Ispirato ad una delle serie di romanzi più avvincente del re del brivido, Stephen King, arriva il 10 agosto sul grande schermo La Torre Nera. Trama, trailer e recensione in anteprima

la torre neraCaldo, caldo, caldo! Il caldo è sicuramente la costante di questa torrida estate italiana, caldo è anche l’aggettivo che si può attribuire al film in uscita nelle sale italiane il prossimo 10 agosto: La Torre Nera. Diretto dal regista Nikolaj Arcel e tratto dall’omonima saga di Stephen King, in cui fantasy, fantascienza, horror e western, sono stati sapientemente mescolati per narrare la storia di una terra in decadenza, Medio-Mondo e del pistolero Roland, condannato ad un’eterna battaglia contro Walter O’Dim, conosciuto come l’Uomo in Nero, per evitare il crollo della leggendaria Torre Nera, punto di incontro del tempo e dello spazio, e salvare così il destino del mondo.

Era il lontano 1982 quando Stephen King dava vita alla sua prima serie fantasy La Torre Nera con la pubblicazione del romanzo intitolato L’ultimo cavaliere, seguito in ben 30 anni da altri 7 romanzi di cui ultimo La leggenda del Vento uscito nel 2012. Ed ecco l’interesse dell’industria cinematografica con il re delle esplosioni, J.J. Abrams, prima, Universal Picture poi e infine l’interessamento della Sony in collaborazione con la Media Rights Capital che porta sul grande schermo una storia tratta proprio da quella saga, esponendosi così al giudizio dei lettori più affezionati del grande re del brivido. Scelta davvero coraggiosa, oserei dire, soprattutto perché non credo sia un’impresa molto semplice riuscire a condensare in 95 minuti ben 8 romanzi di Stephen King!

Il film si apre nella moderna New York, dove troviamo un ragazzo di nome Jake (Tom Taylor) tormentato da strani sogni e visioni che spingono sua madre e il suo patrigno a rivolgersi a uno psichiatra. Il ragazzo vede un pistolero, una torre nera, che ogni volta che viene colpita genera un terremoto a New York, un uomo in nero e molta gente morta.

Ben presto suo malgrado si renderà conto che i suoi non sono sogni, ma delle vere e proprie visioni, tanto che una di queste lo condurrà a un’abitazione in cui troverà uno strano dispositivo, che lo catapulterà in un universo parallelo, chiamato Medio-Mondo, al cospetto proprio del pistolero protagonista dei suoi sogni: Roland Deschain (Idris Elba). Qui, Jake, si unirà a lui per cercare di salvare questo universo parallelo, raggiungendo la Torre Nera, una leggendaria struttura in grado di dominare il tempo e lo spazio, prima che cada nella mani del malvagio stregone Walter Padick. Il ragazzo si trova così catapultato in una lotta infinta a cui ben presto si rende conto di essere predestinato anche se non ne capisce ancora il senso. E già nella sua mente gli incubi lasciano il posto ad infinite domande: chi è il pistolero? Chi è l’uomo in nero? Cosa significa la torre? Ma soprattutto che ruolo può avere un ragazzo newyorkese qualunque in tutto questo?

La prima parte, in cui entriamo in contatto con Jake Chambers, il suo universo, fatto di strani incubi e rapporti familiari un po’ controversi e il suo arrivo nel Medio-Mondo, scorre veloce, perché ben costruita e retta molto bene da un grande Tom Taylor che anche se poco conosciuto, a mio modesto parere, si destreggia più che bene nel ruolo del protagonista Jake.

Altro lato della medaglia Idris Elba, nei panni del pistolero e  Matthew McConaughey, nei panni del cattivo di turno, i cui personaggi, forse a causa della dannazione di voler tenere il film entro le 2 ore, non vengono approfonditi impedendo allo spettatore un completo coinvolgimento nella vicenda.

Come dicevo all’inizio non è sicuramente impresa facile fare una trasposizione cinematografica di 8 libri di Stephen King in un’ora e mezza, eppure credo che se si guarda il film non con gli occhi del lettore sfegatato, la scelta fatta dal regista appare azzeccata. Basta pensare ad Eragon o alla saga di Percy Jackson. Ecco. Da assiduo lettore so cosa vuol dire riuscire ad apprezzare un film tratto da un libro che hai amato e proprio per questo consiglio di andare a vedere La Torre Nera senza grandi pretese di ritrovarci le cose che solitamente si amano dei romanzi di King, quanto piuttosto con l’idea di passare un’ora e mezza piacevole. Magari un po’ cupa ma piacevole, grazie ad un film che fa viaggiare lo spettatore attraverso il tempo e lo spazio, riuscendo in alcuni momenti a coinvolgerlo anche sul piano emotivo.

By Niccolò Cometto