Una storia di successo tutta Made in Italy, quella dell’industriale Marco Tronchetti Provera: imprenditore nonché CEO e Vice Presidente Esecutivo di Pirelli

Quest’oggi un caffè particolare, consumato in solitaria al bancone di un bar milanese, per parlarvi di un personaggio che negli anni ’90 è salito alla ribalta, grazie alla sua determinazione e alla sua spregiudicata logica di business, che lo ha portato a risollevare dalla crisi quella che oggi è una delle industrie italiane di fama internazionale, ossia la Pirelli.

Stiamo parlando di Marco Tronchetti Provera, alle soglie del 2000 elogiato come il salvatore della patria per aver saputo rilanciare il nome e il business core del colosso degli pneumatici, acclamato come il manager in grado di emulare la capacità imprenditoriale dell’avvocato Agnelli, e oggi ancora alla ribalta, saldamente alla guida della sua azienda, ormai proiettata verso nuove frontiere, dopo gli accordi siglati con la cinese ChemChina nel 2015, ad oggi l’azionista di maggioranza del Gruppo.

Si sa che non è facile ottenere un’intervista dal CEO e Vice Presidente Esecutivo di Pirelli, risaputamente un uomo geloso del suo privato, che non ama stare sotti i riflettori del gossip o sui tabloid, tant’è che la prima intervista esclusiva che ha voluto concedere nel 2005 al giornalista Fabrizio Spagna, è diventata, su sua concessione, un libro che può essere considerato una prima biografia, “L’industriale. La storia di Marco Tronchetti Provera”, edito da Memori per la collana Block Notes.

Nonostante questo suo tentativo di ripararsi dall’interesse del grande pubblico, molto su di lui è stata scritto ed è noto, grazie proprio al suo successo ma anche al fascino e all’interesse che la sua figura suscita come emblema dell’imprenditore italiano contemporaneo.

Per cercare di comprendere meglio questa figura, in questo articolo vorrei provare a tratteggiare l’uomo che sta dietro l’imprenditore, prendendo spunto da quanto è noto sulla sua biografia e da quanto egli stesso ha lasciato nelle sue coincise dichiarazioni.

Intanto per delineare al meglio il ritratto di una persona, conviene partire dalle basi e dalle sue radici, quindi dalla famiglia. Andando indietro nel tempo, si può notare che l’amore per l’industria e il business è un tratto genetico comune: il suo bisnonno era famoso come uno dei maggiori produttori di vino italiani all’inizio del Novecento, mentre suo padre seppe fare la fortuna della famiglia, fungendo probabilmente da ispirazione anche per le successive conquiste del figlio. All’epoca in cui ottenere una laurea era un’impresa, si laureò alla Bocconi per poi scalare i vertici del Gruppo Falck e diventarne Direttore Centrale, accendendo l’interesse sul settore siderurgico e dell’energia, che poi seppe sviluppare nella Cam, puntando sui prodotti petrolifici e trasformandola in una Holding di successo, già quotata in borsa nel 1986.

Quale miglior modello da cui prendere ispirazione?

Detto fatto, nel 1971 anche Marco si laurea alla Bocconi, in Economia e Commercio, e dopo un semestre di apprendistato a Londra decide di investire nel settore della logistica fondando la sua prima Società, la Sogemar, portata all’apice e poi venduta per acquisire le quote azionarie della Camfin, di cui ottenne la Presidenza, sulla scia del padre, che rappresentò il suo biglietto di ingresso nella sfera della Società Pirelli.

Su questo punto è giusto fare una precisazione, che ci svela come la vita privata abbia fortemente influenzato la vita pubblica e la carriera manageriale di Marco Tronchetti Provera. È infatti vero che è riuscito ad emergere e a ritagliarsi un ruolo in Camfin e poi in Pirelli grazie alle sue lampanti doti manageriali e al suo forte spirito imprenditoriale, tuttavia può aver rappresentato una fortunata congiuntura il suo legame affettivo con la figlia di Leopoldo Pirelli.

Terminato con il divorzio il primo matrimonio, durato solo nove mesi, con la giornalista Letizia Rittatore Vonwiller, nota anche come autrice del saggio dal titolo emblematico “Come sposare un milardario”, nel 1978 Marco si unisce in secondo nozze con Cecilia Pirelli, ed ha così l’opportunità di far apprezzare le sue doti dal patron dell’omonimo gruppo, che individua in lui l’unica speranza per risollevare le sorti dell’azienda e risanarne il bilancio, dopo una campagna di acquisizioni fallimentare. Forte di questo appoggio, che gli varrà il soprannome non troppo lusinghiero de “il genero”, Tronchetti Provera riesce a scalare i vertici aziendali e non delude le aspettative, abbassando il debito aziendale, firmando accordi convenienti, abbandonando i settori meno utili e concentrandosi su quelli strategici, ossia la produzione di pneumatici e cavi per le telecomunicazioni. Tutte scelte vincenti, che porteranno l’azienda a riprendersi, fino al’internazionallizzazione e al successo globale.

Dal punto di vista affettivo, dopo 12 anni di matrimonio e tre figli, Giada, Giovanni e Ilaria, impegnati con lui nel sociale grazie alle Fondazioni di cui è Presidente e promotore, Tronchetti Provera decide di divorziare da Cecilia e ha una storia con la ex moglie del fotografo Fabrizio ferri, Barbara Frua.

Ma l’amore, quello della vita, arriva solo nel 1997, con l’incontro con Afef Jnifen. Si tratta di un cambio di registro per l’imprenditore milanese, che finora si era sempre accompagnato con signore di lignaggio dell’alta borghesia milanese, che invece si innamora della bella modella e presentatrice tunisina, dalla bellezza etnica e dal sorriso che conquista. Sulla loro storia il gossip ha ricamato non poco, raccontando di un primo incontro acceso e astioso per un’intervista schiva, in pieno stile Provera, che in quanto occasione di incontro ha rappresentato la base del colpo di fulmine che li ha condotti al matrimonio, celebrato nel 2001 presso la Primula, la loro bella villa a Portofino.

Oltre all’amore per l’industria, Marco Tronchetti Provera è noto per altre forti passioni, innanzitutto quella per l’Inter, a suo dire ereditata dalla madre, che lo ha portato ad essere molto amico di Massimo Moratti e a presenziare con entusiasmo a molte partite come ospite d’onore. Questo anche perché Pirelli è uno dei maggiori sponsor dell’FC Internazionale di Torino, i cui risultati vincenti vengono ricompensati con cifre eccezionali.

Oltre che tifoso, Tronchetti Provera ama anche praticare alcuni sport, come lo sci, ed è un’amatore della vela, come dimostrano le sue numerose uscite al largo di Portofino con degli yachts di lusso del tipo Wally, il marchio d’eccellenza del costruttore Luca Bassani.