rocco buffone un caffè conOspite del nostro primo caffè con dell’anno è Rocco Buffone. Lo abbiamo visto sugli schermi di Masterchef nella scorsa edizione. Ma in verità è un insegnante di chimica che lavora a Brescia, originario di Amantea, vicino Cosenza, di cui ha molta nostalgia.

Si definisce solare, ma al tempo selettivo e vuole avere sempre l’ultima parola. La passione per la cucina nasce come necessità, ha iniziato a cucinare durante l’università per sopravvivenza, partendo da una semplice pasta, aglio, olio e peperoncino, per poi mettersi alla prova con piatti più elaborati, capendo che la necessità si stava trasformando in passione. Ama molto sperimentare, cosa che del resto dice di fare nella vita in generale. Gli piace confrontarsi con culture gastronomiche diverse anche se “la frittata della nonna” resta per lui un grande classico intramontabile.

Quanto è stato importante Masterchef, cosa hai imparato da questa esperienza?

“Masterchef rappresenta per me un nuovo inizio, la cucina è sempre stata la mia passione, ma restava comunque tra le mura di casa, quest’esperienza è stata diciamo una conferma, mi ha fatto capire che dovevo uscire da quelle mura e concretizzare quel sogno che per anni era rimasto nel cassetto.”

Chi hai conosciuto di importante in questa esperienza?

“Come ripeto sempre, per non il programma non rappresentava una gara con gli altri, ma con me stesso. Non Ho mai giocato contro qualcuno, e per questo porto ancora con me forti amicizie. Simone è sicuramente la persona con il quale ho legato di più, insieme a Denise, Manuela, Stefano e Francesco sono le persone che fanno ancora oggi parte della mia vita.”

Come è cambiata la tua vita dopo Masterchef? 

“La mia vita dopo il programma è cambiata radicalmente, non in relazione alla quotidianità ma perché sono cambiato io come persona, guardo tutto da un’altra prospettiva e mi approccio alla cucina in maniera diversa.”

Possiamo dire che ora sei un cuoco professionista? Hai fatto altri corsi dopo Masterchef?

“Assolutamente no, non sono un cuoco professionista, la partecipazione al programma non da un istruzione, ti mette semplicemente in un arena, dove a scontrarsi è la propria idea di cucina, per essere un cuoco professionista serve ben altro, studio e tanta pratica. Non ho ancora fatto corsi di cucina dopo il programma, sto valutando ancora bene le opportunità che quest’esperienza mi sta dando, e chissà magari un giorno ci rivedremo in TV.”

Consiglieresti a tutti di provare a partecipare a Masterchef? 

“Certo che si, è un esperienza fantastica, è un susseguirsi di emozioni, serve a crescere e a riscoprire se stessi. C’è chi va in psicoanalisi, io sono andato a Masterchef.”

Pensi che il programma sia ancora attuale?

“Questa è una bella domanda, purtroppo dopo anni il programma risulta un po’ il ripetersi della stessa storia, cambiano gli attori, gli scenari e le argomentazioni trattate, ma il risultato finale è sempre lo stesso. Secondo me, ha bisogno di una nuova chiave di lettura, un qualcosa che lo renda più moderno, che renda più dinamico.”

Cosa fai ora nel mondo della ristorazione? Tieni ancora il tuo vecchio lavoro? Come ti vedono gli studenti? 

“In questo momento sto dedicando il mio tempo alla parte social, scrivo per una rubrica settimanale, elaboro ricette, idee e le condivido con chi mi segue. Nello stesso tempo, lavoro come insegnante e ho un bellissimo rapporto con i miei studenti, la mattina quando entro in classe, dopo i saluti commentano ciò che ho postato il giorno prima, mi chiedono consigli sulla cucina, è questo mi fa piacere, usare la cucina come strumento educativo dovrebbe essere obbligatorio per tutti gli indirizzi di studio.”

Cosa ti ha permesso di fare che non ti saresti mai sognato? 

“Non avrei mai immaginato che i miei piatti, le mie ricette arrivassero sulle tavole degli italiani, ogni giorno, quando apro il mio profilo instagram, mi ritrovo taggato in un post in cui il piatto in questione è una mia ricetta, questo mi rende felice, spero un giorno di scrivere un libro di ricette tutto mio, questo è il mio prossimo sogno.”

E dulcis in fundo: come prende il caffè Rocco Buffone?

“Da buon italiano preferisco quello fatto con la moka addolcito con lo zucchero di canna.”