Elquist Bariuvski

Elquist Bariuvski

Nato a Los Angeles il 3 agosto 1946 da madre polacca e padre ucraino, scappati dalla guerra nel 1939. Lui, Pier Bariuvski, noto birraio, riuscì a fondare una birreria ed una fabbrica di birra, nei sobborghi di Los Angeles. Maria Sawichsky invece morì per complicazioni dopo aver dato alla luce la sorella di Elquist, nel 1948.

I suoi studi scientifici lo portarono a frequentare le migliori università della California ed anche la beat generation, stringendo amicizia con vari personaggi dello spettacolo e perdendosi spesso nei meandri delle porte della percezione, il tutto senza mettere piede fuori dalla sua stanza o dallo scantinato della birreria del padre, del quale divenne proprietario affidandosi completamente alle capacità imprenditoriali della sorella Nives, concedendo a se stesso la difficile arte della degustazione, visto che la sorella risultava assolutamente astemia.

A dire il vero anche Elquist ha sempre affermato di possedere la medesima caratteristica, essere astemio, anche se pochi gli hanno creduto. Forse perché amava proclamarlo dopo aver gridato “gli omini verdi sanno di menta!” a braghe calate e con un boccale in mano.

Rinominò il pub, nel 1967, “Il barracuda spiaggiato” incidendo sul legno, a campeggiare il bancone, la seguente frase:

“Il Barracuda spiaggiato non ha padroni, è astemio e non mente mai, tranne quando ha bevuto”

Nella sua sfavillante carriera da ricercatore prima e da Professore di astrofisica poi, presso l’Università Polo Surd, di Los Angeles appunto, restano impresse nelle menti di colleghi, professori, visitatori e mondo scientifico in generale, alcuni geniali teorie, eccezionali dimostrazioni, improbabili equazioni e soprattutto, indecenti bravate.

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:

“Se solo trovassi quelle fottute chiavi”, 1962.

“Plutone esiste perché alla fine Pluto è di razza intermedia”. 1963

“Scintillanti qazar nel fondo del bicchiere” 1965

“La luna? L’astronauta ha due piedi sinistri, è tutto falso!” 1969

“Professore il suo whisky. Oh mamma, sono già le sette del mattino?” 1970

“La monte-rosa di conigliette”.1971.

“Trovate!” 1972.

Presa la cattedra dal 1970 il professore si è sempre vantato di non aver saltato una lezione: anche se qualcuno gli ricorda che le due lezioni che ha svolto in spiaggia dalla torretta del bagnino e presso la lavanderia “KF” di Bel Air non gli valgono come presenza, quale che fosse la dimensione in cui si trovasse e le condizioni di coscienza che potesse vantare.

Una volta gli alunni lo videro entrare in classe vestito da supereroe, a bordo di una capra impazzita, urlando “ora ditemi voi se questo è un uomo!” passando rapidamente dalla porta alla finestra dove l’animale lo scaraventò. Le sue grida lasciarono intuire che, nonostante il mantello rosso, e nonostante le sue teorie sulla leggerezza dei fumi dell’alcool tale da permettere a corpi solidi di fottere la gravità, il suo travestimento non ingannò quest’ultima.

Anche se non ha mai potuto vantare, oggi sicuramente ma neanche in gioventù, un fisico da urlo o una bellezza particolare, Elquist Bariuvski, ha avuto sempre un gran successo con le donne. Non ai tempi degli studi però: “non so più quanti polsi mi sono slogato!” amava affermare di fronte ad una fanciulla nel maldestro tentativo di conquistarla. Su questo difficile approccio con il gentil sesso così si esprime:

“I rifiuti mi hanno sempre aiutato a crescere, sono state la fonte della mia giovinezza e il calcio delle mie ossa…soprattutto quando la gente butta cose ancora buone, magari confezionate solo perché scadute, verdi o fuori moda. Questo consumismo non lo capisco proprio!”. Non è mai stato facile ottenere risposte serie, adeguate o inerenti alla domanda da Elquist, ne oggi ne ieri, forse perché difficilmente il professore si lascia sorprendere sobrio.

