Trama, trailer e recensione di ZERO, la nuova serie italiana originale Netflix che racconta un mondo “invisibile” eppure presente, quotidiano. Dal 21 aprile solo su Netflix

ZERO è la nuova serie originale italiana Netflix in 8 episodi nata da un’idea di Antonio Dikele Distefano, stella nascente nel panorama editoriale italiano, che ha scritto la serie dando forma a una originale e unica esplorazione della città di Milano e raccontando un mondo ricco e variegato di culture sottorappresentate, a cui si aggiungeranno significativi contributi presi dalla scena rap.

Una serie diretta a 8 mani da Paola Randi, Ivan Silvestrini, Margherita Ferri e Mohamed Hossameldin. In particolare Paola Randi ha diretto il primo e terzo episodio, Mohamed Hossameldin il secondo, Margherita Ferri il quarto e quinto episodio, mentre Ivan Silvestrini il sesto, settimo e ottavo episodio. Una pluridirezione magistralmente orchestrata per dare alla serie uno stile coerente senza strani balzi tra le puntate dirette dai diversi registi.

Zero serie NetflixLa serie è liberamente ispirata al romanzo “Non ho mai avuto la mia età” di Antonio Dikele Distefano edito da Mondadori. Ma a differenza del libro che vuole far riflettere, la serie vuole portare leggerezza, come ha tenuto a sottolineare lo stesso autore durante la conferenza stampa di presentazione.

TRAMA

ZERO racconta la storia di un timido ragazzo con uno straordinario superpotere, diventare invisibile. Non un supereroe, ma un eroe moderno che impara a conoscere i suoi poteri quando il Barrio, il quartiere della periferia milanese da dove voleva scappare, si trova in pericolo. Zero dovrà indossare gli scomodi panni di eroe, suo malgrado e, nella sua avventura, scoprirà l’amicizia di Sharif, Inno, Momo e Sara, e forse anche l’amore.

La serie esplora un linguaggio contemporaneo, accessibile alle nuove generazioni e rendere giustizia a una storia che è soprattutto una storia di ragazzi in cui tutti possono riconoscersi e identificarsi. ZERO è un processo di formazione con un pizzico di soprannaturale. Al centro della narrazione, Omar, un giovane italiano di seconda generazione dotato di un potere straordinario: la capacità di diventare invisibile.

Per spiccare e non restare invisibili al pubblico, è necessario qualcosa di diverso che percorra un sentiero meno esplorato, e dopo anni di serie ispirate ai supereroi, focalizzare l’attenzione sull’aspetto più fragile di un personaggio e la storia che lo ha reso un paladino attraverso un percorso di crescita interiore, è la giusta via, soprattutto se si resta ben piantati su una storia di fantasia nei limiti del credibile.

A volte ci si sente invisibili, ai margini di tutto. Zero, il cui vero nome è Omar (Giuseppe Dave Seke) , si sente invisibile ancora più degli altri: è un ragazzo di colore nella periferia di Milano, passa il tempo a lavorare sulle tavole dei manga e fa il rider. ZERO è una storia di cambiamento, di pregiudizi e di una nuova normalità figlia dell’Italia di oggi. Un ragazzo come tanti che impara a conoscersi, a fidarsi delle proprie fragilità che a volte sono i propri talenti.

Zero è l’eroe di tutti i giorni, è quello delle pizze, è quello di colore, è quello del Barrio, è il ragazzo della porta accanto, lui dice che tutte queste cose sono un altro modo per dire nessuno, per dire invisibile, ma trasformare una fragilità in un punto di forza è un messaggio forte e chiaro che arriva al pubblico con immediatezza.

Una diversa prospettiva apre molteplici strade e una di queste potrebbe essere quella che ci rende super, eroi di noi stessi, eroi per chi amiamo ed eroi per la società.