Nexo Digital porta sul grande schermo il quarto lungometraggio dedicato a City Hunter nell’anno del 30esimo anniversario della messa in onda. Al cinema solo il 2, il 3 e il 4 settembre

City Hunter: Private Eyes recensioneRicomincia con City Hunter: Private Eyes il ciclo delle Anime al cinema. L’inizio è col botto: gli appassionati vedranno per la prima volta sul grande schermo il lungometraggio, appunto, di “City Hunter” realizzato in occasione del 30° anniversario della prima messa in onda giapponese della celebre serie animata.

Ryo Saeba, l’abile sweeper a capo di un’agenzia investigativa insieme alla sua assistente Kaori Makimura e con la passione per le belle donne, torna in azione per la felicità di tutti i suoi fan.

In questo episodio Ryo e Kaori sono alle prese con la protezione di Ai Shindo, una giovane modella. La ragazza, dotata di un particolare fascino al quale Ryo non sa resistere, è minacciata da criminali misteriosi che cercano in lei la chiave di volta per mettere a segno una cospirazione che scateni una vera e propria guerra a Tokyo.

Il film regala un buon mix di mistero, azione e divertimento. C’è una corretta alternanza tra l’aspetto ludico, con le simpatiche gag del personaggio di Ryo quando si comporta da inguaribile cascamorto e la sua collega Kaori che, con il suo famosissimo e micidiale martello, ne frena gli impulsi ormonali, e quello serio, con sparatorie adrenaliniche e intrighi che trasformano Ryo in City Hunter, un uomo serio e letale nei combattimenti che è chiamato a svolgere.

La giovane Ai è il trait d’union tra i due principali piani della storia: gli eventi concreti – dato che è la chiave di volta per l’organizzazione criminale -, e il rapporto tra Ryo e Kaori che, grazie all’incontro con un suo vecchio compagno di scuola misterioso, comprenderà meglio i suoi sentimenti per Ryo.

Nella spy-story si inserisce quindi una sottotrama amorosa degna di nota. Il film è spesso pregevole proprio per alcuni dettagli secondari. Anche la realizzazione animata è molto attenta ai particolari e scorre bene nelle scene d’azione accompagnate da inquadrature dinamiche e una colonna sonora azzeccata.

Nel film si ritrovano tutti gli elementi che ne hanno decretato il successo: le belle donne che Ryo cerca di conquistare, il martello di Kaori, le gag, i momenti epici e tragici, Miki, l’ispettore, Saori, le tre sorelle.

Si tratta dunque di un film che, pur essendo moderno nell’aspetto, mantiene la giusta impalcatura degli Anni 80, ci intrattiene senza annoiarci e, sui titoli di coda. ci riporta nel passato facendoci rivivere tutta la storia delle Anime attraverso un collage dei più significativi episodi della serie.

Rimanete in sala fino all’ultimo!