L’amore oltre ogni limite nel nuovo acclamatissimo film di Guillermo del Toro, La forma dell’acqua, vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia 2017 e candidato a 13 Premi Oscar 2018. Trama, trailer e recensione in anteprima

la forma dell'acqua recensioneNel suo nuovo lavoro, La Forma dell’Acqua, il regista visionario Guillermo del Toro ci regala niente meno che un’autentica fiaba dalle tinte noir, ambientata nell’America degli anni ’60 in piena Guerra Fredda. Protagonista una giovane addetta alle pulizie di un centro di ricerca: Eliza Esposito (Sally Hawkins).

La ragazza ha perso la voce da piccola e vive in un mondo fatto di silenzi, scandito da semplici routine quotidiane, che vanno dal bagno caldo della mattina, al bollire le uova per il pranzo, al viaggio in autobus per andare a lavoro. Una routine che si ripete identica ogni giorno e in cui la sua solitudine è alleviata in parte dalle “chiacchierate” con la collega Zelda (Octavia Spencer) e il vicino di casa (Richard Jenkins) di cui si prende cura: un uomo di mezza età anch’esso solo, omosessuale e ossessionato dall’invecchiare.

la forma dell'acqua

Se non che un giorno, durante un normale turno di pulizie, Eliza e Zelda, scoprono casualmente un pericoloso esperimento governativo. In una vasca sigillata e piena d’acqua vedono rinchiusa una creatura anfibia dall’aspetto umanoide (Doug Jones). Eliza, incuriosita e per nulla intimorita dalla strana creatura, cercherà di instaurare un contatto fatto di gesti, sguardi e piccole attenzioni che presto si trasformeranno in amore. Tanto da spingere la ragazza a cercare di liberare l’amato.

Il risultato è una fiaba sospesa tra fantasy, dramma, avventura, commedia, musical e romanticismo, che muta la sua forma fotogramma dopo fotogramma, esattamente come l’acqua, che, come ha dichiarato anche Guillermo del Toro parlando del suo film, “prende la forma di tutto ciò che la contiene in quel momento e, anche se l’acqua può essere così delicata, resta anche la forza più potente e malleabile dell’universo. Vale anche per l’amore, non è vero? Non importa verso cosa lo rivolgiamo, l’amore resta sé stesso sia verso un uomo, una donna o una creatura.

Un film bello da vedere, che in alcuni momenti ricorda “Il favoloso mondo di Amélie“, sia per i toni di colore usati per la fotografia, che per la costruzione della vita routinaria della protagonista, ma che da questo si distacca per l’incredibile intensità e veridicità, che Del Toro è riuscito a dare alla sua opera. Fondamentali in questo senso la sceneggiatura estremamente equilibrata, un cast perfetto, la splendida interpretazione della protagonista, la contestualizzazione storico-politica e un cattivo assolutamente credibile per quanto sadico e disumano. La Forma dell’Acqua si dimostra in grado di incantare e atterrire al tempo stesso lo spettatore, trasmettendo ansia e frustrazioni, ma anche di emozionare con una potenza tale da lasciare senza parole. E soprattutto di trasmettere il messaggio universale e quanto mai attuale che il vero amore è in grado di andare oltre qualsiasi forma di discriminazione.

Vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia 2017 e candidato a 13 Premi Oscar 2018, La Forma dell’Acqua, arriva nelle sale italiane proprio il giorno di San Valentino, 14 febbraio, a dimostrare che l’amore con la “A” maiuscola non bada alla forma.