Trama, trailer e recensione in anteprima di Red Joan, il film di spionaggio old style che non ti aspetti. Diretto da Trevor Nunn, con Judi Dench e Sophie Cookson arriva al cinema il 9 maggio distribuito da Vision Distribution

Red Joan trama, trailer, recensioneAttualmente è tornata molto in voga sia sul piccolo che sul grande schermo, la famosa, e per i più giovani letta solo nei libri di storia, “guerra fredda”. Una guerra combattuta a colpi di spionaggio tra Stati Uniti, Russia e Inghilterra con CIA, KGB e MI6 contrapposti. Nata già subito dopo la fine della seconda guerra mondiale è stata spesso utilizzata nel cinema, assumendo a volte delle vere e proprie personificazioni come nel caso del cattivo Ivan Drago nel film Rocky 4 dove viene sconfitto, per volere di Reagan, dal forte e americanissimo Rocky Balboa. Oggi la si vede anche in serie TV tipo Americans o come il nuovo prodotto di Universal Television Enemies Within. Ma perché esiste la guerra fredda, a cosa è servita e cosa sarebbe successo se… i russi avessero attaccato l’America e l’America a sua volta l’Europa con tutti gli armamenti nucleari del tempo? Se non lo sapete dal 9 maggio potrete scoprirlo andando al cinema a vedere Red Joan con la regia di Trevor Nunn (regista delle produzioni teatrali londinesi ‘I Miserabili‘ e ‘La Dodicesima Notte’)

Basato sulla sceneggiatura non originale di Lindsay Shapero (Royal Wives at War, Enid) e tratto dall’omonimo bestseller di Jennie Rooney, che racconta in forma romanzata la vera storia di Melita Norwood (1912-2005), Red Joan, ci porta nella vita di Joan (Judi Dench), un’anziana signora che conduce una serena esistenza in una piccola villetta alle porte della città quando, clamorosamente, viene arrestata dall’MI5 e accusata di tradimento. Durante il suo interrogatorio Joan rivive il suo passato e si perde nei ricordi della sua vita da studente.

La scena si sposta, così, nel 1938 a Cambridge, dove troviamo una giovane Joan coinvolta da un vivace ed energico gruppo di giovani che ha fondato un’associazione studentesca di stampo comunista. È particolarmente attratta da Leo Galich, un affascinante studente di origine russa rifugiato in Germania per via dei pogrom e trasferitosi poi in Inghilterra, lontano dall’antisemitismo nazista. Per Joan è molto difficile conciliare il suo coinvolgimento romantico con la sensazione di disagio spesso suscitata dall’attività del Partito Comunista. La ragazza diviene anche la migliore amica di Sonya, una collega che si scopre essere la cugina di Leo e che ha condiviso molte delle sue terrificanti esperienze passate. Ma quando scoppia la guerra con la Germania, gli amici “tedeschi” di Joan non possono più restare in Inghilterra.

Nel frattempo si laurea in Fisica (anche se la laurea per le donne negli anni ’40 viene derubricata come semplice “certificato”) e dopo un colloquio di lavoro, da cui rimane un po’ sconcertata su come sia stata segnalata, Joan viene assunta e inizia a collaborare ad un progetto top secret presso la Cavendish Laboratory di Cambridge. Gradualmente riesce ad attirare l’attenzione del capo progetto, il professor Max Davies, che decide di condividere con lei gli studi della parte segreta del progetto: la creazione di una bomba atomica. Segreti che lei sarà tentata di rivelare, attraverso la complicità di Sonya, al nemico della guerra fredda nella speranza di salvare il mondo dalla possibilità che ci siano nuove Hiroshima e Nagasaki.

Il film ritorna nel presente, nella stanza degli interrogatori dove l’anziana Joan viene raggiunta dal figlio Nick, un avvocato della Corte Suprema, che è determinato a riscattare il nome di sua madre. Accuse e smentite si avvicendano fino a quando Joan crolla sotto il peso della tensione. Inizia a essere chiaro che il crollo, non sia dovuto tanto all’esaurimento, quanto alla crescente certezza che le accuse di essere stata effettivamente una spia siano vere.

Quindi non si è trattato di uno scambio di persona. Ma quali sono le reali motivazioni che spinsero Joan a tradire il suo Paese, se poi di tradimento si può davvero parlare?

Un atroce dubbio che Red Joan, riesce a far affiorare anche nella mente dello spettatore: tradiresti il tuo Paese per salvare milioni di vite umane prevenendo altri attacchi nucleari? Come può una persona sola cambiare le sorti del mondo e magari della nostra stessa esistenza? Insomma, anche se in alcuni momenti assume tratti marcatamente melodrammatici, il film riesce, non solo a intrattenere lo spettatore offrendo un interessante quadro storico-politico del periodo trattato, ma apre a stimolanti spunti di riflessione sugli attuali assetti geopolitici, soprattutto dal punto di vista della Gran Bretagna e i suoi rapporti con la Russia. Per concludere vorrei sottolineare la magistrale performance di Judi Dench, che dona una straordinaria credibilità al personaggio di Joan.

By Mauro Caputi