Scopri trama, trailer, recensione e cast dell’adattamento più sensuale e travolgente di “Cime Tempestose” di Emily Brontë. Regia di Emerald Fennell sulle canzoni di Charli XCX. Nelle sale dal 12 febbraio con Warner Bros.

Margot Robbie e Jacob Elordi in una scena di Cime Tempestose 2026Inutile negare che ho trattenuto il fiato per due ore e sedici minuti. Cime Tempestose” di Emerald Fennell non è il film in costume che vi aspettate: è un pugno nello stomaco travestito da storia d’amore, un’esperienza sensoriale che vi farà sudare, tremare e chiedervi dove finisca la passione e inizi la follia. Margot Robbie è Cathy Earnshaw, capricciosa e selvaggia come un animale ferito; Jacob Elordi è Heathcliff, l’orfano che diventa ossessione incarnata. La loro storia non chiede perdono. Non vuole essere capita. Vuole solo consumarvi.

L’anti-romanticismo che Emily Brontë avrebbe applaudito

Emerald Fennell fa con Brontë ciò che ha fatto con la vendetta in Una donna promettente e con l’ossessione di classe in Saltburn: prende un canone e lo sovverte dall’interno, senza tradirne l’anima. Il suo “Cime Tempestose” non giudica mai Cathy e Heathcliff. Li osserva mentre si distruggono a vicenda con la stessa fascinazione morbosa con cui si guarda un incidente stradale. Il tema centrale? L’amore come forma di violenza reciproca, dove la passione non redime ma condanna. Cathy sceglie la sicurezza di Edgar Linton (uno Shazad Latif che rende finalmente Edgar un rivale credibile) tradendo se stessa e Heathcliff, innescando una spirale di vendetta che travolge tutti.

La Fennell alza l’età dei protagonisti rispetto al romanzo: non sono adolescenti confusi ma adulti pienamente responsabili delle proprie scelte crudeli. Questo rende ogni loro azione imperdonabile e, paradossalmente, ancora più umana.

Un racconto gotico tra realismo brutale e onirismo pop

Margot Robbie e Jacob Elordi in una scena di Cime Tempestose 2026Visivamente, questo film è un’aggressione sensoriale studiata nei minimi dettagli. Il direttore della fotografia Linus Sandgren (premio Oscar per La La Land) cattura ogni goccia di sudore, ogni sguardo carnale, ogni fremito di desiderio con una fisicità quasi pornografica. Le brughiere dello Yorkshire si alternano ai set costruiti a mano: Wuthering Heights con rocce di ardesia che perforano letteralmente le pareti, muffa che trasuda, un camino brutalista che opprime; Thrushcross Grange come casa delle bambole psichedelica, ogni stanza un materiale diverso (cristallo cadaverico, velluto rosso sangue, la camera di Cathy rivestita con scansioni della pelle vera di Margot Robbie stampata su tessuto).

La scenografa Suzie Davies (candidata all’Oscar per Conclave e Turner) crea mondi che sono metafore viventi: Wuthering Heights divorata dalla natura selvaggia, Thrushcross Grange che cerca di imbrigliare quella stessa natura in teche di vetro e gelatine grottesche. Fennell e il suo team non vogliono il realismo storico: vogliono il grande cinema romantico degli anni ’60 filtrato attraverso una lente contemporanea e disturbante (clicca QUI per guardare il trailer ufficiale).

Robbie e Elordi: bellezza pericolosa e vulnerabilità brutale

Cime Tempestose 2026 recensioneMargot Robbie interpreta Cathy come una femme fatale vittoriana, viziata e sadica quanto disperatamente bisognosa d’amore. È la diva del cinema intrappolata nel nulla, che si diverte a ferire per testare fino a dove può spingersi ed essere perdonata. La sua recitazione oscilla tra ilarità birichina e strazio totale, rendendo Cathy simultaneamente detestabile e magnetica. Elordi porta Heathcliff oltre l’archetipo dell’eroe byroniano: è tenerezza ferita che si trasforma in crudeltà calcolata, vulnerabilità che diventa arma. La loro chimica sullo schermo è elettrica e destabilizzante.

Hong Chau (candidata all’Oscar per The Whale) è una Nelly enigmatica, sempre in bilico tra complicità e tradimento. Alison Oliver ruba scene come Isabella, repressa sessualmente in modo esilarante e poi tragico. Martin Clunes è un Signor Earnshaw ripugnante quanto patetico.

La colonna sonora di Charli XCX e i costumi da Oscar di Jacqueline Durran

La colonna sonora di Anthony Willis si intreccia alle canzoni originali di Charli XCX, creando un contrasto straniante che funziona perfettamente: la musica pop contemporanea enfatizza l’universalità delle emozioni primitive che il film esplora. I 38 abiti su misura di Jacqueline Durran (due Oscar vinti) per Cathy—nero, bianco, rosso; nessun altro colore—sono opere d’arte: dall’abito di cellophane della prima notte di nozze (Cathy come “regalo” per Edgar) al vestito “chiaro di luna” che riflette magicamente la luce. Ogni dettaglio racconta: le lentiggini di Cathy applicate con maschera aerografata, i capelli con oltre sette metri di extension fatte a mano, le chiocciole vere sui vetri di Wuthering Heights.

