Trama, trailer e recensione de I predatori film diretto da Pietro Castellitto, con Massimo Popolizio e Manuela Mandracchia. Una produzione Fandango con Rai Cinema disponibile on demand sulle principali piattaforme dall’11 dicembre 2020

Trama, trailer e recensione de I predatori film diretto da Pietro CastellittoI Predatori, opera prima di Pietro Castellitto, è stata ideata almeno 6 anni fa, come ci racconta lo stesso attore e regista durante la conferenza stampa di presentazione del film. La sceneggiatura, premiata alla 77esima mostra del cinema di Venezia 2020 nella sezione Orizzonti, l’aveva scritta, infatti, all’età di 22 anni.

Il film racconta la storia di due famiglie, i Pavone e i Vismara, estremamente diverse tra loro ma entrambe con un segreto da custodire gelosamente, che a causa di un banale incidente sono destinate a scontrarsi. Una pellicola circolare che si apre e si chiude con un fantastico cameo di Vinicio Marchioni che da predatore effettua una truffa, una di quelle tristemente note, che si fanno agli anziani che vivono spesso da soli, facendoci così fare la conoscenza dei Vismara. Una famiglia proletaria e ignorante di estrema destra della periferia romana e con una illegale dimestichezza con le armi da fuoco, che a tratti cerca di attirare anche simpatia per la ingenua semplicità e la grettezza, che stanno alla base del loro stile di vita.

L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai Pavone, famiglia alto borghese e intellettuale a cui appartiene Federico Pavone (Pietro Castellitto), protagonista del film. Padre chirurgo e madre regista, è un giovane dottorando di filosofia che segue da vicino il suo professore, spinto dalla bruciante passione verso Nietzsche. Ma quando viene escluso per ragioni surreali dal progetto che lo vede coinvolto e che riguarda proprio la riesumazione della salma del filoso tedesco, Federico medita vendetta: far saltare in aria la tomba. Le sue maldestre e plateali scelte lo porteranno così a entrare in contatto con i Vismara, rivelando quanto, a volte, l’apparenza inganni e che in fondo, a seconda delle circostanze, siamo tutti sia prede che predatori.

 

Infatti, a suo modo, la famiglia Pavone è comunque colpevole, e si ritiene tale, per le scelte scellerate del figlio Federico, oltre a essere caratterizzata da un assetto familiare squilibrato che si intravede anche nelle cene con i parenti dove faticano a ritrovarsi insieme, fino a esplodere facilmente in offese e stramberie di tutti i  tipi. Emblematica in tal senso è la divertente canzone trap ideata dalla cugina di Federico (interpretata dalla sorella del regista, Maria) al compleanno della nonna, canzone scritta dallo stesso Castellitto.

Una commedia nera piena di colpi di scena, continui stravolgimenti di fronte e intrecciarsi di situazioni grottesche, spesso lasciate irrisolte, che, se da una parte sottolineano efficacemente come ognuno possa essere sia preda che predatore, dall’altra rendono la storia, nel suo complesso, un po’ confusa. Nonostante questo piccolo neo, possiamo comunque dire buona la prima!

Sicuramente buono l’interesse che ha suscitato il giovane Castellitto che con Domenico Procacci alle spalle e la 01 Distribution, oltre ad un cast variegato, insolito ma con tanti visi noti e di grande professionalità, esordisce nel ruolo di regista con la migliore materia prima possibile. Le basi ci sono e sono solide, quindi credo che potrà solo migliorare e scrive storie con un ordine un po’ più definito.

Un film sicuramente da vedere, più che mai in queste feste natalizie sui generis quando, strano ma vero, sentiremo la mancanza delle tanto “odiate” riunioni di famiglia vietate dalle ultime disposizioni del Governo in tema di pandemia!