Arriva nelle sale italiane il 24 gennaio distribuito da Lucky Red in associazione con 3 Marys Entertainment Se la strada potesse parlare, del regista premio Oscar® Barry Jenkins, già premiato con un Golden Globe a Regina King come miglior attrice non protagonista. Trama, trailer e recensione in anteprima

se la strada potesse parlare recensioneArriva sulla schermi cinematografici una storia d’amore senza tempo con al centro l’indissolubile legame di una coppia e l’abbraccio liberatorio di una famiglia afroamericana. Il film dello sceneggiatore-regista premio Oscar Barry Jenkins dopo Moonlight è Se la strada potesse parlare. La pellicola, nelle sale dal 24 gennaio, è l’adattamento per il grande schermo dell’omonimo romanzo di James Baldwin, prima trasposizione cinematografica in lingua inglese dell’opera dell’autore, al quale il film è dedicato.

Se la strada potesse parlare, è ambientato a New York negli Anni ’70 nel quartiere di Harlem di Manhattan, parla nello specifico di una storia di amore tra la diciannovenne Tish Rivers (KiKi Layne) e il fidanzato artista Alonzo Hunt, detto Fonny (Stephan James), che sognano un futuro insieme. Il sentimento, narrato dalla ragazza, ripercorre in dettaglio la passione, il rispetto e la fiducia che l’hanno legata al suo fidanzato artista ma deraglia quando Fonny è arrestato per un reato che non ha commesso.

Dalle vicende del film emerge la sicurezza della ragazza sull’innocenza di Fonny anche perché è consapevole del fatto che già l’amico del fidanzato Daniel Carty (l’attore, candidato ai premi Tony ed Emmy, Brian Tyree Henry) è stato in carcere per accuse non veritiere. Allo stesso tempo la famiglia si stringe attorno a lei in maniera diversa. La madre di Fonny (Aunjanue Ellis) si aggrappa alla devozione religiosa e suo padre (Michael Beach) lotta contro il sentimento di impotenza, il padre di Tish, Joseph (Colman Domingo) e la sorella maggiore Ernestine (Teyonah Parris) non fanno invece mancare alla coppia il loro sostegno. Più ansiosa di tutti di scagionare Fonny è Sharon (Regina King, Golden Globe 2019 come miglior attrice non protagonista), la madre di Tish, profondamente misericordiosa e pronta a mettersi in gioco per la felicità di sua figlia, del suo futuro genero e del nascituro figlio della coppia.

Tish, però, di fronte all’imprevista prospettiva di diventare genitore e mantenere un posto di lavoro senza il partner al suo fianco, è costretta a modificare la visione sulla realtà della sua esistenza. Un film profondo e complesso che, evidenziando la rotta delle correnti emotive in cui si orientano i personaggi in un mondo inclemente e pieno di pregiudizi razziali, riesce a mostrare come l’amore e l’umanità resistono alle prove della vita.

Gianluca Pacella