Trama, trailer e recensione in anteprima di Ride, il nuovo psichedelico thriller dei formidabili creatori di Mine, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, diretto da Jacopo Rondinelli, con Lorenzo Richelmy e Ludovic Hughes. Al cinema con Lucky Red dal 6 settembre 2018. Enjoy the ride!

Ride recnsioneKyle (Ludovic Hughes) e Max (Lorenzo Richelmy), protagonisti di Ride, nuovo frutto delle geniali menti di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (Mine), sono due riders acrobatici. Il loro mondo lo conosciamo incontrandoli ed inseguendoli già dalle prime scene del film, a bordo delle loro bici, ma anche seguendo ogni attimo delle loro imprese (e a volte della loro vita) su Youtube.

Vita difficile per motivi diversi: Kyle è sposato con Christine ed ha una figlia, la piccola Mia.

Max vive da playboy, in una bella casa e tanti debiti.

La Black Babylon li osserva.

Sembra vivano già in un reality quando il litigio di Kyle e Christine la spinge a dargli un ultimatum e contemporaneamente Max ne riceve uno molto più definitivo dai suoi simpatici creditori.

Per tutta risposta i due si ritrovano a correre e a respirare con le loro bike al di sopra dei loro problemi, sempre pronti a filmarsi con i cellulari.

Ma d’improvviso sui loro schermi appare un messaggio che li invita ad una corsa di downhill per vincere 250.000$.

Prima regola: Non avere paura.

Seconde regola: non rivelare il segreto.

Ma di regole da rispettare ce ne saranno altre mentre la Black Babylon sembra non seguire scrupoli o leggi al di fuori di quelle che le consentano di avere la sua Gara. Enjoy the ride è l’augurio del virtuale portavoce dell’organizzazione Henry Owl (Matt Rippy).

I due si catapultano in gara ed inizia una adrenalinica esperienza in sella alle loro bici con le loro acrobazie, perchè tutto fa punteggio come in un videogioco e tutto è ripreso dalle telecamere go pro: cosa vogliono di più?

Anche se la loro partecipazione a questo contest o reality non ha seguito metodi di selezione ortodossi, visto che rapire i concorrenti potrebbe non risultare un incentivo a fidarsi dell’organizzazione, i due si trovano esattamente nel loro mondo e la BB lo sa.

Ma la gara non è fatta di soli traguardi e premi, punteggi e incidenti, ci sono dei disturbi ed interferenze che minano la loro voglia di partecipare ed è per questo che le loro vite sono il nuovo incentivo, la loro disperazione è una carta in mano ai loro nuovi padroni, perchè questo sono ormai: schiavi in catene, loro due come Clara che incontrano disperata nel bosco a piangere il cadavere del compagno di corsa Miguel.

Le loro vite appaiono negli schermi dei monoliti sparsi nel bosco che loro stessi possono attivare con un like, l’impronta del loro pollice.

La realtà che vivono (o credono di vivere), quella che ricordano e la loro vita raccontata dalla BB con le immagini che scorrono nei monoliti li costringono ad andare avanti fino al traguardo finale, scoprendo poi che regole si aggiungono ad altre regole e per la vittoria finale non basta solo arrivare prima dell’altro.

Ma il finale non serve perché per tutto il tempo che trascorrerete con loro sarete i loro occhi, la loro bici, il loro cuore pulsante, i loro dubbi e la disperazione, la discesa, la corsa inarrestabile in giù, l’inesorabile discesa e caduta delle nostre esistenze veicolate nelle scelte da percorsi già stabiliti da un sistema che ci controlla perché sa di darci quello che vogliamo, o che crediamo di volere.

Ci rende felici perché schiavi.

Perché ne abbiamo bisogno come respirare.

Più veloce, ancora più veloce dei problemi, lontani ormai.

Un film tutto ripreso da go pro, una scelta di punti di vista infinita o quasi, un lavoro di visione globale della vita, ripresa (prima o poi così sarà) secondo per secondo, attimo per attimo, angolo dietro angolo senza il tempo di credere o riflettere.

Perché alla fine dei giochi una sola cosa conta: godersela.

Enjoy the ride.