Codice Criminale, il film di Adam Smith prodotto da Alastair Siddons, che è anche sceneggiatore, e distribuito da Videa, uscirà nelle sale italiane domani, 28 giugno. Recensione in anteprima

codice criminaleScena di apertura di Codice Criminale: una macchina lanciata a tutta velocità all’inseguimento di una lepre in un immenso campo della brughiera inglese. Soggettiva della macchina per un riuscitissimo effetto adrenalinico.

Tensione e stupore assalgono lo spettatore quando si scopre che alla guida dell’auto “impazzita” c’è un bambino in braccio al papà che lo incita a rincorrere la “povera lepre” e un insolito insieme di quattro adulti che ridono e scherzano divertitissimi.

Già da questo inusuale incipit si capiscono quali saranno le atmosfere ai “massimi giri” che caratterizzeranno molte delle scene di inseguimenti in macchina di un film che potrebbe idealmente posizionarsi tra Drive di Nicolas Winding Refn (miglior regia a Cannes, protagonista Ryan Gosling) e Come un tuono di Derek Cianfrance (sempre con Ryan Gosling e Bradley Cooper).

Inizia così il film di Adam Smith, che racconta le vicende dei Cutler, una famiglia di criminali da generazioni che vive nella verde campagna del Gloucestershire, una ricca contea nel sud-ovest della Gran Bretagna.

I Cutler vivono al di fuori della società contemporanea di cui non riconoscono alcuna legge. Sono una comunità di nomadi molto interessante da osservare, soprattutto se visti in contrapposizione a quelli che nel film vengono definiti “gorgie”, i borghesi, privi di fantasia e incapaci di divertirsi.

La cornice che fa da sfondo alla storia è composta da roulotte, dentro cui entra la macchina da presa e quindi anche lo spettatore, fuochi appiccati al centro del campo rom, personaggi insoliti e un po’ surreali come Gordon Bennett (Sean Harris). Elementi, ambientazioni e personaggi che rendono conto di una sicura ispirazione del regista al film del 1998 Gatto nero gatto bianco di Emir Kusturica, vincitore a Venezia del Leone d’Argento per la miglior regia. Il film serbo, infatti, era proprio incentrato su un gruppo di zingari che vivono sulle rive del Danubio. La scelta poi di un frequente uso di un inglese gergale scandito dall’intercalare idiomatico e da espressioni colloquiali in dialetti regionali aiuta lo spettatore a calarsi completamente nel vivo della situazione.

Ed è all’interno della comunità rom in cui ci fa entrare il regista che conosceremo il contrasto tra tre generazioni: Chad, il protagonista (Michael Fassbender, in un assoluto stato di grazia), Colby, il padre padrone capobanda (Brendan Gleeson, che ci regala un’interpretazione magistrale), e il figlio di Chad, Tyson. Colby ha addestrato Chad affinché “ereditasse” il suo stile malavitoso che prevede, principalmente, svaligiare le ville della contea.

codice criminalePer raggiungere tale fine il patriarca della comunità non ha volutamente mandato a scuola Chad né si è preoccupato di fargli ricevere un’istruzione. In questo modo Colby può esercitare il potere assoluto sul figlio e pretendere che il legame di sangue venga eletto a unico valore da sposare per restare sempre uniti e non uscire mai fuori dal microcosmo della comunità nomade.

Chad maturerà però presto la decisione di voler spezzare un destino che per lui e suo figlio sembra già scritto. Vorrebbe offrire a sua moglie Kelly e ai suoi figli (ha anche una bimba più piccola, Minnie) un futuro migliore, che preveda un’istruzione e sia, soprattutto, altrove: una vita tranquilla, non più da fuorilegge, lontana da pericoli.

codice criminaleEcco perché Chad, il personaggio interpretato da Fassbender, è tormentato: si sente diviso dal rispetto che nutre verso il padre e la forte spinta a cambiare vita. Si scontrerà più volte con la rabbia di Colby e con un sistema che sembra immutabile, ovvero senza possibilità di redenzione alcuna.

Un grosso colpo finito male metterà la polizia sempre più alle calcagna di Chad, che vediamo spessissimo in fuga nelle scene a più alta tensione del film, che da questo punto in poi entrerà sempre più in contatto con se stesso e con il desiderio di iniziare a condurre una vita onesta. Il protagonista capirà però in fretta che il destino potrebbe non essere nelle sue mani ma che, per regalare a suo figlio che lui stesso eleggerà a “re”, un futuro diverso, occorrerà un doloroso sacrificio.

codice criminaleLa colonna sonora originale dei Chemical Brothers, fortemente voluta dal regista al suo esordio al lungometraggio, nasce dal fatto che Adam Smith ha lavorato con la band sin dagli inizi nel ’94 progettando e realizzando la parte visual dei loro concerti. Le musiche realizzate per Codice criminale si sposano perfettamente con i toni un po’ ruvidi di un film d’impatto, a tratti ironico e per alcuni versi anche commovente e poetico. Sicuramente da vedere e scoprire per lo spaccato di una realtà british periferica spesso dimenticata ma che esiste e per le interpretazioni superlative dei protagonisti.