Il 19 maggio è uscito in digitale “Minuscola”, il nuovo disco della cantautrice toscana Isotta che oggi è ospite del nostro consueto “Un caffè con” del giovedì. Come prenderà il caffè? Leggi tutta l’intervista e lo scoprirai!

un caffè con Isotta intervista su MinuscolaOspite del nostro “Un caffè con” di oggi è la cantautrice senese classe ’92, Isotta, che ho avuto il piacere di conoscere alla presentazione del suo nuovo album “Minuscola” (etichetta Apollo Records, distribuzione Ada Music Italy) uscito in digitale lo scorso 19 maggio accompagnato dal singolo “Mi piace il caso”, in rotazione radiofonica.

Un album che nato dall’esigenza di esprimere la parte di sé stessa che altrimenti Isotta non riuscirebbe a esprimere, se non con la musica. “Minuscola”, prodotto artisticamente da Pio Stefanini e Diego Calvetti, apre con un’intro come per il primo album. Il primo brano è Mi piace il caso“nel carosello variopinto delle nostre esistenze improbabili tutto è matematicamente ordinato dal lancio dei dadi”. Il brano successivo è Finché noia non ci separi: parla dello stato d’animo che racconta meglio di qualunque altro la totale mancanza di amore: “quell’amore di cui si fa un gran parlare è indefinibile, indefinito, instabile, labile, effimero, volatile, sfuggente, mentre la noia è lo spazio tra le parole, la sostanza che grava sui pensieri, è la resa, la fuga, l’abbandono, il vuoto che ci riempie”Aldilà della felicità (feat. Cannella) è il bisogno di evasione e ricerca di sicurezza che si alternano come ripide salite e rovinose discese nelle montagne russe delle nostre imprevedibili ed incerte esistenze. La Festa viaggia sul filo sottile e tagliente del rasoio: “procede il cammino instabile delle relazioni umane e ancora più quando in questo compare quel sentimento straordinariamente indefinibile che ci illudiamo di poter fotografare con il termine “amore”. Hikikomori, canzone che racconta la prigionia in cui si può trovare la nostra mente. The Boys, un elogio alla rara caratteristica della semplicità, della naturalezza, della spontaneità in una fauna di supereroi. Porno Amatoriale è la nostalgia di un’età in cui anche le cose semplici apparivano fiabesche e spettacolari, trasmesse da un cuore enorme nella sua spontanea naturalezza. Poi Un pugno al muro: la rabbia non è un sentimento da reprimere, ma un consigliere da ascoltare. L’amore quando non si fa: “opportunità, possibilità, occasioni, sfide non accettate ma non sempre per mancanza di coraggio”. A seguire Licantropo racconta la storia di una persona che si trasferisce in una città dove spera di realizzare il sogno della sua vita ma ben presto viene inghiottito dalla città stessa che non è ciò che pensava. Fantacalcio canta la paura di vivere e della casualità che gioca un ruolo fondamentale nelle nostre scivolose esistenze. Monumentale da passeggio mette in scena la nostra continua fuga dall’insoddisfacente reale, per nasconderci nell’illusione di un mitico epico ed eroico mondo del cuore.

Ma passiamo ora la parola a Isotta per sapere qualcosa in più su questo suo secondo lavoro e su chi ha ispirato la sua musica.

Com’è nato il progetto di “Minuscola” il tuo secondo album?

“Ho iniziato a scrivere le canzoni che compongono l’album appena è uscito “Romantic Dark” il mio primo disco, perché ascoltandolo e riascoltandolo mi sono accorta che gli avevo dato un’impronta molto introspettiva, così ho cercato di fare un nuovo lavoro che avesse un respiro più universale in cui chiunque potesse riconoscersi. Effettivamente in “Romantic Dark” c’era molto sulla mia infanzia, su cose che mi erano successe, una sorta di album molto più catartico che altro. Mentre “Minuscola” è una sensazione, minuscoli ci sentiamo nel Mondo, di fronte alle nostre paure, alle insicurezze, al nostro senso di inadeguatezza”.

C’è un filo conduttore tra le canzoni di “Minuscola”?

“Sicuramente il filo conduttore è la sensazione di cui ti parlavo prima e che dovrebbe dare a chi lo ascolta. L’album parla di stati d’animo, ma più che altro delle paure che non ti permettono di goderti te stesso.

Come diceva per esempio il grande Lucio Battisti “ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è” e proprio di quello parla. Ma è anche uno sprone a fare ciò che ci fa sentire noi stessi senza aver paura di sbagliare”.

Quali sono i cantautori a cui ti ispiri?

“Sicuramente Franco Battiato, lo ascolto molto quindi a volte capita che si ritrovino sue influenze nelle mie canzoni. Ma mi ispiro anche a Lucio Dalla, De Gregori, De Andrè.”

Quando scrivi le tue canzoni, viene prima la musica o le parole?

“Senza dubbio viene prima il testo. Ad esempio “Un pugno al muro” l’ho scritta perché ero alla stazione di Firenze, mi ero arrabbiata e stavo per tirare un pugno al muro, rischiando anche di rompermi una mano, ma mi fermai prima e poi tornando in treno ho scritto “Ho tirato un pugno al muro ma non è venuto giù”. Della serie “mi arrabbio, faccio chissà cosa, però poi alla fine non faccio niente di costruttivo, anzi magari mi rompo una mano presa dalla rabbia.

Però credo anche che la rabbia sia un sentimento che non va represso, ma è un consigliere da ascoltare se cerchi di conoscerti al meglio, con le varie reazioni che hai a seconda della situazione in cui ti trovi”.

Progetti futuri?

“Intanto ora facciamo uscire “Minuscola” e il singolo “Mi piace il caso” in radio e poi magari mi dedicherò all’uscita di un altro singolo per l’estate”.

Come prendi il caffè?

“La mattina prendo il caffè fatto con la moka da 3 e lo bevo tutto, anche se metto più acqua che caffè. Quindi la mattina lo prendo un po’ annacquato e poi nel corso della giornata, ogni tanto ne bevo uno per darmi la carica. Ma non lo prendo spesso perché altrimenti non mi darebbe più la carica ma solo ansia”.