Un viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea alla Life Art Gallery di Battipaglia: tra i colori luminescenti di Andy Warhol e le pennellate morbide di Claudio Fezza

Life Art Gallery di BattipagliaPasseggiando lungo la costiera amalfitana, sempre alla ricerca di luoghi da proporre ai lettori di Lifestyle Made in Italy, siamo giunti fino a Battipaglia (SA) dove, con grande stupore, abbiamo scoperto la galleria Life Art Gallery, un ampio spazio espositivo che valorizza il patrimonio artistico, promuove e rende l’arte accessibile a tutti. Un polo di arte contemporanea che davvero merita di essere visitata.

Inaugurato nel 2017 dal critico e storico d’arte Vittorio Sgarbi, lo showroom di circa 700 mq, ad oggi, vanta l’esposizione di oltre 2000 tele di grandissimo valore, realizzate da artisti e creativi di fama internazionale.

Noche Caraibica

Ad attirare la nostra attenzione è la teca centrale. Custodisce un pezzo davvero unico, appartenente ad una collezione privata: una chitarra elettrica, funzionante, del mitico Mick Jagger.

La chitarra, autografata da tutti i componenti dei Rolling Stones, fu donata dallo stesso Jagger a Andy Wahrol, autore della celebre copertina, passata alla storia, del disco Sticky Fingers (1971) e del singolo Bown Sugar, prima traccia dell’album discografico. La cover del 45 giri è caratterizzata da un paio di jeans con evidente rigonfiamento all’altezza dei genitali. Nella versione su LP la cerniera era apribile.

E nella teca, sostenuta da un bozzetto sul quale è ritratto il volto di Wahrol – opera di Fernando Alfonso Mangone come omaggio al mito – oltre la chitarra, troviamo proprio il 45 giri autografato dell’artista statunitense.

E non solo! In galleria, di Andy Wharol troviamo le serigrafie di Marilyn Monroe, in stile Pop art (dall’inglese popular art, arte popolare), una delle correnti artistiche più conosciute e discusse nella storia dell’arte contemporanea.

L’installazione intitolata Marilyn Monroe di Andy Warhol è formata da 9 serigrafie a colori, dove il volto della nota attrice, scomparsa prematuramente nel 1962, è ripetuto per ogni modulo con variazioni di colore. Con questo dittico, Warhol trasformò il volto di Marilyn in un’icona di massa. La pop art è spesso associata al nome dell’eclettico Andy Warhol, considerato l’artista pop per eccellenza, se non addirittura il maestro indiscusso del movimento.  Arte, poi, estesa anche nel mondo del cinema, dove l’artista ebbe un ruolo importante come regista, sceneggiatore e produttore.

Or dunque, l’arte di Andy Warhol sbarca anche nel Sud Italia.

Tra le tante opere che ricoprono le pareti della galleria Life Art Gallery e le tante sculture in ferro battuto, pietra leccese e plexiglas e resina che attirano lo sguardo dei visitatori, ci colpiscono, in particolare, alcune tele del maestro Fernando Alfonso Mangone, un’eccellenza nel panorama artistico italiano nel mondo, e dell’emergente Claudio Fezza, l’artista dalle infinite sfumature, il poeta del tormento interiore.

Del maestro Mangone vi parleremo nel prossimo articolo.

Oggi, avendo avuto la fortuna di incontrare il maestro Claudio Fezza in galleria, ne abbiamo approfittato per strappargli un’intervista.

Claudio Fezza si appassiona all’arte fin da adolescente. Il naturale talento viene arricchito da moltissimi corsi di pittura e modellazione dell’argilla. Nel 1995, al Teatro Nazionale di Roma, porta la sua prima opera in una mostra collettiva dedicata alla pittura e alla scultura. Negli anni successivi si trasferisce a Pisciotta, località marittima della costa Cilentana, in un antico borgo medievale che si affaccia sulla suggestiva Palinuro. Nel 2002 espone in una mostra personale a Palazzo Alario, antica residenza nobiliare di Marina di Ascea. Ammaliato dall’antica terra di Ulisse, si adopera per far conoscere turisticamente, sia in Italia che all’estero, questa meravigliosa terra che, grazie ai suoi incantevoli luoghi, restituirà un’impronta importante alla attività artistica di Fezza. Infatti, da quel momento, darà spazio ai colori, ai profumi e alle forme della terra, del mare e del cielo. Il paesaggio è una fucina che stimola ininterrottamente l’animo creativo del pittore, da sempre molto apprezzato dai fruitori e dalla critica.

Santo Domingo

Maestro Fezza, lei è originario di Roma.  Eppure non ha ceduto al fascino della città millenaria né alla sua storia. Invece, le influenze greche hanno caratterizzato le ispirazioni e guidato la mano per i suoi acquerelli.

La Grecia, o meglio la Magna Grecia, è sinonimo di mediterraneo, di isole, di mare… o più semplicemente di acqua! È proprio quest’ ultima il filo conduttore del mio impegno artistico. L’acquerello, il mezzo utilizzato per le mie opere, con le sue sfaccettature, i toni morbidi e delicati e le possibilità tecniche infinite, ricordano l’infinito del mare.

L’ambiente che la circonda è la sua maggiore fonte di ispirazione. Il suggestivo azzurro del cielo che si fonde sul mare è uno dei colori predominanti delle sue opere.

L’azzurro, unitamente al viola, domina il mio contesto in un tutt’unico di cielo-mare, orizzonte e argento degli ulivi. Umano e divino si uniscono, si mescolano in un solo destino… colorato.

Estate in città

Quanto la pittura l’ha aiutata nel suo percorso di crescita personale?

‘L’ozio creativo’ fa da catalizzatore alla propria attività artistica. Stimola le proprie pulsioni e riversa sulla persona effetti benefici. Acuisce l’osservazione, irrobustisce il pensiero, incrementa la determinazione e la tenacia nell’effettuazione delle proprie opere.

C’è qualcosa di quasi mistico nelle sue opere. Come un plasmare l’onnipotenza del creato e mostrare il dono divino agli occhi degli esseri umani che, spesso, non vedono questo miracolo.  Quanto l’aspetto religioso influisce nelle sue tele?

Lo studio di pittura, tutto a vetrate, calato nel verde degli ulivi contornato di macchia mediterranea, affacciato sul limpido mare di Palinuro è il migliore propellente per trasmettere le proprie sensazioni, attraverso i colori, attraverso la fluidità degli acquerelli. La tavola di pioppo trattato recepisce tutto con avidità e fissa quindi il misticismo onnipresente. La religiosità è una cosa troppo umana, intrisa di materialismo e, come tale, totalmente estranea al mio esistere di artista. Il ‘credo’ è diverso. Entra sicuramente come componente importante nella realizzazione di una mia opera.

Percorsi

Vuole anticipare ai lettori di Lifestyle Made in Italy quali sono i progetti futuri legati alla Life Art Gallery con la quale ha iniziato questo nuovo percorso?

La Life Art Gallery, a cui appartengo, si muove molto bene nel mondo dell’arte. Promuove gli artisti secondo un criterio di meritocrazia, libero da influssi che non sono in sintonia con questo principio. La determinazione e l’esperienza specifica del suo presidente, Mirko Mele, garantiscono un percorso qualificante dell’artista. Numerosi sono i progetti in corso, portati avanti con decisione e concretezza.  Bisogna credere fermamente in quello che si fa… e la Life Art Gallery è fattiva nel perseguire i propri obiettivi.