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Parlare dell’abito bianco è parlare di qualcosa che va oltre il tempo, e quindi per certi versi anche oltre la storia. Un motivo per cui in modo esclusivo e a volte anche ironico l’abito bianco rappresenta “l’abito senza tempo” e soprattutto rappresenta, se e senza tempo, l’Eternità come la promessa d’amore di cui è testimonial.
Tanti sono i modi di vederlo e soprattutto di interpretarlo: c’è il modo sexy, il modo più romantico, il modo più tradizionale, formale ed informale e a volte anche spiritoso ma sempre l’abito bianco rimane, soprattutto nel giorno del matrimonio, il simbolo di un’unione e la rappresentazione e il tono di quello che la sposa vuole raccontare ai suoi ospiti quel giorno e per sempre, tracciando la sua storia.
Per quanto riguarda lo stile Franco Ciambella, io ho sempre voluto trasferire i valori tradizionali dell’abito da sposa nella contemporaneità per cui non sono mai caduto nel gioco strano del mascheramento o dell’abito d’epoca rivisto e corretto in chiave post-moderna.

Per me l’abito bianco rimane comunque il vestito dell’amore e il vestito soprattutto che deve necessariamente raccontare la personalità di chi lo indossa perché l’abito da sposa è un po’ l’arbitro dell’anima che vuole rappresentarsi con tutti i suoi valori, quei valori che di fronte a una promessa d’amore per sempre, la sposa vuole portare dentro il suo progetto di vita e di famiglia.

I temi che ho sempre voluto raccontare sono romanticismo, leggerezza, tradizione, modernità. L’idea per me rimane quella di una donna consapevole emancipata vestita di leggerezza, vestita di sogno, vestita di qualcosa che la porta oltre se stessa oltre gli altri oltre la realtà è la rappresentazione di un sogno totale.
Adoro usare lo chiffon, le organze, il pizzo chantilly, pizzo Macrame, intarsiati, mixati, comunque sempre con un gioco di luce e di leggere ombre, un dialogo tra corpo ed anima, di materiale e immateriale di estrema leggerezza di luminosità.

Sposa Franco Ciambella