Recensione di “Tron: Ares” con Jared Leto e Greta Lee. Il nuovo capitolo Disney diretto da Joachim Rønning con musiche dei Nine Inch Nails. Nelle sale dal 9 ottobre

Jared Leto as Ares in Disney’s TRON: ARES. Photo Courtesey of DIsney. © 2024 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Avete presente quando un film riesce a essere spettacolare e intelligente allo stesso tempo? Ecco, “Tron: Ares” è esattamente questo.
Dal 9 ottobre 2025, il nuovo capitolo della saga Disney arriva nei cinema italiani portando con sé luci al neon, moto impossibili e una grande domanda: cosa succede quando un’intelligenza artificiale impara a essere umana?

Diretto da Joachim Rønning (Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales) e con un cast che brilla – Jared Leto, Greta Lee, Evan Peters e il mitico Jeff Bridges – “Tron: Ares” è un sequel che mescola azione, emozione e riflessione in un mix ad alto voltaggio.

Trama di “Tron: Ares”

(L-R) Greta Lee as Eve Kim, Jared Leto as Ares, and Arturo Castro as Seth Flores in Disney’s Live Action TRON: ARES. Photo by Leah Gallo. © 2025 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Ares (Leto) è un’intelligenza artificiale creata dalla ENCOM per una missione che nessuno ha mai tentato: attraversare il confine tra il mondo digitale del Grid e la realtà. Solo che, una volta fuori, qualcosa va storto (o giusto, dipende dai punti di vista). Ares comincia a provare emozioni.

Accanto a lui, Eve Kim (Greta Lee), CEO geniale e programmatrice visionaria, in cerca del mitico Codice Permanence di Kevin Flynn. Insieme dovranno sopravvivere a un mondo che non li vuole — inseguiti da Athena (Jodie Turner-Smith) e dal carismatico villain Julian Dillinger (Evan Peters). Ah, e c’è un piccolo dettaglio: ogni programma come Ares si autodistrugge dopo 29 minuti nel mondo reale. Tic, tac.

Jared Leto spettacolare!

Leto si muove con precisione da cyborg, ma lo sguardo tradisce qualcosa di più profondo. Il suo Ares passa dall’essere una macchina da guerra a un essere capace di scegliere, sentire, cambiare. È una performance che non gioca sullo spettacolo, ma sull’evoluzione. E funziona. Greta Lee, invece, regge perfettamente il confronto: il suo personaggio è la bussola morale del film, razionale ma con un cuore enorme. Tra i due, la chimica è palpabile.

Evan Peters e Jeff Bridges: il Caos e la Leggenda

Evan Peters ci regala un Julian Dillinger irresistibile: un villain a metà tra genio tech e rockstar distrutta dal potere. E sì, Jeff Bridges torna. Non è solo un cameo nostalgico: il suo Kevin Flynn è il ponte tra passato e futuro, con una scena che farà impazzire i fan storici di Tron.

Intrattenimento allo stato puro: azione reale, luci digitali

Se pensate che sia tutta CGI, vi sbagliate. Le light cycle sfrecciano davvero per le strade di Vancouver in sequenze girate con stunt reali e moto illuminate da LED. Le auto si tagliano in due, gli edifici esplodono in fasci di luce, e voi trattenete il respiro. Ogni Grid (ce ne sono tre, ognuna con un’identità visiva diversa) è un piccolo capolavoro estetico:

  • Grid Dillinger – industriale, infernale, claustrofobico

  • Grid ENCOM – futuristico e regale

  • Grid Flynn – l’iconico blu che i fan riconosceranno all’istante

Le tute luminose firmate Wētā Workshop sono vere opere d’arte tecnologica, con più di un chilometro di LED a costume. Jared Leto ha detto: “Quando la indossi, non stai recitando Tron. Sei Tron.” Clicca QUI per guardare il trailer.

Colonna sonora: i Nine Inch Nails spaccano tutto

Dopo Daft Punk e Wendy Carlos, ora tocca ai Nine Inch Nails di Trent Reznor e Atticus Ross. Il risultato è un’esperienza sensoriale pura: niente orchestra, solo synth aggressivi, bassi pulsanti e rock industriale. Il singolo “As Alive As You Need Me To Be” è già un cult.

Temi attuali: l’AI non è solo fantascienza

Gillian Anderson as Elisabeth Dillinger and Evan Peters as Julian Dillinger in Disney’s Live Action TRON: ARES. Photo by Leah Gallo. © 2025 Disney Enterprises, Inc. All Rights Reserved.

Sotto la superficie da blockbuster, “Tron: Ares” parla di noi. Di quanto siamo disposti a considerare “viva” una macchina. Di come la tecnologia possa distruggerci o salvarci, a seconda di chi la guida. Nel 2025, con l’AI generativa che entra nelle nostre vite, le domande del film suonano fin troppo reali.

Cosa funziona meno

Qualche rallentamento nel secondo atto, qualche villain di contorno poco sviluppato. Ma quando il film ingrana (e succede presto), è pura adrenalina. Il finale lascia aperta la porta a un Tron 4, e non ci dispiace affatto.

“Tron: Ares” è da vedere in IMAX. Punto!

Girato in 8K e pensato per l’IMAX, è uno di quei film che devi vivere sul grande schermo. Le scene delle light cycle sono pura arte visiva. Se amate l’estetica cyberpunk, questa è la vostra nuova ossessione.

 Perché vederlo

  • Jared Leto in una delle sue performance più intense

  • Greta Lee perfetta partner emotiva e cerebrale

  • Effetti pratici spettacolari

  • Soundtrack devastante dei Nine Inch Nails

  • Temi profondi sull’AI e l’identità

  • Jeff Bridges: il ritorno che aspettavamo

 In sintesi

“Tron: Ares” è un blockbuster con un’anima, e non è poco. Rispetta la tradizione, aggiorna il linguaggio, e porta il franchise nel presente. Leto e Lee brillano, la regia è visionaria, e la musica… beh, vi farà vibrare come un light cycle in corsa.

Voto finale: 8.5/10
Un film che non solo aggiorna Tron, ma lo reinventa. Nel 2025, l’AI non è più solo un tema da laboratorio: è la nuova frontiera dell’emozione.