Cos'è l'amore?

Cos’è l’amore?

Che cos’è l’amore? Dalla notte dei tempi filosofi, psicologi e biologi si stanno affannando per cercare di dare una risposta a questa domanda esistenziale, arrivando a formulare teorie, congetture ma nulla più.

E visto che l’amore è un elemento imprescindibile della vita abbiamo deciso di provare ad affrontarlo anche noi di “Lifestyle made in Italy” per i nostri lettori, e per farlo siamo partiti prendendo in prestito una frase dello psicoterapeuta di coppia Francesco Taramelli, protagonista del film di Paolo Genovese “Tutta colpa di Freud”, che recita così:

“La malattia più diffusa al mondo è senza dubbio l’amore, ma non preoccupatevi, perché sebbene l’amore sia una malattia molto diffusa, e praticamente inevitabile, non è mortale. Certo, in alcuni casi può diventare cronica, e te la porti appresso per tutta la vita, ma la maggior parte delle volte è una specie d’influenza, diciamo un raffreddore: ecco, sì, l’amore è un raffreddore. Con il tempo passa. E l’unica cosa che ti rimane sono un bel po’ di fazzoletti usati”.

Foto by "Tutta colpa di Freud"

Dal film “Tutta colpa di Freud”

E come per cercare la cura ad una vera e propria malattia, le ricerche in tema di amore si sono intensificate negli ultimi anni, aprendo dibattiti infiniti e dando vita a tutta una serie di teorie anche in contrasto tra loro, con i biologi dell’amore da una parte che tendono a considerare l’amore parte integrante della natura umana e filosofi e psicologi dall’altra che considerano l’amore un fenomeno culturale.

Se ciò fosse vero, sarebbe ragionevole pensare che in alcune culture non dovrebbe esistere, tuttavia, la ricerca antropologica suggerisce che l’amore è un sentimento universale sicuramente influenzato da entrambi i fattori: natura umana e influenze culturali. Ma accanto a questi due fattori, gli studiosi del fenomeno amore si sono resi conto che la concezione che si ha dell’amore è anche influenzata dal modo in cui l’individuo esprime e sperimenta questa emozione.

Quindi i biologi hanno cercato la risposta a questo vero e proprio enigma esaminando ciò che accade nel corpo umano quando le persone si sentono fortemente attratte le une dalle altre, ed hanno scoperto che nello sviluppo e nel mantenimento di legami fisiologici tra le persone sono coinvolti una serie di ormoni e neurotrasmettitori (tra cui l’ossitocina, vasopressina, prolattina, testosterone, dopamina, ecc …).

Questo sistema chiamato dall’antropologo Walter Goldschmidt “fame di affetto”, si attiva con il contatto fisico, passando del tempo insieme e con interazioni sociali positive; si tratta in pratica dell’evoluzione del sistema che agisce tra le mamme dei mammiferi e i propri cuccioli. E’ la “fame d’affetto” quindi che spinge l’uomo a formare e provare tipi di legami diversi in un range più ampio di individui e con maggiore intensità rispetto ad altri animali, compresi i primati.

Foto by "Tutta colpa di Freud"

Dal film “Tutta colpa di Freud”

Molti ricercatori sostengono che è grazie a questi legami che gli esseri umani si sono potuti evolvere meglio di qualsiasi altro organismo sul pianeta, quindi una delle possibili risposte alla domanda “che cos’è l’amore?”, è la biologia che sta alla base della “fame d’affetto”, l’abilità dell’uomo di formare forti legami sociali multipli e in parte la nicchia evolutiva che gli ha permesso di essere la specie di maggior successo.

Questa visione suggerisce che ciò che si chiama “amore” ha la stessa base tra genitori e figli, tra fratelli o altri membri della famiglia, tra buoni amici, e quindi anche tra le coppie di amanti. Ma alla maggior parte delle persone questa similitudine non piace, perché vuole vedere il cosiddetto “amore romantico”, come qualcosa di diverso dalle altre forme di affetto che esistono, e allora ecco che entra in gioco l’aspetto culturale, che vede l’amore romantico separato dall’amore familiare o di amicizia.

Ed ecco che interviene la scienza a dirci che a discapito di quello che crediamo l’amore romantico, libero dal desiderio e l’ossessione delle prime fasi di innamoramento, può durare, è correlato alla soddisfazione coniugale, al benessere individuale, all’autostima ed è anche un toccasana per la nostra salute fisica e mentale; e lo fa svelandoci alcuni segreti per mantenere vivo l’amore romantico, confortati da studi condotti da un gruppo di neuroscienziati su coppie sposate mediamente da più di 20 anni.

  • Permanente romanticismo: è possibile
    Gli scienziati hanno confrontato le regioni cerebrali attivate nei soggetti coinvolti in una relazione romantica di lungo termine (mediamente più di 21 anni) con quelle di persone che erano nella prima fase dell’innamoramento, riscontrando attività cerebrale simile nei due gruppi e maggiormente elevata nei centri di ricompensa e motivazione del cervello. Sostenere l’amore romantico nel corso di molti anni, poi, ha una funzione positiva nel cervello, che percepisce l’amore romantico come un comportamento che miete premi cognitivi e continua a perseguirlo, secondo la psicologia positiva.
  • Mantenere un senso di “amore cecità”…
    Quando siamo innamorati di qualcuno, tendiamo ad idealizzarlo e a metterlo su un piedistallo, ma con il passare di mesi/anni di convivenza cominceremo a vedere l’altra persona per quello che è, togliendolo così piedistallo. In quasi 500 studi sulla compatibilità condotti all’Università di Ginevra non sono riusciti ad individuare una qualsiasi combinazione di due tratti di personalità in un rapporto che ha predetto l’amore romantico a lungo termine – ad eccezione di una: la capacità di idealizzare e mantenere le illusioni positive circa il proprio partner.
  • Provare sempre cose nuove insieme.
    La noia può essere un grosso ostacolo alla durata dell’ amore romantico, e le coppie di successo sono quelle che trovano il modo di mantenere le cose interessanti.
    La ricerca psicologica ha suggerito che le coppie che sperimentano l’amore più intenso sono quelle che condividono non solo una forte attrazione fisica ed emotiva, ma anche che amano partecipare a nuove o difficili attività insieme.
  • Preservare la propria indipendenza.
    Per mantenere viva la scintilla, dare al partner lo spazio per fare quello in cui è bravo o che ama fare e non perdere l’occasione di osservarlo nel suo elemento, quando è “raggiante e fiducioso”.
  • Riflettere nel rapporto di coppia la propria passione per la vita.
    Gli psicologi hanno scoperto che una forte passione per la vita può contribuire a sostenere la passione in un rapporto romantico per tutta la vita.
  • Vedere il  rapporto di coppia come un viaggio insieme verso la realizzazione di sé.
    Mentre prima si guardava al matrimonio come ad un luogo sicuro e lo si cercava per la propria sicurezza, lo standard della società oggi è cambiato e uomini e donne si sposano no in cerca di sicurezza ma di realizzazione personale. Un tale matrimonio può essere più soddisfacente per entrambi i partner, ma richiede un maggior investimento di tempo ed energia nella relazione da parte di entrambi i partner per poter avere successo.

Possiamo infine concludere che l’amore è si influenzato da fattori biologici e culturali, ma rimane comunque un sentimento misterioso nonostante tutti gli sforzi di scienziati, psicologi, ricercatori e filosofi che tentano di svelarne i meccanismi più intimi.

Foto by "Tutta colpa di Freud"

Dal film “Tutta colpa di Freud”