste canzoni, con qualche frase o parola, tatuata sulla pelle.

La rivoluzione sta arrivando. Quale che sia la rivoluzione che stai aspettando sii pronto a salvare l’anima del mondo.

Sei tu la mia città. Mi fai paura, mi fai dormire, nascondimi dagli alberi, perché tu sei la mia città.

Il posto dei santi. Siamo sostanza che non può sparire, quello che senti ha radici nel posto dei santi. Musica giocosa, perché mettiamoci in gioco, vivere non è abbastanza se non c’è una danza che ti convinca di poter volare.

Attenta. È cominciato tutto in questa stanza. Tutto è bellissimo, il treno della musica dei Negramaro è in partenza con ritmo, piano e chitarre, pareti di una stanza che la voce supera, che mi innalza altissimo ed il cielo intorno a noi è bellissimo.

Se io ti tengo qui. Parte una musica ritmo anni ’80. L’anima dal sapore di oceano e ruggine. Sei al sicuro solo se ti tengo qui.

Lo sai da qui. Piano disturbato per una ballata rock. Un altro luogo dove si vedono gli angeli, dove ti mostrerò che il mondo è speciale anche se non voli, perché i pensieri sono liberi. Splendida.

Tutto qui accade. Giuliano trova ritmi abili e sicuri. 

L’ultimo bacio. Melodia dolce e semplice, dove le parole si muovono a volte strette, incontenibili come le emozioni di un ultimo bacio. Il pianoforte culla e la chitarra graffia, la musica dondola e ansima il cuore. Mille emozioni per la fine di un amore. Baciami…

Ma quale miracolo. Credete nei miracoli? Il destino e l’universo che peso hanno sulla vostra verità? Chissà.

Danza un secondo. Un po’ di rock. Tutto si ferma e poi balla su! balla su questo silenzio.

Onde. Non c’è un solo senso nelle cose. Tutto torna ma tutto può essere un nuovo cammino: in un mare di onde ogni goccia è importante.

L’amore qui non passa mai. Una semplice chitarra iniziale per raccontare la vita, come quella di una ragazza sola che aspetta il ballo. E poi tutto cresce: la musica, la storia e le riflessioni, le cicatrici ed il ricordo e gli archi sognanti, riprendendo il tema, per un finale emozionante.

Ghost track a sorpresa: quasi un carillon, forse per una ninna nanna, per non lasciarci soli. Per avere altro tempo insieme per un caffè. 

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Perché non sia tutto, perché anche noi non vorremmo sia finito, davvero, questo album. Ci portiamo dietro un retrogusto amaro ma sincero, come quello di un caffè, di un ricordo lontano, dagli occhi umidi e il cuore colmo. Immobili ad ascoltare il silenzio di un album finito, e piano, ci voltiamo richiamati dai suoni del mondo lì fuori, diverso però, mai più come prima.

Sorridi.

La rivoluzione è arrivata.