Trama, trailer e recensione de “La Regina di Cuori”, il cortometraggio presentato come evento speciale della 78. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in collaborazione con Raiplay

La Regina di CuoriProgetto transmediale vincitore della terza edizione del contest La Realtà che “non” Esiste, diretto da Thomas Turolo e scritto da Thomas Turolo e Leonardo Paulillo. “La Regina di Cuori” è un cortometraggio incentrato su un tema tristemente attuale tra i giovanissimi; quello delle challenge on line e indaga il mondo giovanile affrontandone problematiche e temi attinenti.

Alice la protagonista, ha 18 anni e ha paura di addormentarsi. Ogni notte rivive lo stesso incubo, fatto di corse senza fine, di terribili sfide in cui affronta un’inquietante Regina di Cuori. L’arte, la sua passione, gli amici, il suo ragazzo sembrano non poterla aiutare a superare un incubo profondamente legato al suo passato.
Quando le ferite diventano cicatrici? Le cicatrici possono scomparire?

“La Regina di Cuori” affronta un fenomeno di grande attualità: le challenge estreme sui social network. Si tratta di sfide in cui si richiede all’utente di mostrare “coraggio” attraverso livelli crescenti di difficoltà per dimostrare a se stessi e alla comunità virtuale resistenza e invincibilità.

Non è un’attitudine nuova quella dei giovani a voler dimostrare di volersi misurare con situazioni pericolose ed estreme, ma i social network hanno aggiunto elementi che ne hanno amplificato negativamente la portata a cominciare dal fatto che le Challenge vengono riprese, filmate e diffuse nel web in modo totalmente incontrollato. Questi contenuti aumentano notevolmente i rischi di emulazione con esiti spesso drammatici riportati dalle cronache.

Hanging Challenge, ad esempio, sono sfide in cui è richiesto al “partecipante” di stringersi una cintura attorno al collo e resistere il più possibile. La sana sfida di questo progetto invece, è stata quella di raccontare il controverso mondo del digitale partendo dai rischi e dalle minacce nascoste in rete per arrivare alle sue potenziali risorse e opportunità.

La Regina di CuoriIl cortometraggio promuove la realtà virtuale ed i nuovi linguaggi dell’audiovisivo sviluppando la sua sceneggiatura attraverso una narrazione lineare ed una animata, di forte impatto emotivo e cromatico per il pubblico, anche tra i non amanti delle illustrazioni. Incrociare stili e strumenti narrativi è un mix che sta diventando sempre più ricercato.

Un lavoro cinematografico articolato in diversi formati oltre a risultare affascinante per il risultato, palesa di essere mutevole e duttile per lo sviluppo di eventuali progetti futuri.

“La Regina di cuori” è un lavoro innovativo e divulgativo e si rivolge a diversi target di pubblico: Generazione Z, Millennials e genitori. Uno dei punti cruciali su cui invita a riflettere, è la capacità educativa nel saper fornire regole e limiti, adeguati all’età e ai bisogni evolutivi dei giovani.

 

L’importanza della sensibilizzazione da parte delle istituzioni, l’attenzione della famiglia in merito alle attività di connessione che tengono i ragazzi incollati agli smartphone e un aiuto terapeutico parallelo, possono ridimensionare la demonizzazione dei social media, strumento da ritenersi prevalentemente ludico.

La fragilità e la frustrazione alla quale siamo esposti quotidianamente è aumentata a dismisura. La vita ci sottopone troppo spesso e in ogni forma a sentirci inadeguati, giudicati ed in continua competizione. Viviamo per essere accettati e per questo ci omologhiamo, lasciandoci plasmare da un pensiero di massa. I social network hanno amplificato tutto questo rendendo pubblico anche ciò che non dovrebbe esserlo e dando un volto alle nostre paure.

Come la nostra stessa personalità, anche i social hanno un lato oscuro ed uno buono. Educare ed educarsi a un corretto e razionale utilizzo dei mezzi che l’evoluzione e la tecnologia ci hanno offerto è un dovere verso noi stessi.

La Regina di Cuori“Il meraviglioso mondo dello sport è fatto di continue sfide e io le ho raccolte tutte durante la mia carriera sportiva. le sfide fanno parte del percorso di crescita personale. Ho perso tante partite, ho sbagliato centinaia di tiri in porta ed è anche per questo che alla fine ho vinto. Le sfide, quelle sane, le riconosci dai sacrifici che fai, dalle volte che inciampi e che ti rialzi e poi cadi ancora. Sono quelle in cuigiochi “mettendoci tutto te stesso” e non “contro te stesso”. Questo mi ha insegnato lo sport, che è la challenge che vi invito ad accettare, intrisa di valori, di sacrificio, di sudore. Le challenge estreme non hanno niente di tutto questo, non sono sfide,non fanno crescere e non dimostrano alcun coraggio”.
Antonio Cabrini (Ambassador del progetto)

La colonna sonora è di Aka7even con i brani “Mi manchi” e “Black”.