litfiba live in roma 24 luglio 2015

litfiba live in roma 24 luglio 2015

LITFIBA: LA TETRALOGIA DEGLI ELEMENTI ESPLODE A ROMA. BENTORNATO ROCK ITALIANO (Video)

La band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli si presenta in una forma strepitosa! Un tamburo rock che non fa sconti a nessuno, non dimentica, denuncia, diverte e sogna, pensa e redarguisce, il tutto con l’arte magica della seduzione e la qualità e l’amore incondizionato per la musica.

Il tour dei Litfiba sbarca a Roma, in un caldo 24 luglio 2015, al Postepay Rock in Roma, presso l’Ippodromo di Capannelle.

La tetralogia degli elementi, i quattro album dei Litfiba sui quattro elementi naturali: fuoco (El diablo), terra (Terremoto), aria (Spirito) e acqua (Mondi sommersi) sta per iniziare. I litfiba della maturità, un viaggio tra i grandi successi, passando per le denunce degli anni di tangentopoli fino alla libertà costruttiva di “Spirito”.

Che “Lo Spettacolo” abbia inizio!

Si parte con un urlo sovrumano e il richiamo alla “resistenza” di un Pelù in splendida forma.

Resisti” e le bombe rock da Terremoto come “Dimmi il nome” e “Dinosauro” scaldano un ambiente già carico per le invettive del frontman fiorentino contro la vecchia e nuova classe dirigente, le collusioni con la mafia e i poteri occulti, fino a smascherare il vaticano di Reitzinger (El diablo!) e colpire lo stato di inverosimile follia e razzismo che aleggia sul nostro Bel Paese (Africa).

La situazione la conosciamo bene: siamo nella m…, ma con dignità!” grida Piero che non ha bisogno di demagogia per arringare la folla, basta un accenno prima di alcune canzoni: dedica a Cucchi e Aldrovandi “Ragazzo“, si pronuncia contro la violenza sulle donne prima di “Sparami” il tutto in un concerto che parte a suon di rock e sale di tono grazie all’arte di coinvolgere che Pelù e Ghigo, ognuno a suo modo, esprimono. Si canta anche sentimento, amore e sensualità (“Animale di zona“, “Gioconda” e “Regina di cuori“) fino a convincere le ragazzacce di Roma a topless improvvisati su richiesta del cantante.

Lo sente Piero che c’è elettricità nell’aria e che il concerto sta decollando, forse anche perché “è tutto registrato” come confesserà alla fine, tanto da lanciarsi sulla folla incredula per un body surfing da rock band anni settanta.

Suonano bene e tanto, c’è feeling ed anche Ghigo sembra piuttosto ispirato: momenti da band progressive o heavy metal, quasi jazz e blues, pensando all’improbabile “Je so pazzo” sulle note finali di “Sotto il vulcano” per urlare “Ciao Pino”, e poi l’amore per “La musica fa” ed il “Ritmo #2” incalzante ed insostenibile che fa tremare tutto l’Ippodromo!

http://https://www.youtube.com/watch?v=nHrq6YMABU4

“Qualcuno lo fermi!” ti verrebbe da urlare guardando quel più che cinquantenne indiavolato, ma poi ti accorgi che non c’è un calo di voce, una nota fuori posto, un attacco in ritardo od un urlo fuori luogo, insomma band rock, si, ma veri “maestri” o mostri musicali, se mi si passa il termine parlando di musica leggera.

“Questa è la vostra Ora d’aria” urla prima di attaccare la canzone, dopo aver più volte richiamato il suo odio per le mafie e per quella capitale.

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Mi riscopro ad assaporare la qualità del rock italiano per eccellenza, anche ascoltando con trasporto successi blasonati come “El diablo” e la potentissima “Cangaceiro“, bomba finale per presentare la band: Luca Martelli (“degli dei!”) alla batteria, Ciccio Li Causi al basso e Sago Sagona alle tastiere, autore di un assolo con tanto di richiamo ai Led Zeppelin.

Io non mi spiego come questa band abbia ancora tanto da dare e dire, tanta qualità da esprimere, conservando un ruolo di demolitore di poteri insormontabili (“meglio maledetti che rincoglioniti!“), ma con un’energia costruttiva e positiva che sa di infinito e gioia, ritmo e umanità, voglia e colore.

Tutto questo scopri riascoltando brani musicalmente eterogenei e che sanno spaziare per parole e contenuti: in scaletta anche Linea d’ombra, Tammuria, Siamo umani, Spirito, Fata morgana, Dottor M. Lo spettacolo.

Poco resta da dire, quando il tempo scorre vivo di fronte a questo spettacolo, da Mondi Sommersi, al cospetto di sua santità El diablo, a suon di voci, musica e assoli, demolendo il palazzo del tiranno, e poi in alto verso la libertà, parole che scuotono il tuo Spirito da un torpore maligno, come il Terremoto alla terra, come la fede all’anima, il vento sulla faccia, come la rivoluzione alla solidarietà, come il sapere al coraggio, come il capire alla dignità dell’uomo.

E allora, ora e sempre :”Que viva el bandido Litfiba!