Il Coca-Cola Pizza Village arriva a Roma dal 3 al 6 settembre 2026 sul Lungotevere (Isola Tiberina). Info su pizzerie presenti (Porzio, Capuano, Da Michele), menu e il caso Merendina
Il 3 settembre la Capitale entra ufficialmente nella mappa del food festival più importante d’Italia. Per la prima volta, il Coca-Cola Pizza Village porta i suoi forni a legna sul Lungotevere, tra Ponte Garibaldi e Ponte Cestio, proprio di fronte all’Isola Tiberina, dentro la storica cornice di “Lungo il Tevere… Roma”. Quattro serate, dal 3 al 6 settembre, all’insegna della pizza napoletana e romana, della musica e della convivialità.
Un format che ha girato l’Europa
Il Pizza Village non è più solo Napoli. Nel 2026 il marchio ha costruito un vero e proprio tour: si è partiti da Berlino, dal 28 al 31 maggio, per poi tornare a casa a Pozzuoli, sul Lungomare Pertini, dal 7 al 21 luglio, con l’edizione storica che resta il cuore pulsante della manifestazione. Da lì il format ha continuato a espandersi, fino ad arrivare, appunto, a Roma. Ma la tappa più interessante, per capire dove sta andando il progetto, è stata un’altra: Londra.
Londra, la prima volta oltre Manica
Dal 23 al 26 luglio il Caputo Pizza Village ha debuttato per la prima volta nel Regno Unito, occupando Potters Fields Park, a due passi dal Tower Bridge, con vista sul Tamigi. Per quattro giorni e 44 ore di forni accesi, i maestri pizzaioli napoletani hanno lavorato fianco a fianco con alcune delle migliori pizzerie della città, in quello che gli organizzatori hanno descritto come un ponte gastronomico tra Napoli e Londra. Ogni pizzeria ha proposto i due grandi classici — margherita e marinara — accanto a una propria creazione gourmet.
Tra gli stand: la Pellone di SolodaPellone, la Margherrico di Errico Porzio, la Fresca dell’Antica Pizzeria da Gennaro, la Pepperoni Honey dei Bravi Ragazzi Streatham, la Golden Blaze di Pizza Pilgrims, la Genovese di 081 Pizzeria, la Chori Piz di Connie’s, la Regina di Rudy’s, e la “contemporanea” Merendina Pizza Sandwich. A completare il programma, le masterclass quotidiane del Mulino Caputo, andate sold out.
Un dettaglio utile per orientarsi tra i nomi: Bravi Ragazzi Streatham, Pizza Pilgrims, Connie’s e Rudy’s sono realtà tutte londinesi, nate e cresciute nel tessuto gastronomico britannico. Di tutto il cast londinese, Errico Porzio è il nome che ritroveremo anche a Roma, dove è già confermato insieme a Vincenzo Capuano, L’Antica Pizzeria da Michele e Santini-Pizzeria Romana — mentre per Milano, in programma dall’8 al 13 settembre, le conferme definitive arriveranno più avanti.
Merendina: la scommessa di Jacopo Manna
Tra gli stand meno “napoletani” di Londra, uno in particolare ha attirato l’attenzione: Merendina Pizza Sandwich, il progetto di Jacopo Manna, figlio di Franco Manna, uno dei fondatori di Rossopomodoro (il marchio che negli anni è passato di proprietà, oggi parte di un gruppo internazionale).
In un’intervista rilasciata per il nostro magazine Life Style Made in Italy, lo scorso 26 luglio, Manna ha raccontato la logica dietro Merendina: non ripercorrere le orme del padre, non inseguire le pizzerie classiche né le mode contemporanee del momento, ma costruire un prodotto gourmet con un’identità italiana più ampia, non solo napoletana. L’obiettivo dichiarato è portare la qualità dei prodotti italiani in giro per il mondo attraverso un concept più moderno e più pratico — appunto, una “merendina” ripensata in chiave gourmet.
Manna ha partecipato all’edizione di Londra, ma non sarà presente a Roma; l’ipotesi più concreta, al momento, è una partecipazione a Milano. Il progetto è portato avanti insieme a un gruppo di collaboratori fidati, giovani quanto lui, e — sempre secondo quanto dichiarato a noi — nuove iniziative verranno annunciate a breve.
Va detto che il concept di Merendina non nasce nel vuoto: esiste già, nella tradizione più recente della pizza napoletana, la pizza sorriso (chiamata anche pizza a ventaglio o pizza baciata), una preparazione simile nell’idea di fondo. Il panetto viene steso e piegato a metà, con un filo d’olio versato al centro prima della cottura: questo accorgimento impedisce alla pasta di saldarsi durante la lievitazione in forno, che invece la fa gonfiare creando una tasca vuota, croccante fuori e soffice dentro, pronta per essere farcita a freddo una volta sfornata. È su questa stessa logica — pizza come contenitore, non solo come disco da farcire — che Manna sta lavorando con Merendina, cercando di affinarla e di darle un’identità propria, abbastanza distintiva da poter diventare, un giorno, un modello esportabile.
Le pizze che hanno colpito a Londra
Tra gli assaggi più discussi dell’edizione londinese, tre nomi tornano spesso nei racconti di chi c’era. La Pellone di SolodaPellone è andata sold out nel giro di poco. La Genovese di 081 Pizzeria ha sorpreso per equilibrio e intensità, un omaggio contemporaneo a un grande classico della cucina napoletana portato sul disco di pasta. E poi la Golden Blaze di Pizza Pilgrims, con salsiccia e cipolla rossa, un abbinamento semplice ma azzeccato che gioca sulla dolcezza della cipolla caramellata a bilanciare la sapidità della salsiccia, il tutto su una base croccante fuori e morbida dentro, in perfetto stile Pilgrims.
Vale la pena spendere due parole su chi l’ha fatta. Pizza Pilgrims nasce nel 2011 dall’idea di due fratelli londinesi, James e Thom Elliot, che decidono di mollare i loro “lavori veri” e partire per l’Italia alla scoperta dei segreti della pizza napoletana. Il viaggio, di oltre 4.000 chilometri, li porta fino in Campania a bordo di un Piaggio Ape a tre ruote, comprato apposta per l’occasione. Tornati a Londra, aprono un food truck al mercato di Berwick Street; il successo è immediato, e nel giro di un paio d’anni il furgoncino diventa una pizzeria vera e propria a Soho. Oggi Pizza Pilgrims conta decine di locali in tutto il Regno Unito ed è entrata, nel 2025, nell’orbita del gruppo tedesco L’Osteria.
E allora, perché andare a Roma
Tornando alla tappa capitolina: l’ingresso al Pizza Village di Roma è gratuito, con menù a partire da 18 euro (forse ci sono varie forme di promozione per fare 2 per 1 chiedere). Un prezzo che apre le porte a quattro serate, dal 3 al 6 settembre, in una delle location più scenografiche che il festival abbia mai avuto — il Lungotevere con l’Isola Tiberina sullo sfondo — con protagonisti alcuni dei nomi più forti della scena pizzaiola nazionale, da Errico Porzio a Vincenzo Capuano, passando per la storica Antica Pizzeria da Michele e la romana Santini (clicca QUI per acquistare le offerte).
Vale la pena andarci non solo per mangiare bene, ma per assistere dal vivo a un format che si sta trasformando sotto i nostri occhi: da festival di quartiere a piattaforma internazionale, capace di portare la pizza napoletana a Berlino e Londra e, allo stesso tempo, di far emergere sperimentazioni come quella di Merendina, che della pizza conservano il DNA ma ne stanno riscrivendo la forma.