Non si vive di soli vini complessi, ma anche di vinelli facili, da pronta beva, che si lasciano bere senza pensiero. A proposito di vini facili, scopriamo insieme come nasce il Novello e quali sono le sue caratteristiche

Il novello di San Martino caratteristiche di un vino facile, ma di qualitàL’11 novembre si celebra San Martino, il santo protettore dei vignaioli e dei sommelier, una figura legata indissolubilmente al vino novello. La seconda settimana di novembre è storicamente un momento importante per gli agricoltori, tanto che nell’Antichità questo periodo rappresentava la fine del raccolto e dell’affitto dei campi.

Come nasce il Novello?

Questo vino nasce dalla macerazione carbonica, per una massa di almeno il 40% sul totale. Consiste in una tecnica dove si utilizza una cisterna ermetica satura di anidride carbonica, nella quale si mettono i grappoli interi dell’uva. Da poche ore a qualche giorno, grazie a questo metodo, si dà l’avvio a una fermentazione alcolica in forma intracellulare. Questo permette, a seguito della pigiatura, di avere un vino pronto subito, che può essere messo in commercio a partire dal 30 ottobre dell’anno vendemmiale, fino al 31 dicembre e non oltre.

Le caratteristiche

I novelli sono fruttati, freschi al palato, beverini e con un titolo alcolometrico volumico di 11% o 12%. Sono vini abbinabili a tutto pasto, purché le preparazioni non siano estremamente complesse. Dei vini passepartout, indicati per una merenda sinoira con affettati e formaggi, con la pizza alle verdure o con le caldarroste. Ci si deve aspettare il giusto da loro, difficile che possano accompagnare brasati o carni complesse, ma grazie ai profumi vinosi e piacevoli, a quella spiccata freschezza e alla buona bevibilità, si dimostrano compagni scanzonati di una sera allegra. Dei vini senza troppe elucubrazioni mentali, che vanno dritti al punto.

Gli ultimi dati di Coldiretti

Da poco è uscito il report di Coldiretti sul novello, il primo su questo vino in tempi di Covid-19. Sono circa 3,5 milioni le bottiglie della vendemmia 2020, che presto verranno immesse nel mercato italiano. “Questo vino – sottolinea la Coldiretti – arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. In Francia, il novello è nato nella zona di del Beaujolais con i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau”.

“La produzione italiana è invece basata da sempre su uve di qualità Doc e Igt – conclude Coldiretti – e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali”.

Buon novello a tutti e in alto i calici!

By Giordana Talamona