Il reflusso gastroesofageo, noto per la fastidiosa risalita di acido, affligge circa il 20% della popolazione. La buona notizia è che ci si può convivere seguendo determinate regole alimentari e impostando un corretto stile di vita. Vediamo insieme come

reflusso gastroesofageoProbabilmente tutti abbiamo sofferto in maniera più o meno accentuata di bruciore o acidità di stomaco. Nella maggior parte dei casi il fastidio che si avverte dipende dall’aver mangiato troppo o male, ma se i sintomi non passano con un semplice digestivo o tendono a ripetersi con una dinamica precisa, potrebbe trattarsi di reflusso gastroesofageo. In questo caso occorre fare delle indagini per scoprire la natura del problema.

In alcuni casi dipende solo da scorretta alimentazione o fumo

L’acidità e il bruciore di stomaco, infatti, si possono anche attribuire a una vera e propria patologia: il reflusso gastroesofageo. Eppure sono molte le persone sane che soffrono occasionalmente di reflusso, ma in questi casi si tratta, appunto, di occasionalità e di un disturbo scatenato da cause specifiche. Facciamo degli esempi: molti avvertono questa fastidiosa sensazione di risalita di acido nell’esofago solo dopo aver mangiato determinati cibi oppure se fumano troppo o si coricano subito dopo i pasti.

La malattia da reflusso gastroesofageo colpisce il 20% degli italiani e ha sintomi precisi

Poi c’è invece chi soffre di malattia da reflusso gastroesofageo e in Italia non sono pochi: ben il 20 per cento della popolazione ne è affetta. A provocare la risalita degli acidi gastrici nello stomaco è il malfunzionamento di una valvola, il cardias, che separa lo stomaco dall’esofago.

Ma quali sono, oltre al bruciore di stomaco e alla sensazione di acido in bocca, i segnali a cui prestare attenzione che possono far ipotizzare che si tratti di reflusso gastroesofageo?

Innanzitutto il senso di gonfiore che si manifesta subito dopo aver mangiato: ci si sente molto appesantiti anche quando il pasto non è stato abbondante.

Si possono poi manifestare eruttazione, tosse immotivata e mal di gola. I problemi di pesantezza e di risalita dell’acido si accentuano di notte nella posizione sdraiata, motivo per cui uno dei consigli più comuni e utili che vengono dati in questi casi è di provvedere ad alzare un po’ la testata del letto o dormire, comunque, con la testa un po’ rialzata.

Correggere l’alimentazione è la prima regola per stare meglio

Dato che dal reflusso non si può propriamente guarire esistono dei comportamenti virtuosi che possono aiutare a sentirsi meglio. Vediamoli.

  1. Stop a fumo e alcol
  2. No a cibi pesanti, grassi (i fritti) e piccanti
  3. No a bevande gassate, caffè, cioccolato e menta
  4. Niente spezie, agrumi, pomodoro e suoi derivati
  5. Frazionare il più possibile i pasti in mini pasti
  6. Fare attenzione al peso e svolgere regolare attività fisica
  7. Fare una passeggiata dopo cena e aspettare almeno due ore prima di andare a dormire.

Occhio ai cambi di stagione che peggiorano il disturbo o lo risvegliano

Data la stagione in cui ci troviamo, e cioè l’autunno, è doveroso precisare che tutti i disturbi di stomaco e il reflusso gastroesofageo si acutizzano durante i cambi di stagione, in particolare proprio in questi mesi a causa, probabilmente, di un adattamento forzato al clima.

Alcuni rimedi naturali possono aiutare, altrimenti gli inibitori della pompa protonica

Se già con il controllo dell’alimentazione si può fare molto, come dimostrano anche studi recenti in merito, nelle fasi non particolarmente acute anche alcuni rimedi naturali possono dare sollievo. Per esempio, come per moltissimi altri disturbi, pare avere una buona efficacia l’Aloe Vera in gel, la camomilla e la propoli.

Nei casi in cui il disturbo si sia cronicizzato di solito il trattamento di elezione è rappresentato dagli inibitori della pompa protonica, che bloccano la secrezione acida dello stomaco. Ovviamente questi farmaci, di comprovata efficacia, a lungo andare possono causare peggioramento della digestione e alterazione della flora batterica intestinale spesso responsabile di gonfiore e gastroenteriti.