Una carriera artistica in ascesa per il talentuoso artista Fernando Alfonso Mangone apprezzato dai critici d’arte Luciano Carini, Vittorio Sgarbi e Paolo Levi. La sua Personale è visitabile per tutto il mese di Giugno alle Officine Garibaldi

Fernando Alfonso MangoneAlla Life Art Gallery di Battipaglia (SA), nei giorni scorsi, abbiamo trovato moltissime opere di Fernando Alfonso Mangone, artista molto apprezzato dai critici d’arte Vittorio Sgarbi e Paolo Levi.

E così, come promesso nel precedente articolo, vi parliamo dell’uomo, dell’artista… e della sua arte.

Fernando Alfonso Mangone, talento puro, rivela fin da adolescente un precoce interesse per il linguaggio delle arti visive e di strada. Gli studi lo arricchiscono e ne forgiano la tecnica. E dai lontani banchi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, di quelli dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro e, poi, di Firenze, di strada ne ha fatta tanta.

Un percorso di vita intenso durante gli anni trascorsi tra Amsterdam, Rotterdam, Parigi, Londra e Berlino. Ha vissuto i periodi e i luoghi dei più grandi maestri del Rock e del Punk, immortalandoli in giganteschi cartelloni che, per lungo tempo, hanno fatto da sfondo a paesaggi e scorci di famose città e metropoli.

Queste esperienze hanno plasmato fortemente l’artista e influenzato le sue tele.

Con il progetto ventennale “Attraversocittà” sono, infatti, proprio le città dove ha vissuto quelle raffigurate dalla sua pennellata che stende emozioni dai colori accesi e vivaci e che fanno della luminosità e della fluorescenza il loro tratto distintivo. E con la lampada di Wood (produce luce non direttamente visibile dall’occhio umano) le opere del Mangone diventano luminescenti. Per questo è stato definito il primo espressionista italiano vivente!

Nel 1989, a Groningen, vive una fase di frenetica attività creativa. Realizza, tra il 1992 ed il 1993, una serie di mostre presso l’istituto Italiano di cultura di Amsterdam. Nel 1995, prima del suo trasferimento a Berlino, dipinge numerosi murales in spazi pubblici e privati: metropolitane, teatri, discoteche, parchi. Gli vengono commissionati interventi da Stad-Kunst, Green Peace, Amnesty International e da numerosi gruppi teatrali e musicali.

Dopo tanto peregrinare, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, nel 1996, torna ad Altavilla Silentina, sua città d’origine. Gli anni a seguire segnano l’inizio di una nuova fase di studio e di sperimentazione.

Mangone si concentra principalmente sulle tematiche predilette: le città, da sempre presente nelle sue opere sin dagli esordi giovanili; il periodo fiorentino, quindi, il paesaggio urbano nelle sue varie connotazioni; la rivisitazione del mito greco, dalla pittura vascolare ai templi d’Italia, e al patrimonio di cultura e di leggende della Magna Grecia. I temi si estendono in direzioni parallele, con reiterate sovrapposizioni che, talvolta, determinano delle dimensioni oniriche.

Dal 1997 al 2000, avvia un’importante collaborazione con la multinazionale Heineken-Italia, realizzando una serie limitata di bicchieri per la Stella Artois, raffiguranti scorci di Bruxelles e di diverse città del Belgio, e una collezione di quadri ad olio e in tecnica mista inseriti nei locali Heineken Green Stage.

Negli anni successivi approfondisce il suo percorso di ricerca pittorica e realizza svariate mostre personali e collettive a Milano, Venezia, Paestum, Salerno, Positano, Groningen, Roma, Torino e Napoli.

Nel luglio del 2013, in occasione del 70° anniversario del bombardamento di Roma, partecipa alle attività commemorative celebrate nel complesso della Basilica di San Lorenzo in Roma, grazie al progetto Sagome, nato nel 2007, sotto il patrocinio dell’Unicef. Durante l’evento, celebrato alla presenza di Sua Santità Papa Francesco, l’artista ha donato a Papa Francesco un ritratto dal titolo “Il Passaggio”, raffigurante le immagini di Papa Benedetto XVI e di Papa Francesco.

Nel 2017 i suoi dipinti sono alla Biennale Milano – International Art Meeting, una delle più rinomate e celebri esposizioni internazionali.

Da marzo ad aprile 2019, presso la Galleria Studio C, il maestro Mangone ha esposto la collezione “Attraversocittà d’Europa”, illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, i cui saggi figurano nei volumi relativi alla Triennale di Roma 2014 e in quelli della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015 (entrambe edizioni Giorgio Mondadori).

Nel mese di giugno, alle Officine Garibaldi, con “Luminescenze Pisane”, si è inaugurata la personale dell’ormai internazionale artista. Una mostra fluorescente di forte impatto e potenza comunicativa. L’artista è stato introdotto dal critico Luciano Carini e da Francesco Corsi, editore e docente di Filosofia Metafisica presso STI Lucca.

Le cromie delle sue opere sono particolarmente intense. Le esecuzioni sono dettate dall’estro creativo, trainate dagli impeti dello stato d’animo. Le città sono spesso rappresentate dal caos metropolitano, dalla geometria delle architetture moderne e dalla vivacità delle insegne luminose, icone statiche, ma onnipresenti nell’odierna realtà.

Incredibilmente accattivanti e sorprendenti sono i colori di Mangone, le cui gradazioni passano dai toni del grigio cenere a improvvise e luminose accensioni di vernici fluorescenti; le pennellate si ispessiscono e, senza interruzione, si rincorrono sulla tela. Sono ritmi di vita, estemporanee pulsioni dell’animo, sempre alla ricerca di sensazioni da imprimere con decisione. Ed è proprio la forza dei colori primari e secondari e la ripetuta geometria che attraggono lo sguardo di chi ammira le sue opere e ne viene rapito.

Fernando Alfonso Mangone, un tempo nomade, è da sempre un artista eclettico, totalmente avulso dal senso dell’estetica personale. Quasi una contrapposizione al temperamento mite e ai modi cordiali e gentili.

Tra le sue opere esposte alla Life Art Gallery, Dama con l’ermellino. Il dipinto a olio su tavola di Leonardo da Vinci, nel terzo millennio, grazie a Mangone, vive la sua rivisitazione attraverso una donna dai tratti moderni. Ed è bizzarro quanto ricordi l’attrice e presentatrice Valeria Altobelli… ma l’autore ci lascia nel dubbio sul nome della donna che l’ha ispirato.

Quest’opera farà parte del volume fotografico, in uscita ad ottobre, che il Prof. Giorgio Falossi sta realizzando come tributo a Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla sua morte.

L’artista dal cuore tenero partecipa con altre tre opere: la rivisitazione della tela Ultima Cena del da Vinci; Ritratto di Leonardo da Vinci, noto come Tavola Lucana, di un artista ignoto; un quadro concettuale sul Corridoio della Galleria degli Uffizi.

Il libro verrà presentato in tutti i musei più importanti del mondo.

“Abilità comunicativa che supera i confini visivi e dà vita a creazioni armoniose portatrici di messaggi universali. Un’arte che rivela la creatività dell’Artista e le pulsioni del suo animo”. – Prof. Paolo Levi

È una carriera artistica in ascesa, quella di Fernando Alfonso Mangone. Noi continueremo a seguirlo!