Capitolo a parte merita il suo rapporto ossessivo con le conigliette di un famoso giornale di costume: i suoi incontri e festini a spese dell’università e le relative spiegazioni per ottenere i rimborsi hanno dato vita ai volumi:

“Sono sempre sfere celesti!”dal 1970 al 1978.

“Monte di Venere e macchie solari: la pelle del cosmo” dal 1985 al 1995.

Un buco nero risulta ai più ed allo stesso Elquist il periodo tra il 1978 ed il 1985.

“Non mi ricordo una beata …”. Così il professore rispose ai giornalisti durante la conferenza stampa del 3 agosto 1985, giorno del suo 39 anno, giorno in cui venne ritrovato, sette anni dopo la sua ultima lezione, sotto al letto del miliardario Kempy in compagnia delle gemelle Vicky e Micky Jackson, dette anche “Scilla e Cariddi”.

La signorina Demsey che lo ritrovò rimase sconvolta: “aveva sedici lampadine infilate in tutti i possibili orifizi del corpo, negli incavi delle giunture, e quelle due li pure. Erano tutte accese. Si spensero solo quando il professore ruttò”.

Difficile sintetizzare una vita così particolare, avventurosa e virtuosa.

“Sani principi, questa la mia forza!” urla abitualmente prima del Whisky delle 7, a seguito del quale piscia eroicamente dalla finestra cercando di superare con il getto il vaso di gerani appeso alla grata.

Questa sana abitudine mattutina è stata di recente oggetto di approfonditi studi ed esperimenti, misurazioni e gare di virilità da parte di Bariuvski, come così ben illustrato dal suo ultimo lavoro :” Teoria della parabola discendente in assenza di sobrietà. Sottotitolo: se la sera prima lo faccio l’arco è più gagliardo. Come te lo spieghi?”.

Un momento di dolcezza, di fronte a tanta spavalderia e cinismo, ha caratterizzato la vita di Bariuvski intorno al marzo del 1999. Si narra come nel corso del primo anno una fanciulla avesse rubato attenzioni e sentimenti al buon vecchio Elquist, il quale per assecondare i propri istinti iniziò a disertare la birreria per passare il pomeriggio in gruppi di studio all’università. Molti studenti si accorsero della differenza: secondo i più attenti, infatti, il professore aveva iniziato addirittura a lavarsi.

Difronte a cotale cambiamento la giovane, che aveva già conosciuto il professore e soprattutto la sua fama di donnaiolo, ad una festa, misurò i suoi atteggiamenti per evitare scandali in pubblico. Non altrettanto fece però in privato, approfittando delle doti di amatore di cui Bariuvski si era sempre vantato. Il primo a sorprendersi di tanto libertismo fu proprio l’innamorato: “È una macchina da guerra!”.

Lo scandalo fu tale che il professore fu allontanato per alcuni giorni dal Polo, e la ragazza cambiò università. La storia d’amore fu narrata nel romanzo : “Neanche il tempo di togliere i calzini, ci credi?” scritto dal Bariuvski sotto falso nome.

Il professore dal 2006 ha abbandonato la California ed è ospite a Roma, da uno dei suoi figli non riconosciuti, fondatore del pub “Il barracuda spiaggiato”, sito in via del fiaschetto, dietro piazza Trilussa. È lì che ancora oggi è possibile incontrarlo.

Avvicinatevi al bancone. Sulla destra c’è uno sgabello, su quello sgabello troverete uno strano tizio col gilet di pelle ed il cappello bianco. Un consiglio, lasciatelo in pace, ma se proprio volete attirare la sua attenzione, sparate una frase senza senso su “quei dannati omini verdi!”. Se li insultate è ancora meglio.

Qualcosa si muoverà, vedrete.

Per saperne di più:

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