Lo sguardo come arma di seduzione: l’estetica del make-up in Cime Tempestose

Ma se i costumi vestono il corpo, è il make-up a rivelare l’anima. E in “Cime Tempestose”, lo sguardo di Cathy diventa il vero campo di battaglia. Emerald Fennell costruisce ogni frame attorno agli occhi di Margot Robbie: incorniciati da ciglia drammatiche, caricati di mascara che trasforma la vulnerabilità in sfida, la dolcezza in arma. Quello sguardo non supplica, non chiede scusa: cattura, domina, distrugge.

Non è un caso che PUPA Milano, storico marchio italiano del beauty Made in Italy, abbia scelto proprio questo film per la sua prima partnership cinematografica con Warner Bros. Entertainment Italia. La collaborazione ha dato vita al progetto “Ciglia Tempestose”, un gioco di parole che non è solo un espediente creativo, ma una chiave di lettura estetica del film stesso. Perché Cathy, in fondo, seduce e combatte esattamente così: con le ciglia. Con lo sguardo che finge innocenza e nasconde calcolo, che promette amore e consegna tormento.

Pupa Milano per Cime Tempestose di Emerald FennellL’iconico mascara Vamp! di PUPA diventa quindi più di un prodotto: è la metafora perfetta di un personaggio che fa della seduzione visiva la sua strategia di sopravvivenza. Come Cathy usa i suoi occhi per manipolare Edgar, per richiamare Heathcliff, per dominare ogni stanza in cui entra, così il make-up del film – studiato per essere contemporaneo pur restando nell’epoca – trasforma la bellezza in potere.

“L’immagine di PUPA Milano, sempre attuale e contemporanea, si è accostata naturalmente all’uscita del nuovo attesissimo film”, spiega Francesca Comoglio, Chief Marketing Officer di PUPA Milano. “Catherine indossa un make-up che racconta e completa la sua forte personalità”.

Ed è vero: il trucco in questo film non è decorativo, è narrativo. Ogni pennellata di mascara è una dichiarazione di guerra, ogni battito di ciglia una promessa infranta.

La partnership tra PUPA e il film si estende anche oltre lo schermo: una campagna omnicanale che include espositori nei punti vendita, il coinvolgimento di creator beauty e lifestyle, una visita esclusiva ai luoghi del film nello Yorkshire (in collaborazione con Visit Britain), e la partecipazione alla première nazionale a Roma il 9 febbraio. Nelle sale cinematografiche dove “Cime Tempestose” è in programmazione, andrà in onda uno spot dedicato al mascara Vamp! e al progetto “Ciglia Tempestose”: un cortocircuito perfetto tra grande cinema hollywoodiano e savoir-faire italiano nel beauty.

Perché se c’è una cosa che questo film dimostra, è che l’ossessione non si legge solo nei dialoghi o nella regia. Si legge nello sguardo. E quello sguardo, in questo film, è impossibile da dimenticare.

Perché dovreste vederlo (e chi dovrebbe evitarlo)

Questo film non è per chi cerca romance confortante o evasione elegante. È per chi vuole sentirsi vivo attraverso il disagio, per chi ama il cinema che non ti lascia uguale a prima. Emerald Fennell crea esperienze viscerali, non intrattenimento passivo. Se Saltburn vi ha fatto sussultare, “Cime Tempestose” vi farà singhiozzare, ridere nervosamente e probabilmente uscire dalla sala elettrizzati o completamente distrutti.

Non cercate la fedeltà letterale al romanzo: cercate la sensazione che Emily Brontë voleva provocare nel 1847 e che continua a scandalizzare. Fennell cattura quella febbre, quella malattia d’amore che è più condanna che benedizione.

Voto: ★★★★★

Un capolavoro visivo disturbante che dimostra come l’amore, quando diventa ossessione totale, non salva nessuno. Brucia tutto. E noi vogliamo bruciarci con lui.

Spoiler — approfondimento

La scelta di Fennell di rendere Edgar Linton (Latif) un uomo davvero meritevole—gentile, colto, stabile—alza drasticamente la posta emotiva. Per un momento credi davvero che Cathy possa essere felice con lui, che l’amore razionale possa vincere sulla passione distruttiva. Ma quando Heathcliff torna, trasformato e vendicativo, capisci che Cathy ha già scelto la sua dannazione molto prima. La relazione di Isabella con Heathcliff—inizialmente comica nella sua repressione sessuale, poi devastante nella sua violenza—diventa un’eco distorta di quella tra Cathy e Heathcliff: desiderio che si trasforma in incubo. E Nelly (Hong Chau) emerge come la vera artefice silenziosa di molte tragedie, manipolatrice frustrata che usa Cathy per fuggire dalla propria miseria. Il finale—che non spoilero—non offre redenzione. Solo la conferma che alcune anime sono condannate a divorarsi per l’eternità. E noi, voyeur complici, non possiamo distogliere lo sguardo.