Esce domani 11 luglio, 12 Soldiers, il film del pluripremiato regista e fotoreporter Nicolai Fuglsig al suo esordio alla regia di un lungometraggio. Distribuito da 01 Distribution, la pellicola si ispira al libro Horse Soldiers di Doug Stanton, e vede protagonista Chris Hemsworth (Thor, per intendersi) e, tra gli altri, Michael Shannon (La forma dell’acqua)

12 soldiers

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Una storia vera da poco resa nota quella raccontata nel film 12 Soldiers. Si tratta dell’epica di un soldato americano e del gruppo di 12 uomini da lui guidato in Afghanistan all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle.

È l’unità speciale Alpha 595, una squadra volontaria di teste di cuoio composta da 12 paramilitari della Cia e delle forze speciali statunitensi. Il Capitano, appunto, è Mitch Nelson (Interpretato da Chris Hemsworth). La missione è quella di dare supporto ai combattenti ribelli autoctoni a conquistare la città di Mazar-i-Sharif in mano ai talebani fondamentalisti a cui si opponeva l’Alleanza del Nord, una coalizione militare afghana guidata dal leader, il generale Abdul Rashid Dostum (Navid Negahban).

Soltanto dodici soldati contro 50mila talebani nel momento in cui l’intera Nazione è ancora sotto shock. Uomini pronti a tutto, per prima cosa a lasciare le famiglie con mogli e figli, pronti a morire se dovesse servire, avventurieri in una terra durissima e desolata. Da qui parte il film e la storia (vera) di questa dozzina di uomini.

Eppure si fa un po’ fatica a credere che i fatti siano andati come nel racconto di Stanton e cioè 12 cavalieri (nel vero senso della parola) che compiono un’impresa del genere  guidati da un uomo che non ha mai ucciso nessuno prima di allora e che sbrigativamente decide di procedere a un intervento militare prima ancora di avere prove certe della responsabilità di Bin Laden.

Ma non spetta a noi dare un giudizio sul perché di questa missione, certo è che il film si propone sicuramente come un war movie didattico dove però la verosimiglianza sembra essere messa in secondo piano rispetto all’intento celebrativo e confortante dell’impresa.

Se le scene di guerra, le sparatorie, le esplosioni, le corse, i salti, le vittime sono molto efficaci anche grazie a un montaggio davvero ben fatto, al film si fa fatica a perdonare l’eccessivo patriottismo autocelebrativo, alcune battute (forse) poco pertinenti ma, soprattutto, il non essere riuscito a fare un vero scavo psicologico nei personaggi.

Per appassionati del genere war movie è sicuramente da vedere. Sul significato intrinseco della missione e del volerla rendere nota ai più attraverso un film sospenderei il giudizio. Ognuno saprà riconoscersi (o no) nella storia di questi dodici uomini coraggiosi.