Alessandro Grande un caffè con intervista

Alessandro Grande

Oggi con il nostro consueto caffè vi facciamo conoscere meglio un giovane talento del nostro cinema: il regista e sceneggiatore Alessandro Grande, nato a Catanzaro nel 1983, da sempre vicino alle tematiche sociali. Laureato in Storia, Scienze e Tecniche dello Spettacolo, nel 2010 realizza “In my prison“, cortometraggio che ottiene oltre 100 selezioni nel mondo e 40 premi, tra cui il Premio Amnesty International e il Premio del pubblico al Festival di Tokyo. Nel 2013 realizza “Margerita” con Moni Ovadia, Francesca Valtorta e un gruppo di rom non professionisti. Il cortometraggio, che affronta la delicata questione dell’integrazione, è stato presentato al Giffoni Film Festival ed è entrato nella cinquina finale dei Nastri d’Argento, vincendo 79 premi nel mondo tra cui Miglior Film all’Ischia Film Festival e Miglior Regia al Ciprus Int. Film Festival. Attualmente è trasmesso sul canale Studio Universal.

Alessandro lavora inoltre come autore per programmi televisivi Rai, Mediaset e Sky. Il suo ultimo lavoro, “Bismillah“, è vincitore del David di Donatello 2018 per il Miglior Cortometraggio, il più importante riconoscimento italiano. Film che rappresenterà l’Italia nella corsa per il Premio Oscar 2019, nella categoria cortometraggi. Il film ha avuto la sua première al Tiff – Toronto International Film Festival – Kids, è rientrato tra i migliori otto corti finalisti al 35° Buff di Malmo e attualmente è in selezione ufficiale al Busan International Short Film Festival, evento valido per la qualificazione agli Oscar 2019.

E dopo questa breve panoramica lasciamo a lui la parola per raccontarci qualcosa in più su come nascono i suoi lavori e su quali sono i suoi progetti futuri.

Nei tuoi corti c’è tanta poesia e l’arte, la musica travalicano i confini delle razze e dei pregiudizi, anche se per un attimo, come in “Margerita”. Da dove nasce tanta sensibilità?

“Ti ringrazio tantissimo per questo complimento, è gratificante sapere che qualcosa che hai dentro riesce ad arrivare agli altri. Per le mie storie, mi lascio sempre influenzare da tutto ciò che succede attorno a me, il mondo è pieno di poesia, basta solo riconoscerla.”
Come mai hai deciso di raccontare la vita proprio attraverso il cinema e non magari attraverso la letteratura o un’altra forma di arte?
“Credo sia il mezzo attraverso il quale riesco ad esprimermi meglio. Il cinema secondo me ha il grande privilegio di ricreare mondi e farli vivere, riuscendo a racchiudere in un solo quadro tante forme di arti diverse.”
Guardando i tuoi lavori sembra di vivere con la mente, il retaggio culturale, dei protagonisti. Una canzone (“Bismillah“), un momento di silenzio, il modo di affrontare i problemi. Ti piace partire dal particolare per poi stimolare il pensiero sul mondo che racconti?
“Mi piace partire da situazioni reali piccole per poi  sfociare in emozioni e paure più grandi. Portare lo spettatore a percorrere un percorso preciso e fargli vivere ogni azione del film al fianco del protagonista, per sentirsi completamente coinvolto nelle situazioni che si svolgono all’interno della narrazione.”
I temi che affronti sono definiti “sociale” dalla nostra cultura. Premesso che non amiamo le etichette, se dovessi usare i tanto amati tag dei social, quali useresti e perché? #…?
“Alla fine i tag che userei sarebbero quelli che accumano i sentimenti di noi tutti: #amore, #fratellanza, #uguaglianza e #speranza.”
L’Italia va verso una strana direzione politica, espressione forse della paura che il diverso suscita. Qual è il tuo pensiero e cosa può fare Alessandro con i suoi lavori per ricordare a tutti che il vero nemico è la paura, figlia dell’ignoranza?
“Per cambiare realmente le cose deve esserci una volontà comune non indifferente. Di sicuro, il cinema può contribuire a suscitare nello spettatore delle emozioni, emozioni capaci di aprire delle parentesi di riflessione in ognuno di noi.”
E a proposito di Italia: cosa ne pensi del cinema italiano degli ultimi anni e dei nuovi registi (vedi Solima, Garrone, Mainetti, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, ecc)?
“Secondo me il cinema italiano gode di una nuova corrente autoriale molto interresante. Dobbiamo cercare di liberarci di quei pensieri disfattisti e andare di più al cinema a vedere opere italiane. Il nostro cinema merita un ruolo da protagonista non solo nel resto del mondo ma anche nel nostro Paese.”
I premi nazionali ed internazionali sono una forte emozione! ma ti è mai capitato di sentire un commento, positivo o negativo, da un semplice spettatore che ti ha colpito più di tutte le recensioni e motivazioni dei premi da parte degli addetti ai lavori?
“Mi è capitato di vedere spesso gli occhi lucidi dopo la proiezione di un mio film e credo che questo sia uno dei più grandi complimenti, che preferisco a mille parole.”
Dopo tanti corti… a quando un film?
“Sto lavorando alla sceneggiatura di un lungometraggio. Il prossimo passo è proprio quello di raccontare una storia più ampia e momentaneamente chiudere questo capitolo bellissimo dedicato ai corti.”
Come prendi il caffè?
“Rigorosamente seduto, bisogna gustarselo comodamente. Espresso e con un cucchiaino di zucchero, un po’ di dolcezza è sempre gradita.”