Trama, trailer e recensione de La Ruota delle Meraviglie (Wonder Wheel), il nuovo film di Woody Allen targato Amazon Studios al cinema dal 14 dicembre distribuito da Lucky Red

la ruota delle meraviglieDopo averci fatto rivivere con Café Society, il fascino della New York degli anni ’30 tra star del cinema, alta società, playboy, politici e gangster, Woody Allen torna nella sua amata New York, stavolta lontano dai riflettori, per intrecciare le vite dei quattro protagonisti del suo nuovo film La Ruota delle Meraviglie, in un decadente Luna Park di Coney Island, suggestiva località balneare a sud della Grande Mela.

Ed è proprio dalla spiaggia che iniziamo a fare la conoscenza dei quattro protagonisti, primo fra tutti Mickey Rubin (Justin Timberlake), un aspirante scrittore, studente di drammaturgia che l’estate fa il bagnino, nonché voce narrante della vicenda, che ci introduce Ginny (Kate Winslet), ex attrice emotivamente instabile e dall’aria dimessa e malinconica.

Un matrimonio fallito alle spalle, un lavoro come cameriera in uno dei tanti ristoranti di pesce della zona e un figlio problematico e dal cerino facile. Vive in tugurio all’interno del Luna Park, una sorta di secondo matrimonio di convenienza con Humpty (Jim Belushi), uomo dall’indole buona e generosa, vedovo e manutentore delle giostre, ma con il vizio della bottiglia.

A completare il quadretto, arriva Carolina (Juno Temple), figlia che Humpty non vede da molto tempo, tornata perché costretta a nascondersi da suo marito, un gangster che le vuole fare la pelle per aver detto qualche parola di troppo all’FBI. Tutto preso dal ritorno di Carolina, Humpty, non si accorge che Ginny ha iniziato una relazione con il giovane bagnino.

Relazione che per, qualche ora al giorno, la fa sentire di nuovo bella e desiderata, come quando calcava i palcoscenici teatrali, strappandola da quel mondo che le sta terribilmente stretto e nel quale è stata costretta a rifugiarsi per amore di suo figlio e per punirsi di aver causato la fine del suo precedente matrimonio e della sua carriera.

A farle da contraltare è proprio la nuova arrivata che, forte della sua bellezza e giovinezza, ha una gran voglia di voltare pagina, buttandosi alle spalle il suo tragico errore di gioventù per ricostruirsi una nuova vita.

Una storia fatta di amori, intrecci, sotterfugi, passioni: tutti ingredienti che costituiscono in qualche modo il marchio di fabbrica del cinema di Woody Allen, a cui la fotografia del tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro aggiunge, con il suo eccezionale uso del colore, quel tocco poetico e teatrale in grado di creare subito nello spettatore l’empatia con i personaggi e l’interesse per la vicenda narrata, che Allen cerca sempre.

E sono proprio questi colori, rossi, gialli, blu, talmente accesi da sembrare quasi bruciati, ad enfatizzare la drammaticità de La Ruota delle Meraviglie, aumentando il senso di messa in scena che a volte si avverte nella vita reale. Colori che si rispecchiano anche nella gigantesca ruota panoramica, che domina il Luna Park, parafrasando la parabola della vita umana in balia di un continuo sali scendi dettato dal destino, da cui si può scappare solo scendendo e riprendendo in mano le redini della nostra esistenza.