Fa tappa a “La Lanterna” di Fuksas di Roma il tour promozionale del nuovo film Marvel, Spider-Man Homecoming, dove ad incontrare la stampa c’erano il protagonista, Tom Holland e il regista, Jon Watts

Spider-Man HomecomingUn film speciale necessitava per la sua presentazione di una location altrettanto speciale, non a caso per la conferenza stampa romana di Spider-Man Homecoming è stata scelta “La Lanterna” di Fuksas. La splendida cupola a vetri che sovrasta i tetti di Via del Corso e che ha le parvenze proprio di una grande ragnatela.

Per l’occasione ad incontrare giornalisti c’erano il regista Jon Watts e il giovane protagonista, Tom Holland, con presentazione di Manlio Castagna, Vicedirettore del Giffoni Festival. E noi eravamo lì per scoprire per voi i retroscena più interessanti del nuovo attesissimo film Marvel.

In che modo il suo Spider-Man è differente dalle versione che lo hanno preceduto e in cosa ha messo del suo?

T.H.:Una delle cose più difficili per me è stato cercare di rendere questo personaggio il più possibile diverso da quelli che lo hanno preceduto. Così mi sono chiesto “Cosa avrebbe fatto un 15enne dotato di super poteri?” Ed ecco che ho dato vita ad uno Spider-Man entusiasta del suo ruolo, cosa non molto comune nell’universo dei supereroi sempre troppo presi da preoccupazioni e difficoltà.

In alcune scene, Peter Parker gira un videodiario relativo al behind the scene della sua partecipazione a Captain America: Civil War. Come sono state girate quelle scene? Si tratta solo di un incipit oppure avete utilizzato questa tecnica anche in altre parti del film?

J.W.:L’idea di mostrare la soggettiva di Peter, omaggiando – e modernizzando – il fatto che nei fumetti è un fotografo, ci piaceva molto. Ma si tratta solo di un piccolo riepilogo degli eventi di Civil War.”

T.H.: “Sono stato io in prima persona a girare quelle scene, con una piccola videocamera che mi ha dato Jon. Lo ammetto, per me è stato il momento migliore delle riprese: in quel momento ero io il regista!

Michael Keaton interpreta l’Avvoltoio dopo averlo visto nel ruolo visivamente simile del protagonista di Birdman: una qualche influenza è visibile in Spider-Man: Homecoming?

J.W.: “Michael è un bravissimo attore, e mette in ognuno dei ruoli che interpreta moltissimo impegno, ognuno di essi è unico. Non credo ci siano state influenze fra i due ruoli, ma in effetti è una divertente coincidenza pensare che Michael abbia interpretato entrambi. Da parte mia, non potevo che stare a guardarlo mentre lavorava e pensare “Oh mio dio, sto parlando con Beetlejuice!

Tom, com’è stato lavorare accanto a due grandi attori come Michael Keaton e Robert Downey Jr.?

T.H.: “Sono da sempre un grandissimo fan dei film del MCU, e l’opportunità di lavorare con Iron Man per è stata incredibile, in pratica la realizzazione di un sogno. Lavorando con lui ho imparato moltissimo, è riuscito a portare l’umorismo del film ad livello superiore. Michael Keaton è terrificante. È gentilissimo e disponibilissimo sul set, ma quando entra nel personaggio, inizi ad esserne intimorito dalla forza con cui la sua recitazione si esprime.

A questo punto Manlio Castagna ha chiesto a Tom Holland di raccontare il suo primo incontro con Robert Downey Jr, avvenuto in circostanze particolari…

T.H.: “Ho incontrato Robert durante una serie di screen test: sono entrato in questa stanza e mi sono presentato, ero tesissimo, e feci una tipica figuraccia da fanboy. Poi mi accorsi che Robert Downey Jr stava entrando nell stanza. Avevo parlato per tutto il tempo con la sua controfigura.

Tom, è stato più difficile eseguire le coreografie di Billy Elliott o le acrobazie di Spider-Man? La tua esperienza da ballerino ti è stata utile per il ruolo?

T.H.: “Sicuramente per “Billy Elliott” ho seguito una preparazione più pesante. Credo sia una delle cose più utili che io abbia fatto nella mia carriera: c’è sempre stato un lato fisico nei miei ruoli da attore, ed ancor più in quello di Spider-Man; grazie a quegli allenamenti la mia performance attuale è sicuramente migliore.

Tom, cosa hai provato quando hai indossato per la prima volta la tuta di Spider-Man? E cosa faresti se nella vita vera avessi quei super poteri?

T.H.: La prima volta in assoluto che l’ho indossata è stato per “Captain America: Civil War” e devo ammettere che è stato davvero deludente. Perché per questioni di tempo non era ancora pronta quella della mia misura così ho dovuto usare quella del mio stunt-man, di qualche taglia più grande di me. Quindi non avevo affatto un aspetto da supereroe. Mentre in “Spider-Man Homecoming” la tuta era esattamente della mia misura, quindi indossarla è stato incredibile: mi sono sentito come quando a 5 anni sognavo di essere Spider-Man nella mia cameretta. Un altro sogno diventato realtà. Per quanto riguarda come userei dei super poteri se li avessi, probabilmente non per fare del bene, perché sono un po’ birichino. Forse farei una rapina in banca…” (ride)

Tom, in questo film hai affrontato l’Avvoltoio, sappiamo che in uno dei sequel/spin-off te la vedrai con Venom, ma se potessi scegliere con quale altro villain ti piacerebbe scontrarti sullo schermo?

