Michele Nappa Pane QuotidianoStamattina il nostro caffè ha la forza e la carica del riscatto sociale, grazie al nostro ospite Michele Nappa, docente di Diritto e giurista raffinato, che dopo aver ottenuto diversi riconoscimenti letterari per le sue raccolte, si cimenta in un esordio narrativo con il libro Pane Quotidiano, edito dalla casa editrice romana Aracne Editrice.

Lo sfondo del libro è Colmorenica, un immaginario, ma quanto mai realistico paese nella provincia di Varese, dove si incontrano e si scontrano le vite di alcuni giovani docenti venuti dal Sud. Persone che cercano al Nord un riscatto sociale e rincorrono il sogno di poter far ritorno a casa, prima o poi, con quel “pane quotidiano” conquistato con tanta fatica e sacrificio.

Come riassumerebbe in una frase la sua opera?

Un testo narrativo in prosa che si propone di esporre con “folgorante sintesi” di fatti veri o inventati, ma sempre verosimili.

Qual è il periodo storico nel quale sono collocati gli eventi del suo romanzo?

Nel periodo storico tra il 2011 e il 2016, riassunto nella narrazione in un anno scolastico.

Colmorenica, è un paese fantomatico? Dov’è ambientato il suo romanzo? Ha per caso qualche fondamenta nel tempo in cui lei, giovanissimo, si trasferì nel varesotto?

Sì. E’ un immaginario paese della provincia del varesotto dove ho vissuto molti anni fa. Sono stati quelli gli anni duri che hanno temprato il mio carattere e segnato fortemente la mia personalità, come anche quella di tanti miei colleghi che sono stati ‘emigranti’ nel loro stesso paese. Il sentirsi stranieri nella propria patria lascia un grande senso di smarrimento.

Quindi una narrazione di un doloroso percorso personale?

Pane quotidiano, ambientato ai giorni nostri, è ispirato proprio alle tante vicende di docenti del Sud che, come me, hanno cercato e ancora cercano, in un paese del Nord, un riscatto sociale con il sogno di ritornare, prima o poi , ai rispettivi paesi natii.

Lei ama molto leggere. Quali sono i suoi scrittori preferiti, ma sorattutto quelli che hanno influenzato e ispirato il suo percorso letterario?

Senza ombra di dubbio Silone, Fenoglio, Pavese, Vittorini, Eco, Hemingway. Mi sento molto vicino, al loro sentire, a quel senso profondo senso di appartenenza.

Secondo lei, cosa ci insegna la poesia?

E’ un atto creativo con un contenuto e una forma espressi in estrema sintesi. Credo che la poesia contribuisca alla formazione dell’individuo e del cittadino. Amo, come scrittore in versi, la poesia. Leggo con passione le opere di poeti come Leopardi, Foscolo, Saba, Cardarelli, Sereni.

Ed ora la domanda di rito per la nostra rubrica. Come prende il caffè Michele Nappa?

Io bevo il caffè un po’ amaro… per assaporarne appieno l’aroma. Lo assumo volentieri tre volte al giorno, perché mi dà una carica di energia, che mi consente di operare di più e meglio.