Per gli psicologi, BDSM e meditazione sono più simili di quanto si possa pensare

BDSM e meditazioneSoltanto Mister Grey e la fortunata trilogia “50 sfumature di..” sono riusciti a sdoganare il BDSM: è stato necessario il successo planetario dei libri scritti da Erika Leonard James a far capire, anche a coloro che sono poco avvezzi a queste pratiche, che dietro al bondage c’è un mondo che nulla ha a che fare con le patologie mentali, anzi. Sottomissioni, corde, frustini e tutto il resto sono parte integrante di una serie di tecniche in grado di aiutare le persone a migliorare le proprie esperienze sessuali e ad aumentare il livello di appagamento che ne deriva. E a confermare quanto detto sta contribuendo anche la scienza.

La pratica del BDSM e tutto ciò che c’è dietro

Cosa vuol dire BDSM? Acronimo di “Bondage, Domination, Sadism and Masochism”, è un insieme di pratiche sessuali e psicologiche caratterizzate da determinate fantasie erotiche, che viaggiano parallelamente alla sottile soddisfazione e al disequilibrio tra i ruoli di chi ama metterle in atto. Ed è proprio la soddisfazione che ne deriva la ragione principale del crescente successo delle riunioni BDSM, sia in rete che dal vivo. Nonostante molte persone pensino il contrario, il BDSM non è una passione tipica degli autolesionisti o di coloro che lamentano patologie psicologiche, anzi: da studi scientifici recenti è emerso come gli appassionati di bondage riescano a vivere rapporti sessuali migliori e più soddisfacenti rispetto alla media, con ricadute positive sulla salute mentale. In particolare, una ricerca italiana pubblicata nel 2019 riporta come i praticanti abituali del BDSM tendano a sviluppare meno problemi sessuali rispetto a chi non lo pratica.

Psicologia e BDSM

Lo stesso studio afferma come coloro che adottano ruoli diversi (ad esempio quello del sottomesso e del dominante) riportino livelli di soddisfazione diversi, a seconda delle proprie preferenze, ma non solo. Il test ha confrontato i livelli di soddisfazione di 266 appassionati di BDSM con quelli di 200 persone che non lo hanno mai praticato. Dallo studio è emerso chiaramente come gli uomini avessero più probabilità di assumere un ruolo dominante (il master BDSM), mentre le donne preferivano la sottomissione (bottom BDSM). Soltanto il 30% dei partecipanti tendeva a scambiarsi i ruoli. Il gruppo BDSM ha rivelato livelli di angoscia legati alla vita sessuale estremamente bassi, a differenza del gruppo di controllo, dal quale sono emersi anche sentimenti di insoddisfazione e noia. Secondo il dottor Filippo Nimbi, psicologo e sessuologo, nonché autore della ricerca, il BDSM non ha nulla a che fare con una patologia o una parafilia e non è in alcun modo annoverabile tra i disturbi psicologici. Lo studio in questione si allinea a quelli precedenti, concordando sul fatto che chi pratica il BDSM è mediamente più felice della propria vita sessuale rispetto al resto della popolazione.

Le tecniche BDSM sono apprezzate da un numero crescente di persone

Secondo la maggior parte delle statistiche, la popolarità delle relazioni BDSM sadomaso bondage aumenta di anno in anno. Il successo di queste pratiche è senza dubbio collegato al piacere. Come suggerisce uno studio belga, infatti, il piacere che deriva dalle pratiche BDSM sarebbe più intenso del normale. Pubblicata nell’aprile del 2020, la ricerca ha coinvolto 35 coppie, alle quali fu effettuato un prelievo del sangue prima che si sottoponessero a un gioco BDSM all’interno di un sex club. Al termine del test, venne fatto loro un secondo prelievo. Entrambi i prelievi furono poi analizzati in laboratorio, allo scopo di misurare le variazioni dei livelli ormonali. Contemporaneamente, un gruppo di 27 persone si sottopose a un test simile. I risultati indicarono chiaramente come gli effetti biologici dei rapporti BDSM avessero innescato un piacere maggiore. Nello specifico, i campioni di sangue dei partner dominanti evidenziarono livelli di endocannabinoidi più elevati, essendo questi collegati a sensazioni di appagamento e benessere. Nei partner sottomessi, invece, il cambiamento ormonale evidenziò come il piacere derivasse soprattutto dal dolore fisico.

La scienza sta pian piano sdoganando le pratiche sadomaso

Secondo i ricercatori, dimostrare tali evidenze biologiche potrebbe indurre tante persone a non considerare più “anormali” o “aberranti” comportamenti che invece hanno effetti sulla psiche paragonabili a quelli della meditazione. La scienza, quindi, sta aiutando a smantellare lo stigma che da decenni aleggia intorno alle pratiche BDSM. Nonostante l’idea di includere squilibri di dolore e potere nella coppia sia qualcosa che la maggior parte delle persone fatica ad accettare, godere di tali pratiche ha solide basi biologiche e non si allontana troppo dal piacere e dalla soddisfazione che sperimentano gli sportivi durante le prove di resistenza. A confermarlo è Elise Wuyts, autrice dello studio e dottoranda presso l’Università di Anversa. Insomma, la psicologia del BDSM fa luce sul collegamento, fino a poco tempo fa insospettabile, tra una pratica borderline e una vera e propria terapia.