T.H.: “Spider-Man nei fumetti ha moltissimi nemici: ce ne sono moltissimi con i quali amerei trovarmi in un futuro film. Forse Morbius, ma poi dovremmo trasformare Spider-Man in un film di vampiri. Ma lascio la parola a Jon per entrare più nel particolare, è lui il regista e l’ultima parola spetta a lui.

J.W.:Adoro praticamente tutti i nemici di Spider-Man, ma se dovessi sceglierne uno dire Gideon Mace. So che non è uno dei più conosciuti, ma è il mio preferito.

Quella dei supereroi può essere considerata una sorta di mitologia contemporanea: come vi siete approcciati al “mito” di Spider-Man e alla sua genesi?

J.W.: “Spider-Man è diverso dagli altri eroi, è solo un ragazzo. Non ha chiesto i suoi poteri, ma li ha avuti accidentalmente. Ora che li ha, però cerca di usarli al meglio e di prendere le migliori decisioni possibili. Forse è proprio per questo che è uno dei supereroi con cui è più facile indentificarsi. C’è qualcosa in lui che riconosci come tuo. In questo momento è uno dei pochissimi personaggi del MCU ad avere una identità segreta, ed esplorare questo lato è stato molto interessante e divertente.

Se poteste che consiglio dareste a Peter Parker?

T.H.:Credo che dovrei essere io a chiedergli dei consigli. Peter è la persona più buona e onesta che conosca.

J.W.:Io gli direi che andrà tutto bene, perché è un ragazzo molto forte, anche se non se ne rende ancora conto.

Cosa significa per te questo personaggio, questo film? cosa ti ha dato entrare nel MCU?

T.H.:Mi ha cambiato la vita. Fin dal primo Avengers ho pensato “voglio far parte di questo mondo” ma non avrei mai pensato che sarebbe stato davvero possibile. Non sono solo Spider-Man in questo film, sono lo Spider-Man che fa parte del MCU, e questo è incredibile, davvero oltre qualsiasi cosa avessi mai potuto immaginare. E ringrazio Sony, Marvel, Jon Watts e chiunque altro per avermi dato questa opportunità, e anche questa fiducia.

Tom, il modo in cui sei venuto a sapere di essere stato scelto è stato molto divertente e particolare ce lo vuoi raccontare?

T.H.: “Dopo vari provini, mentre stavo aspettando la risposta definitiva, ho visto su Instagram un post sulla pagina della Marvel che diceva “Abbiamo trovato la star che interpreterà Spider-Man… Guardate sul nostro sito per sapere chi sarà!”. Sono corso sul sito della Marvel e ho iniziato a leggere l’articolo e a circa metà ho visto che c’era scritto il mio nome. Solamente dopo Kevin Feige mi ha chiamato per darmi la notizia, ed io gli ho risposto “Kevin, lo so già! Ho 20 anni, l’ho letto su Instagram!

Jon, New York è stata ripresa da moltissimi registi, in moltissimi film: cosa hai portato di nuovo alla rappresentazione della città?

J.W.: “New York è enorme. Avete visto varie zone della città in una moltitudine di film, ma il Queens, la zona di Spider-Man, non compare molto spesso. Noi ne abbiamo voluto mostrare il cuore.

Tom, avendo una formazione da ballerino, quanto sei realmente spericolato e c’è una scena del film che ti ha maggiormente intimorito girare?

T.H.:Essere un ballerino sicuramente ti prepara, ma non sei mai preparato a buttarti da 15 metri di altezza. Avevo finito di girare per quel giorno, per cui appena entrato nella mia roulotte ho divorato due chicken burger perché non avevo mangiato per tutta la giornata… finché non mi hanno richiamato dicendomi che c’era stato un errore e avevo delle altre scene; quindi mi sono rimesso il costume e mi hanno attaccato ad un’imbracatura, perché nella scena dovevo saltare da un cornicione per un volo di 60 metri. Durante il salto ho iniziato a sentire gli hamburger risalire lungo l’esofago e indossando la maschera, avevo il terrore di vomitare e, non so, probabilmente morire soffocato perché la maschera faceva da barriera…

Peter Parker è un ragazzino che va a scuola e spesso come i ragazzini che vanno a scuola ha subito alcuni atti di bullismo ed è per questo che l’associazione MaBasta, un’associazione di ragazzi, ha scelto Spider-Man come testimonial della campagna contro il bullismo. Tom qual’è la tua posizione contro il bullismo?

T.H.: “Peter Parker è una figura importante per i ragazzi, una sorta di ‘sfigato figo’. L’esempio di una persona che facendo il suo dovere raggiunge ottimi risultati. Il bullismo è una piaga terribile, e spero che questo film possa essere d’ispirazione ai giovani d’oggi.

 

Non ci resta che darvi appuntamento al cinema con Spider-Man Homecoming il prossimo 6 Luglio 2017!