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Il 12 marzo esce in Italia “Cinderella” di Charles Perrault, il film che ripropone la favola di Cenerentola, così come la conosciamo dalla versione disneyana.

Da damigella a sguattera e poi per magia di nuovo splendida dama fino a diventare principessa. Percorso non dissimile da quello di Julia Roberts in Pretty Woman, che simpaticamente apostrofava l’eroina disney “quella gran culo di Cenerentola!” e paradossalmente ne ripercorreva le gesta.
L’origine controversa della festa della donna, tra manifestazioni, rivendicazioni e tragedie in fabbrica, non ne deve sminuire l’importanza per il contesto sociale nella quale è nata, le lotte che le donne hanno sostenuto e la discriminazione che le ha accompagnate e le accompagna tutt’ora in molti paesi del mondo.
L’idea di un principe che salva la fanciulla dalla sua famiglia prigione non deve scandalizzare perché, nonostante il tentativo di attribuire gesta e prodezze a Cenerentola, nel profondo sud del nostro Paese la situazione non è stata così dissimile fino a poco tempo fa: sposarsi per andar via di casa.

E la fanciulla non ha nessun merito?

Niente? Cosa riescono a sopportare le eroine come Cenerentola e che determinazione nel non arrendersi mai!!
Ma tante e tali sono state le conquiste del secolo scorso che tutto si è modificato rendendo anacronistico qualsiasi opera o favola.
La donna non può fare discorsi di politica o filosofia nella Roma papale dell’ottocento, ma ci prova a convincere un uomo a lasciare la rivoluzione e la morte per seguirla,
E come ci può provare? Che mezzi ha per competere con gli uomini? “C’ha solo l’amore!” come dice Claudia Cardinale in “Nell’anno del signore” di Luigi Magni.

NINO MANFREDI E CLAUDIA CARDINALE DURANTE UNA SCENA DEL FILM NELL' ANNO DEL SIGNORE

“Le donne lo sanno che cosa ci vuole le donne che sanno da dove si viene” canta Ligabue.

C’è qualcosa che non capiremo mai noi uomini, misteriose verità che si nascondono in quei sorrisi complici che le donne si lanciano tra loro mentre noi ci poniamo queste domande.
“Abbiamo troppa fantasia e se diciamo una bugia è gran bella verità che prima o poi succederà” canta donna Fiorella Mannoia.
Meravigliosa Lily James nei panni di Cenerentola, bionda e dolce, timida e forte e Cate Banchett, la terribile matrigna, una donna anche lei.
Un film che non bada a spese per realizzare il sogno di qualsiasi fanciulla: una sala da ballo da favola illuminata da centinaia di candele, il vestito di svaroski, un principe gentile dagli occhi azzurri.
La gentilezza è agli occhi dei protagonisti e del regista la strada da percorrere: un’eroina che cerca il buono negli altri e che resiste, mantiene la sua femminilità in ogni occasione e di fronte a qualsiasi cattiveria, sia essa una serva sporca di cenere o una principessa, perché è il sogno d’amore a mantenerla viva e quel sogno può portarla ad una nuova vita.

Come diceva Claudia Cardinale è l’amore l’arma delle donne ed è l’amore l’anima del mondo, l’amore che loro sole, madri, mogli, amiche o fanciulle custodiscono e mantengono vivo per noi. Noi che intanto ci occupiamo delle cose importanti: di farle violenza, di fare la guerra e di distruggere il pianeta. E che come in quel film non le diamo retta.
Il mondo però è cambiato o sta cambiando al grido di pari opportunità e libertà sessuale, ma anche di livellamento dei ruoli e purtroppo di mariti divorziati prigionieri di leggi e ex-mogli carnefici.
Ottenere i diritti e le opportunità non può essere diventare uomini: voi dovete rimanere le custodi, le madri del pianeta.
Lo so, chi siamo noi per decidere cosa dovete o non dovete perseguire, come e dove potete agire?
I tempi cambiano, i ruoli si invertono, la religione torna ad essere estremismo, la crisi incombe e la musica prova ancora a tenerci su.
Ma la favola di Cenerentola non muore mai: i suoi sogni, la sua dolcezza e gentilezza, la sua timidezza di fronte a due occhi azzurri e il coraggio di cambiare gli schemi, la passione per un principe e l’abito brillante, fino a quando tutto svanisce per l’ultimo rintocco, perché è ora di andare e una donna deve sempre tornare.

Auguri a tutte voi! Brindate, divertitevi e poi ritrovate la strada di casa.

Una donna deve sempre tornare.
“Vogliono ballare un po’ di più, vogliono sentir girar la testa, vogliono sentire un po’ di più, un po’ di più!!”