Fabrizio Moro chedopo una trionfale tournèe teatrale nelle principali città italiane, è tornato, venerdì 19 maggio, con l’Ep “La mia Voce vol. 2” e, in radio con il singolo “Dove” (Fattoria del Moro – Distr. Warner Music Italy), brano pop melodico con qualche sfumatura elettronica

La mia Voce vol. 2 recensione Fabrizio MoroSe la voce non può cambiare e gli arrangiamenti cercano di mantenere una linea di coerenza, la vita che si racconta nell’Ep “La mia Voce vol.2” di Fabrizio Moro trova un alleato formidabile per esprimere tutta la sua esuberanza nelle parole e nella loro musicalità.

Che sia una storia tossica, la nostalgia delle persone che non ci sono più, la forza di imparare dalla vita come affrontare il futuro, tutto è incerto perché le parole stesse possono magicamente creare un significato differente e confondere i ricordi, un significato diverso dalla percezione delle cose che ci figuriamo.

Hanno vita propria nelle mani di Fabrizio Moro le parole, quando tramano tra di loro o si affrontano, creano equilibri fragili e incertezze, lasciando il compito di definire le emozioni a chi canta o ascolta.

Insomma, tocca a noi vivere!

Vediamo le tracce dell’album e le sensazioni che mi hanno trasmesso:

  • Tutta la voglia di vivere
    “Un’ora d’aria concessa, e dentro te, tutta la voglia di vivere. “
    Le parole sono in equilibrio, soppesano le difficoltà della vita, il carico delle esperienze.
    La vita però va vissuta, comunque, e proprio questo ti dà la forza di farlo. La musica segue il testo e viceversa, si rincorrono.
  • Il sole
    Tu mi manchi lo sai…
    Come il sole che c’è sempre, “resta acceso per noi”, i ricordi non ci mollano e le persone che non ci sono più restano, più vive che mai. Di tutto questo siano grati perché è tutto ciò che ci hanno donato: la purezza che se ne va.
  • Dove
    La musica pop incalza da subito: un treno che non può fermarsi come la vita. Vai allora, non fermarti perché c’è un patto che abbiamo stretto con la nostra esistenza: affrontare il nostro percorso con coraggio, “percorri strade più nuove”, e anche se sembra una forzatura è proprio seguendo “le idee che portano altrove” che si raggiunge il dove, anche se ignoto. Non bisogna fermarsi, insomma. Che ritmo la vita!!!
  • Una vita intera
    “Noi dobbiamo solo vivere” perché ci siamo trovati. Quando chi hai davanti è tutto ciò che stavi cercando l’idea di affrontare una vita intera ti fa apprezzare anche il dolore, i nostri passi, anche le cadute, ma sai che puoi partire immaginando di vivere insieme fino alla fine, e non sarai mai solo.
  • Senza di te
    Chissà che fine hai fatto, tu che volevi lasciare Roma per andare a vivere al mare e che credi nei segni zodiacali.
    Il mondo che non ha percorsi ci dà “giorni in cui vorrei sbagliare”. Forse proprio partendo dai rimorsi, dalle nostre incomprensioni, capisco che senza di te ho perso tanto. Troppo.
  • Tutte le parole
    Eccole, le protagoniste assolute delle canzoni di Fabrizio, evocative e necessarie. “mi manca il suono del silenzio”.
    Accostare le bugie alla bellezza, luci intermittenti e incertezza, tutte le parole e il loro potere quasi magico grazie al quale abbiamo vissuto emozioni, ma che hanno anche scolpito e definito un amore difficile, forse accecandoci tanto da farci innamorare della persona sbagliata e assorbire tutto il male che ne conseguiva.

La meraviglia delle parole in “La mia Voce vol.2” è un’arma a doppio taglio, ma loro non mentono. Loro no.
La musica forse un po’, in questo album pop e romantico, caotico e trascinante, pieno, come a voler riempire il vuoto che abbiamo dentro e tentare di nascondere e confondere le verità che le parole ci raccontano, spietate, puntuali, precise.
Le parole però bisogna saperle usare soprattutto nella musica leggera e diciamo che non facciamo una scoperta dicendo che Moro lo sa fare: la metrica, la musica e il peso del loro significato.
Le rende vive.