Guido TravanIl nostro “caffè con” di oggi arriva a portarvi una calda coccola in questo pigro dopo pranzo autunnale, in cui ci accomodiamo sugli splendidi divani dell’Hotel De Russie di Roma con uno scrittore esordiente: Guido Travan, autore del romanzo “Il giorno della verità“. Un avvincente vicenda tra azione, amore e mistero, incentrata sulla missione dell’Apollo 11 e la passeggiata lunare che in qualche modo ha segnato la storia dell’umanità.

Ma scopriamo dalle parole dell’autore che cos’è che lo ha spinto ad intraprendere questo “viaggio” a distanza di oltre 50 anni da quel piccolo grande passo!

Come è nata l’idea di trattare questo tema?

“La scintilla è nata nel 2009 quando alla fine di un telegiornale della notte hanno divulgato la notizia che erano stati smarriti per sempre i nastri originali del primo sbarco sulla luna.

La cosa mi ha colpito al punto che il giorno dopo ho iniziato ad approfondire l’argomento, facendo ricerche in Internet per raccogliere un po’ di notizie per soddisfare la mia curiosità personale. Curiosità che si è trasformata in una specie di hobby tanto che per 4-5 anni di fila ho continuato a raccogliere informazioni sulla luna, che mi hanno spalancato un mondo.

Informazioni di cui cercavo comunque conferma, perché è vero che su Internet si trova di tutto ma bisogna stare attenti alle bufale.

Ho iniziato così a catalogare il materiale raccolto e a organizzarlo in un blog, dove a chi fosse venuta la curiosità di approfondire gli argomenti avrebbe potuto trovare un bel po’ di informazioni verificate e organizzate. Anche perché non ero partito con l’intenzione di scrivere un libro. La spinta è arrivata qualche tempo dopo con la crisi dell’edilizia, settore in cui lavoro essendo architetto. Il lato positivo della questione è che mi sono trovato con molto più tempo a disposizione tanto da potermi dedicare ai miei hobby e, durante un soggiorno in Egitto, riguardando le diecimila pagine di ricerche che avevo raccolto, ho sentito il forte desiderio di organizzare tutto questo materiale in una pubblicazione.

Ma non potendo farne un trattato scientifico, in quanto non sono uno scienziato o un astrofisico, ho deciso di provare a scrivere una sorta di romanzo storico, basato sì su fatti realmente accaduti ma con inserimenti di fantasia che mi hanno portato a immaginare e poi scrivere un finale diverso.

Così, mosso anche dall’idea che sono molto pochi se non assenti prodotti editoriali e cinematografici riguardanti la missione dell’Apollo 11 culminata con il famoso primo passo dell’uomo sulla luna, ho iniziato a scrivere il libro che, da lettore, avrei voluto leggere proprio su questo argomento.
Ho lavorato a questo progetto per circa due anni, senza che nessuno lo sapesse. Una sfida con me stesso, che dava ancor più motivazione al raggiungimento dell’obiettivo. Quindi potete immaginare la grandissima emozione che ho provato nel momento in cui ho scritto l’ultima frase e l’ultima parola del libro.

Avevo vinto la sfida, il passo successivo era quello di vedere il mio manoscritto stampato nero su bianco, non tanto perché avessi qualche velleità da scrittore, quanto per far vedere ad amici e parenti quello che avevo fatto e capire se poteva piacere. Così ne ho stampate alcune copie, la prima delle quali l’ho regalata a mia moglie Laura a cui il libro è dedicato e che purtroppo è prematuramente scomparsa lo scorso anno. Quando lo aprì ne rimase molto sorpresa in quanto anche lei era all’oscuro di tutto.

Un’altra copia l’ho regalata a un mio amico direttore di un centro culturale, che lo ha letto in tre giorni e ne è rimasto talmente entusiasta che mi ha convinto a stamparne altre copie per fare una presentazione da lui. Non avevo mai fatto una presentazione, ma curioso di vedere l’effetto che avrei provocato, ho accettato con il terrore che non sarebbe venuto nessuno. E invece abbiamo fatto il tutto esaurito e quella sera ho venduto anche una settantina di copie del mio romanzo.

Questo successo bellissimo e inaspettato mi ha convinto a pubblicarmi il libro da solo, attraverso un sito di self-publishing, dove è possibile ordinare il romanzo sul web o nelle librerie per riceverlo in tempi rapidissimi. Ovviamente per un autore questa è la strada più faticosa in quanto la mancanza di una vera casa editrice fa sì che la promozione gravi tutta sulle sue spalle, ma ci sono anche dei vantaggi, come il poter correggere in tempo reale qualche errore o potersi far stampare anche solo una copia e averla nel giro di 4-5 giorni.” 

Leggendo il romanzo si insinua nel lettore il dubbio che in realtà lo sbarco sulla luna non sia avvenuto…

“Ci tengo a sottolineare che non voglio influenzare né convincere nessuno. Infatti esprimo le mie considerazioni sulla questione solo alla fine del libro in una nota, ma ripeto sono solo mie considerazioni.

Tra l’altro il tema del libro non è solamente lo sbarco sulla luna, ma anche il riferimento a cose che riguardano il passato che hanno influenza sul presente. Come, per esempio, il tema della manipolazione dell’informazione a cui assistiamo ogni giorno e da cui, a mio avviso, non abbiamo modo di difenderci. Oppure alla totale mancanza di privacy a cui spesso e volentieri (vedi l’uso dei social) ci esponiamo anche noi stessi.”

Qual è il messaggio che vorresti arrivasse a chi legge il libro?

“Di non fermarsi all’apparenza. Di andare a fondo alle questioni, rileggendole con distacco e pensiero critico per capire se quella che ti stanno dicendo è davvero la verità.”

E se domani venisse una produzione cinematografica e chiedesse i diritti per fare un film da questo libro?

“Devo ammettere che quando l’ho riletto mi è sembrato di vedere le scene e di sentire anche la colonna sonora. Quindi mi farebbe davvero tanto piacere, visto che oltretutto il romanzo è scritto un po’ come fosse una sceneggiatura. Perché già in fase di scrittura mi sembrava quasi di averne la percezione visiva. Era come se vivessi già il film, come se non stessi scrivendo un libro ma stessi vedendo, appunto, un film: scrivevo ciò che vedevo nel film.”

Se potessi scegliere il regista per il film tratto dal tuo libro da chi vorresti fosse diretto?

“Sicuramente dovrebbe essere un regista americano per una serie di motivi. Primo fra tutti perché conosce il mondo di Hollywood e poi perché dovendo essere anche un film d’azione credo che quelli più riusciti siano proprio americani.”

Come prendi il caffè?

“Il caffè lo prendo macchiato lungo normale.”