Nelle sale da domani, 30 novembre, L’età imperfetta, il film di Ulisse Lendaro presentato alla Festa del cinema di Roma nella sezione Alice nella Città e distribuito da Parthénos in collaborazione con Rai Cinema

L’età imperfetta

Ulisse Lendaro e Anna Valle (Photo by Vittorio Zunino Celotto)

L’opera prima del giovane regista italiano Lendaro mette in scena l’età imperfetta per eccellenza, l’adolescenza, con tutti i suoi eccessi e, appunto, le sue innumerevoli imperfezioni. Nella semplicità del film le emozioni sono descritte nella loro totale purezza. La recitazione delle due ragazze protagoniste, Camilla, interpretata dalla promettente Marina Occhionero, e Sara, personaggio affidato alla giovane Paola Calliari, è essenziale, asciutta e perfetta per il ruolo che sono chiamate a svolgere.

Camilla ha 17 anni, abita in una tranquilla città del Nord Italia, ha ottimi voti a scuola e insegue un sogno: diventare una ballerina professionista di danza classica. Di lì a poco si svolgerà un’audizione: la grande occasione di Camilla di emergere, l’unica possibilità, se verrà presa, di continuare a danzare dato che la madre, donna dell’est molto pragmatica, è contraria a un’attività come quella del ballo se non finalizzata a un lavoro.

E poi c’è Sara, 18 anni appena compiuti, madre assente e padre benestante, anche lei ballerina della scuola che frequenta Camilla, anche lei in attesa di fare il provino. Le due ragazze si conoscono, diventano amiche, soprattutto per volere di Sara, ragazza carismatica, provocante e sensuale che porterà Camilla a sperimentare emozioni forti ed esperienze mai vissute prima.

Il film analizza in profondità il cambiamento che avviene in Camilla man mano che conosce e frequenta Sara e mostra come un affetto, cresciuto forse troppo repentinamente, possa mutare in qualcos’altro sempre in totale rapidità.

Camilla, che inizialmente è l’immagine della purezza e del candore, viene contaminata da Sara, probabilmente mossa da sentimenti meno trasparenti rispetto all’“amica”. Il risultato è uno strappo, anch’esso improvviso, del rapporto fra le due ragazze che sfocerà in qualcosa che segnerà profondamente le loro vite.

L’ultima parte del film è infatti tutta incentrata sullo svelamento del “seme del male” che pare, purtroppo, abitare in ognuno di noi ed essere portato alla luce nei momenti in cui siamo più fragili. L’adolescenza, per esempio, è un’età della vita in cui siamo più esposti/e perché siamo più vulnerabili verso il mondo.

Ecco, a un certo punto vi arriverà un pugno in pieno stomaco, vi sentirete scuotere e percorrere da un lungo brivido sulla schiena. Indice, a mio avviso, che il regista e lo sceneggiatore, Cosimo Calamini, hanno fatto un ottimo lavoro: sono arrivati al centro delle emozioni e le hanno messe completamente a nudo.

Da vedere senza lasciarsi travolgere se si hanno figli adolescenti: l’età imperfetta passa, e non sempre ha passaggi traumatici irrimediabili. State tranquilli!