Eddie Brock debutta a Sanremo 2026 con “Avvoltoi”. Scopri il significato del brano, il duetto con Fabrizio Moro e l’uscita dell’album “Amarsi è la rivoluzione”

Eddie Brock cantante Sanremo 2026 canzone AvvoltoiC’è un momento in cui un artista smette di rincorrere la luce e decide di restare sotto il proprio cielo, anche se è pieno di ombre. Con “Avvoltoi”, Eddie Brock arriva a Sanremo 2026 e io ho avuto la sensazione di assistere non a un debutto, ma a una resa dei conti.

Il cantautore romano, classe 1997, sale per la prima volta sul palco dell’Ariston con un brano che segna una tappa decisiva del suo percorso. “Avvoltoi” anticipa l’uscita di Amarsi è la rivoluzione (Deluxe), prevista per il 6 marzo, e inaugura una stagione che culminerà nell’AMARSI TOUR 2026. Dopo il successo di “Non è mica te”, certificato Disco d’Oro e capace di sfiorare i 23 milioni di streaming, Eddie Brock entra ufficialmente nella nuova scena pop italiana con una consapevolezza diversa: meno istinto, più visione.

Mi ha colpito la coerenza del suo racconto. Il nome d’arte – preso dall’universo Marvel, dal simbionte Venom – non è un vezzo generazionale, ma una dichiarazione identitaria. Eddie Brock è l’alter ego di Edoardo Iaschi, il ragazzo che scrive poesie a undici anni, che fa freestyle per strada, che attraversa il rap per poi approdare a una forma più intima e cantautorale. In “Avvoltoi” si avverte questa stratificazione: la scrittura è diretta, ma non semplice; emotiva, ma mai compiaciuta. È una canzone che parla di pressioni, sguardi, attese – di tutto ciò che gira intorno quando cresci e inizi a farti notare.

Anche la scelta di duettare con Fabrizio Moro nella serata cover su “Portami via” non è casuale. È un passaggio di testimone simbolico: parole al centro, voce nuda, verità prima dello spettacolo. E poi c’è il disco, che già dal titolo – Amarsi è la rivoluzione – rivendica una maturità conquistata. Non un cambio di pelle, ma una trasformazione lenta, coerente con la traiettoria costruita insieme a Sangita Records e ora amplificata da Atlantic/Warner.

Lo consiglio a chi cerca nel pop italiano qualcosa di più di un ritornello efficace. A chi crede che la fragilità possa essere una forma di forza. Eddie Brock non canta per piacere a tutti: canta per restare fedele al proprio doppio. E in un mondo pieno di “avvoltoi”, forse la vera rivoluzione è imparare a riconoscere – e proteggere – il proprio lato più umano.