Pronti a tornare a Isla Nublar, per il quarto viaggio nel mondo preistorico dei dinosauri? Questo è ciò che promette il quarto film della serie Jurassic Park tratto dall’omonimo best seller di Michael Crichton.

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Tanto atteso da tutti gli amanti della serie Jurassic Park, che non vedevano l’ora di tornare sull’isola da cui nel 1993 tutto aveva avuto inizio, finalmente dopo tanti tira e molla è arrivato nelle sale cinematografiche “Jurassic World“.

Forse la troppa attesa e le grandi azioni di marketing che hanno preceduto l’uscita di “Jurassic World”, hanno giocato un brutto tiro a tutti quelli che vi avevano riposto tantissime aspettative e che in parte sono rimasti delusi, convinti di poter rivivere le stesse emozioni di “Jurassic Park”, se non addirittura più intense, visti i passi avanti della tecnologia cinematografica degli ultimi anni.

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Gli effetti speciali sicuramente ci sono e i tanti dinosauri sparsi per il parco ne sono la riprova. Probabilmente, però, “viziati” dell’ultimo Avengers o del disneyano Tomorrowland, non sono stati in grado di sorprenderci, nonostante il 3D, come i loro predecessori di oltre vent’anni fa; un eccezionale capolavoro di artigianato e CGI, così credibili da turbare sia grandi che bambini.

Va aggiunto anche che produttori e sceneggiatori hanno dovuto fare i conti, per la parte narrativa del sequel, con la mancanza di una traccia scritta ben definita, come invece i geniali romanzi del compianto Michael Crichton erano stati per i primi film.

Jurassic World è un nuovo e grande parco di divertimenti, sorto a Isla Nublar come evoluzione di Jurassic Park, per dare vita al sogno di John Hammond (interpretato da Richard Attenborough in Jurassic Park). Il gigantesco parco accoglie ventimila visitatori al giorno ma è in crisi e ha bisogno di continue nuove attrazioni per mantenere viva l’attenzione di possibili visitatori e l’interesse dei suoi finanziatori.

Questo è il motivo principale per cui nel laboratorio genetico, che si trova alle spalle della sala di controllo del parco, che il Dottor Wu (l’attore BD Wong) creatore dei dinosauri e anello di congiunzione con Jurassic Park, continua i suoi esperimenti mescolando il DNA di animali appartenenti a specie diverse e arrivando a creare un nuovo esemplare di T-Rex.

Indominus Rex

Come era facile immaginare, il malsano tentativo di sostituirsi a Madre Natura, sfugge al controllo del Dottor Wu e il nuovo dinosauro, battezzato Indominus Rex, talmente intelligente da elaborare strategie e metterle in atto, riesce a fuggire dal suo recinto, mandando in tilt il sistema di sicurezza del parco gestito da Claire (Bryce Dallas Howard), occupatissima donna in carriera che non ha tempo neanche per badare ai due nipoti di 16 e 8 anni in visita al parco.

Succede così che l’Indominus Rex è libero di scorrazzare per il parco, seminando caos, terrore e morte.

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Vista l’intelligenza dell’ultimo arrivato, si pensa che l’unico in grado di fermarlo possa essere Owen Grady (Chris Pratt), profondo conoscitore del comportamento animale, ampiamente dimostrato nell’addomesticamento dei feroci velociraptor.

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Come in “Jurassic Park” tutti (visitatori e protagonisti) sono in fuga per portare a casa la pelle, ma la difficoltà è aumentata dal fatto che non si tratta più solo di un “gioco” di pura sopravvivenza tra uomini e dinosauri come nel primo film della serie, ma di vera e propria strategia, vista l’intelligenza del nuovo nemico.

La trama c’è anche se un po’ troppo arzigogolata, a volte ripetitiva e poco sviluppata, andando a discapito della suspense che soprattutto nel primo film della serie, ti divorava letteralmente.