Con Justice League prodotto da Warner Bros i supereroi DC lanciano la vera sfida a quelli dei Marvel Studios. Recensione in anteprima e senza spoiler

justice leagueDopo quattro film con protagonisti supereroi DC (L’uomo d’acciaio, Batman vs Superman, Suicide Squad, Wonder Woman), Warner Bros. Pictures, riprova a sfidare lo strapotere delle creature targate Marvel Studios, con un blockbuster corale: Justice League, in arrivo nelle sale italiane il 16 novembre.

Le vicende ripartono dopo la morte di Superman, con la Terra che senza il suo difensore numero uno, si ritrova ad essere vulnerabile e minacciata da una temibile forza aliena guidata da Steppenwolf, che vuole invadere il nostro pianeta. A questo punto toccherà a Batman (Ben Affleck) e alla sua nuova alleata Diana Prince, Wonder Woman (Gal Gadot), il compito di salvare il mondo dalla potenziale distruzione. L’impresa, se affrontata solo da loro, sarebbe impossibile, così iniziano a chiamare a raccolta i loro amici metaumani, Cyborg (Ray Fisher), Aquaman e The Flash, per costruire una vera e propria squadra, stile Avengers, per difendere l’umanità dalla minaccia aliena.

Nonostante nel film convivano due anime molto diverse fra loro, quella di Zack Snyder, originariamente alla direzione del film, abbandonata poi a causa di una tragedia familiare e quella di Joss Whedon, padre di Age of Ultron, subentrato in corso d’opera per portarlo a compimento, il risultato finale è straordinariamente omogeneo, coerente e bilanciato. Tanto da poterlo definire come il vero punto di partenza della nuova era del DC Extended Universe.

Tutto funziona alla perfezione ad evidenziare il cambio di rotta stilistico deciso dalla Warner Bros, che sembra aver fatto tesoro dei punti di debolezza mostrati dai suoi precedenti cinecomics, trasformandoli nei veri e propri punti di forza di Justice League. Le tinte rimangono pressoché scure e cupe, tipiche dello stile di Snyder, ma appaiono alleggerite da alcuni lampi di colori più vivaci dovuti alla mano di Whedon. Anche i toni sono più leggeri rispetto a quelli dei film che lo hanno preceduto, grazie soprattutto all’inserimento di battute nei dialoghi, che tendono a sdrammatizzare alzando così l’asticella dell’intrattenimento. L’influenza di Whedon invece si sente prepotentemente nelle sequenze d’azione, che appaiono molto più avvincenti e spettacolari rispetto agli altri cinecomics DC. Complici anche effetti scenici e speciali studiati e curati alla perfezione. Per non parlare della colonna sonora, curata da un superlativo Danny Elfman, che aggiunge un’ulteriore marcia in più al ritmo forsennato del film, che non dà tregua allo spettatore, tanto da far passare inosservata la mancanza di accenni alle origini dei nuovi arrivati: Aquaman (Jason Momoa) e Flash (Ezra Miller).

E a proposito di personaggi, sicuramente è la loro unione la vera forza del film: il loro operare in perfetta armonia, con un’alchimia tale da fare invidia ai Moschettieri di Alexandre Dumas. Non un oneman show come abbiamo visto nei capitoli precedenti, ma un’epopea corale, in cui la forza del gruppo dimostra come uniti si possano compiere anche imprese all’apparenza impossibili.