The Criminal Chaos Surreal reality recensioneCos’è che vi porta a sentire una canzone? Cos’è che vi porta ad ascoltare un gruppo fino al disprezzo del gruppo stesso? Cosa vi spinge a farvi 400 chilometri per andare al concerto di una band per urlare a squarciagola le loro canzoni? Questa è la prima riflessione che vi propongo poiché nella mia testa aleggiano le medesime domande mentre ascolto e mi accingo alla difficile arte del dover valutare e poi scrivere di un album appena uscito. L’album in questione e motivo di questo interrogarmi si chiama Surreal Reality e a suonarlo sono i The Criminal Chaos.

La Band: The Criminal Chaos

Non mettiamo il carro davanti ai buoi e andiamo con ordine. Prendete un produttore italoamericano che ha lavorato con alcuni dei più grandi artisti del panorama mondiale, parliamo di persone come Steve Vai, Joe Bonamassa e Billy Gibbons. Quest’ultimo se il nome non vi suonasse è uno delle barbe più lunghe della storia del rock nonché membro degli ZZ Top, aggiungete musicisti che suonano diversi anni e con un pizzico di rock e musica elettronica otterrete un bel quadro dei The Chriminal Chaos. La band ad oggi è così composta da: Nicola “Nik” Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Mirco “Keffia” Caleffi (chitarra), il sound elettronico del gruppo è gestito fa Ivan Chittolini, fratello di Pablo, infine Helder Stefanini (batteria).

Surreal Reality

Anticipato da ben quattro singoli (su sette pezzi non è poco) Surreal Reality è il primo lavoro del gruppo. Mi ci è voluto quasi più tempo a leggere sulla pagina Facebook della band tutte le collaborazioni presenti in questo album che ad ascoltare l’album stesso. Vi risparmio l’elenco ma vi assicuro che sono state molte. Se siete rosi dalla curiosità potete consultare voi stessi la pagina. Ma ora veniamo ai brani.

I sette brani che compongono l’album sono tutti caratterizzati da una forte presenza, grazie anche ad una batteria che Helder Stefanini suona impeccabilmente. I brani da The future, in apertura, a Lover che chiude l’album, trasmettono una forte carica. La distorsione fa da base ad un suono unito e compatto di tutti gli strumenti che richiamano gruppi come i Pain of Salvation degli inizi, i Dream Theather o i Megadeath, con il dovuto rispetto nell’accostamento a queste leggende.

Avrei voluto, potuto fare un’analisi più dettagliata di ogni singolo pezzo ma la percezione ascoltando questo album è che potrebbero essere tutti parte di un unico pezzo, un pezzo perfettamente arrangiato ed eseguito e godibile alle orecchie ma che non resta dentro. Questa ovviamente è un’opinione del tutto personale che non è dettata dal valore musicale della band, la cui capacità musicale è, come detto, innegabile. La mia percezione è che a questo album manca quel quid che trasforma un’ottima esecuzione in qualcosa che ti resta dentro e ti fa innamorare della band e dei brani stessi. Sarà che i The Criminal Chaos si pongono in un panorama già saturo di artisti e ad un mondo musicale sempre più variegato, ma per esperienza e qualità hanno tutte le carte per creare qualcosa che colpisca di più di Surreal Reality.

Come per ogni album però, vi lancio la sfida, lo potete trovare su Spotify, i singoli anche su youtube quindi ascoltateli e fateci sapere qual è la vostra opinione perché la cosa più bella del mondo della musica è che ognuno è diverso e cosa rapisce il nostro cuore non lo sappiamo neanche noi. Non aspetto altro che essere smentito. Buon ascolto!