In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo, ci spiega perché è così importante e, allo stesso tempo, difficile per le vittime denunciare

25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donneLa violenza contro le donne è un fenomeno complesso che va oltre la manifestazione fisica di aggressioni. Alcuni uomini, anziché amare le donne, cercano di possederle, controllarle e manipolarle, spesso ricorrendo alla violenza. Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa piaga sociale.

La violenza di genere non è solo una violazione dei diritti umani, ma anche una grave questione di salute pubblica. La Convenzione di Istanbul, trattato internazionale contro la violenza sulle donne, definisce la violenza come una violazione dei diritti umani, comprendendo atti di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica. Questo tipo di violenza ha profonde ripercussioni sul benessere fisico, mentale, sessuale e riproduttivo delle vittime, estendendosi al di là dell’individuo coinvolto, influenzando famiglie e comunità.

I MECCANISMI PSICOLOGICI DI DIFESA

In Italia, i dati sul femminicidio sono allarmanti, con un aumento costante dei casi nel corso del 2023. Secondo l’Istat, le richieste d’aiuto al numero nazionale antiviolenza e stalking (1522) hanno registrato un significativo aumento nei primi tre trimestri del 2023 rispetto agli anni precedenti.

Le donne che subiscono violenza spesso si trovano in una situazione complessa, intrappolate da meccanismi psicologici di difesa. Questi meccanismi, come la negazione, l’evitamento, la dissociazione e altri, sono risposte automatiche e inconsce che cercano di proteggere la mente dalla percezione di eventi traumatici. Tuttavia, possono contribuire a minimizzare la gravità degli abusi e a impedire alle vittime di agire per proteggersi.

I CONSIGLI DELLA PSICOTERAPEUTA

Proprio per cercare di far fronte a questi meccanismi di difesa la psicoterapeuta Valeria Fiorenza Perris sottolinea l’importanza di creare un contesto sociale in cui le donne si sentano libere di denunciare, supportate e protette. La terapia psicologica è un primo passo cruciale per aiutare le vittime a prendere consapevolezza della situazione, comprendere i meccanismi di difesa e iniziare il percorso di recupero.

La dottoressa Perris evidenzia anche il ruolo chiave dell’educazione sessuale, della promozione della cultura del consenso e della responsabilizzazione individuale nel contrastare la violenza di genere. Invita a un impegno collettivo per promuovere modelli positivi di mascolinità e lavorare verso un’uguaglianza di genere, affinché la società diventi più rispettosa e inclusiva.

Infine, la psicoterapia può essere uno strumento fondamentale per supportare le donne vittime di abusi nel loro percorso di rinascita, aiutandole a recuperare il controllo della propria vita, elaborare i traumi e riconquistare la fiducia in sé stesse. Ma prima di tutto, la lotta contro la violenza di genere richiede un impegno continuo e collettivo. Ognuno di noi ha un ruolo cruciale nel promuovere un cambiamento culturale, educativo e sociale. Solo attraverso l’educazione, il supporto e la promozione dell’uguaglianza di genere possiamo sperare di eliminare questa devastante piaga dalla nostra società.